La Politica alla Gente.
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IL VOTO DELLE MOZIONI  
all'assemblea del convegno
MILANO,   24 MAGGIO 2008 

( piu' avanti: i testi delle Relazioni  Invitate   e  Libere )


Inizio votazione: ore 18,15; Presenti: n. 58
La votazione avviene per alzata di mano, chiedendo ai presenti chi e' a favore e chi e' contro la singola mozione, dopo averne sentito la lettura e due brevi dichiarazioni CONTRO e PRO.
Non viene chiesto chi si astiene, per cui si presume che gli astenuti ad ogni votazione corrispondano al totale dei presenti meno la somma tra favorevoli e contrari.
Conduce le operazioni di voto e registra i risultati  Mario Garofalo.

Mozione 1.
"La Politica alla Gente", in tutte le strutture che si vorra' dare e in ogni suo membro, continui ad operare con un solo fine: restituire al cittadino la piena capacita' e possibilita' di svolgere compiutamente il suo ruolo civico, e quindi di prepararsi ad assumere decisioni e responsabilita'. E lo faccia attraverso i suoi gruppi di quartiere e di localita', di cui si auspica il consolidamento; come pure si auspica la costituzione di nuovi gruppi.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini - Spelta)
Parlano  contro: (Sem),     pro: Bertini
                      VOTI   A FAVORE: 23    CONTRO: 10         Mozione approvata

Mozione 2.
L'Assemblea del Convegno di "La Politica alla Gente", sentite le relazioni dedicate ai due anni di esperienza della "fabbrica del programma" di un governo come lo vorrebbero i cittadini, ritiene di:
a) approvare l'attivita' di "fabbrica del programma" e disporre che venga certificata come attivita' standard che fa parte di quelle consigliate ai gruppi di "La Politica alla Gente", in particolare ai nuovi che si aprono;
b) affidare a una commissione di volontari, provenienti dai gruppi che hanno sperimentato la "fabbrica del programma" nei primi mesi del 2008 sia con risultati positivi che con risultati negativi, la scrittura di un breve "prontuario", che dia indicazioni precise a qualunque gruppo voglia svolgere questa attivita'; prontuario da completare entro il 15 giugno 2008;
c) accettare - anzi favorire - proposte di fondare nuovi gruppi, anche lontano da Milano.
(a cura di Sem Prandoni)
Parlano  contro: (Caimmi),     pro: Sem
                      VOTI   A FAVORE: 36    CONTRO: 1         Mozione approvata

Mozione 3
Tenuto conto che:
1) il lavoro di un gruppo deve essere finalizzato ad uno scopo preciso, altrimenti la partecipazione rischia di essere poco convinta e responsabile;
2) presentare regolarmente le proprie richieste ai partiti instaura una "prassi corretta" nei rapporti tra cittadini e istituzioni;
SI CHIEDE CHE
la tradizionale attivita' denominata "Fabbrica del Programma" preveda la possibilita' - vivamente raccomandata! - di inviare ai segretari cittadini di tutti i partiti politici (o alle autorita' cui spettano le decisioni al riguardo) il documento finale elaborato dal gruppo, una volta rivisto dai partecipanti e previo consenso unanime degli stessi. Il documento in questione dovra' essere accompagnato da una lettera scritta firmata da tutti i membri, in cui verra' chiesto all'istituzione interpellata di fare propri i provvedimenti previsti dal documento o di motivarne il rifiuto.
(a cura di Sergio Massimi)
Parlano  contro: (Lorenzelli),     pro: Massimi
                      VOTI   A FAVORE: 18    CONTRO: 19         Mozione respinta

Mozione 4
Tenuto conto che:
1) il lavoro di un gruppo deve essere finalizzato ad uno scopo preciso, altrimenti la partecipazione rischia di essere poco convinta e responsabile;
2) presentare regolarmente le proprie richieste ai partiti instaura una "prassi corretta" nei rapporti tra cittadini e istituzioni;
SI CHIEDE CHE
la tradizionale attivita' denominata Fabbrica del Programma sia portata avanti come segue.
A quello che e' finora stato il documento finale elaborato dal gruppo deve seguire la redazione di una proposta di legge che punti al raggiungimento dei punti programmatici indicati nel documento.
Tale proposta di legge dovra' venire trasmessa a tutti i gruppi affinche' la discutano e propongano eventuali modifiche. Spettera' poi a chi e' incaricato del coordinamento promuovere la costituzione di un'opportuna commissione che riassuma tutte le modifiche in unico testo di legge, che dovra' poi essere votato (anche tramite Internet) da tutti i membri del movimento. Una volta che la proposta di legge sara' stata approvata dalla maggioranza dei gruppi, si procedera' alla raccolta di firme necessarie per poterla inviare direttamente al Parlamento.
In una prima fase, si propone ai gruppi con maggiore esperienza d'iniziare a sperimentare questo nuovo metodo incominciando a redigere le proposte di legge che recepiscano gli obiettivi proposti nei loro documenti finali.
(a cura di Clelio Fiorentini)
Parlano  contro: (Sem),     pro: Fiorentini
                      VOTI   A FAVORE: 20    CONTRO: 16         Mozione approvata

Mozione 4a
"La Politica alla Gente", al fine di ottenere presto dei risultati concreti, cerca l'aiuto di gruppi a lei vicini e strutturalmente piu' numerosi e organizzati, ad esempio i grillini; collaborando con essi per redarre proposte e, quando possibile, raccogliere le firme necessarie alla loro presentazione in Parlamento.
(a cura di Clelio Fiorentini)
Parlano  contro: Pasquariello,     pro: Fiorentini
                      VOTI   A FAVORE: 25    CONTRO: 14         Mozione approvata

Mozione 5
Allo scopo di sperimentare la collaborazione tra i gruppi e verificare gli eventuali frutti positivi che potrebbero scaturirne, si invitano vivamente i gruppi di quartiere a interagire tra loro, scambiarsi le esperienze e lavorare a progetti comuni.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
Parlano  contro: (Sem),     pro: Bertini
                      VOTI   A FAVORE: 35    CONTRO: 1         Mozione approvata
Mozione 6
L'assemblea del Convegno lancia un appello ai gruppi con piu' esperienza, affinche' inizino a tradurre il loro lavoro (che e' stato fin qui di formazione) in un approccio sistematico alle realta' locali, anzitutto per conoscere i problemi e le risorse del territorio. anzitutto per capire i problemi e le risorse del territorio.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
Parlano  contro: (Sem),     pro: Bertini
                      VOTI   A FAVORE: 30    CONTRO: 2         Mozione approvata
Mozione 7
L'assemblea del Convegno lancia un appello a volontari che si offrano per valorizzare, nel nostro sito Internet, la parte che dovrebbe essere fondamentale: ovvero la descrizione della vita dei singoli gruppi (gia' oggi prevista alla voce "Notizie dai Gruppi"), con l'ausilio di fotografie, ecc.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
Parlano  contro: (Sem),     pro: Bertini
                      VOTI   A FAVORE: 30    CONTRO: 1         Mozione approvata

Mozione 8
L'assemblea di questo convegno, riunita in data 24.5.08 a Milano, delibera che il movimento "La Politica alla Gente" compia tutti i passi necessari per costituirsi in un ente riconosciuto, a partire dall'adozione di uno statuto e dal deposito di nome e simbolo.
A tal fine approva la costituzione di una commissione formata da max 9 persone che avra' il compito di redigere una proposta di statuto, da sottoporre alla prossima assemblea del movimento, che va convocata entro e non oltre la fine di novembre 2008.
(a cura di Marco Spelta)
(se approvata: viene proposta e nominata la commissione)
Parlano  contro: Lorenzelli,     pro: Pasquariello
                      VOTI   A FAVORE: 15    CONTRO: 24         Mozione respinta

[ Le mozioni 9a e 9b sono lette assieme, prima di votarle: l'una esclude l'altra ]

Mozione 9a.        punto di vista (1)
L'assemblea di questo convegno nomina una segreteria politica composta da max 5 persone, per stabilire le priorita' del movimento. Restera' in carica fino alla prossima assemblea generale, da tenere entro il novembre '08.
(a cura di Marco Spelta)
(se approvata: viene proposta e nominata la segreteria)
Parlano  contro: Fiorentini,     pro: Spelta
                      VOTI   A FAVORE: 6    CONTRO: 33         Mozione respinta

Mozione 9b.        punto di vista (2)
L'assemblea di questo convegno affida il movimento "La Politica alla Gente" a un gruppo di 3-4 persone animate da un unico SPIRITO, con un ruolo esclusivamente di coordinamento e non direttivo. Resteranno in carica fino alla prossima assemblea generale, da tenere entro il novembre '08. Sara' loro cura evitare che i cittadini che partecipano ai gruppi di quartiere e localita' subiscano imposizioni dall'alto: come invece succede in tutte le organizzazioni che adottano le forme dell'attuale sistema rappresentativo in crisi.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
( se approvata: viene proposto e nominato il gruppo di coordinamento, e vengono ammesse al voto le mozioni seguenti, 9b.1 e 9b.2 )
Parlano  contro: Pasquariello,     pro: Sem
                      VOTI   A FAVORE: 25    CONTRO: 5         Mozione approvata
Vengono proposti i membri del gruppo coordinamento nelle seguenti persone:
Bruno BERTINI, Clelio FIORENTINI, Lorenzo LORENZELLI, Mauro BLASI.  L'assemblea approva.

Mozione 9b.1        punto di vista (2)
Al gruppo di coordinamento del movimento spetteranno le seguenti funzioni:
a) curare che ogni gruppo abbia un moderatore adeguato;
b) affiancare i gruppi fornendo loro consigli e valorizzando il lavoro da loro svolto basandosi sulle indicazioni fornite dagli stessi;
c) trovare i modi per sostenere chi vuole formare nuovi gruppi;
d) tenere le fila delle diverse attivita' in corso, divulgando info, preparando meeting nei quartieri e delegando chi dovra' estendere "La Politica alla Gente" fuori Milano.
Parlano  contro: Pasquariello,     pro: Sem
                      VOTI   A FAVORE: 25    CONTRO: 2         Mozione approvata

Mozione 9b.2        punto di vista (2)
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che dia mandato a chi lo scrivera' di conformarsi, oltre che alle indicazioni adottate costituendo il gruppo di coordinamento, anche ai seguenti principi.
1) Gratuita': nessuno deve "guadagnarci", men che meno chi assume qualche responsabilita'.
2) Rispetto: sia incoraggiato il rispetto piu' pieno di tutti i membri del gruppo, evitando strutture in cui il cittadino piu' "acculturato" e "ciarliero" possa prevalere sugli altri; e il rispetto delle leggi vigenti.
3) No al verticismo: al centro di La Politica alla Gente non ci deve essere un direttivo che decide, bensi' i gruppi di quartiere. Le decisioni spettano a loro, chi coordina e' al loro servizio.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
La mozione non e' stata sottoposta al voto perche' decaduta,
essendo stata respinta la mozione 8.

Mozione 10.
L'assemblea di questo convegno delibera che, a partire dal prossimo autunno, si dia il via libera al Tesseramento a "La Politica alla Gente", da rinnovare annualmente (compiendo nel contempo i passi necessari perche' sia fatto in conformita' con quanto prescrive la legge).
Ogni iscritto dovra' corrispondere una quota associativa il cui importo sara' stabilito da questa stessa assemblea.
La tessera da' il diritto di voto per tutte le decisioni che il movimento assume nelle sue assemblee ordinarie e straordinarie, in particolare riguardanti tutte le attivita' che il movimento organizza.
(a cura di Marco Spelta)
La mozione non e' stata sottoposta al voto perche' decaduta,
essendo stata respinta la mozione 8.

Mozione 11.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che la proposta di statuto venga discussa sul sito di LPaG e per posta elettronica con tutti i partecipanti al presente convegno che si suppongono interessati, e in generale con chi partecipa al 'movimento'.
A tal fine, una prima bozza di proposta deve essere disponibile alla "circolazione" un mese e mezzo prima della data dell'assemblea di novembre.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
La mozione non e' stata sottoposta al voto perche' decaduta,
essendo stata respinta la mozione 8.

Mozione 12.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che lo Statuto sia provvisorio. Una successiva assemblea lo emendera' e decidera' di depositarlo.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
La mozione non e' stata sottoposta al voto perche' decaduta,
essendo stata respinta la mozione 8.




IL TESTO DELLE RELAZIONI  
tenute al convegno
MILANO,   24 MAGGIO 2008 



1.       RELAZIONI  INVITATE

LA GENTE
LE SUE NECESSITA' - LE SUE IDEE - LA SUA FORZA
di  Ignazio Mura
Nella gente si riconoscono tutti, certo tutti con l'innegabile e sana ambizione di migliorare la propria vita, siano essi ricchi o a maggior ragione poveri; ma per ottenere cio' il cammino e' irto di tante difficolta'. La gente che riconosce il valore dei sacrifici e che lotta per guadagnarsi la sicurezza ed il benessere economico e sociale, e' quella GENTE che deve e che merita di crescere, alla quale bisogna garantire nel tempo il godimento del frutto del proprio lavoro, che ripaga le fatiche di una vita. Penso a una storiella pubblicata da Sem sul sito, all'inutile fatica di quel pescatore per catturare il pesce, finito poi nelle fauci degli squali. Ecco, nel nostro Paese, i nostri sacrifici fanno la fine di quel pesce. Nella nostra societa' tanta gente ha iniziato a lavorare molto giovane, ha studiato e con tanti sacrifici e' riuscita a crearsi una rendita ed a volte anche qualche piccolo capitale che rende la vita piu' dignitosa e serena. E' percio' doveroso e legittimo che il frutto di tale sacrificio debba essere difeso; sicuramente non puo' e non deve essere condiviso con quelle persone, in malafede e senza dignita', che vogliono vivere di assistenzialismo, alle spalle del prossimo; e ugualmente non e' giusto venire vessati con imposte assurde da parte delle istituzioni, come purtroppo oggi accade in nome del profitto, a favore delle caste. In un paese dove non c'e' giustizia sociale e sicurezza, dove l'unica certezza sembrano essere le tasse, la Gente, quella con la "G" maiuscola, ha il dovere ed il diritto di prendere in mano le redini del proprio Paese per far si' che la predetta giustizia sociale diventi una consuetudine di vita. Il nostro Paese ha bisogno di persone serie: industriali, dirigenti e lavoratori che abbiano a cuore il loro futuro, quello dei loro figli e dei nipoti, insomma del prossimo.
In una societa' dove non esiste meritocrazia non esiste futuro. I furbi vanno individuati e rieducati o nella peggiore delle ipotesi emarginati, cioe' messi in condizioni di non nuocere. Pensate a quel ricercatore o scienziato che guadagna 1.200 euro al mese, avvilito ed a volte deriso, contro quel calciatore, tanto per fare un esempio, che non sa neanche esprimersi nella sua lingua e che guadagna 100.000 euro al mese.
Certo la liberta' e' una gran bella cosa, e' impagabile, ma la confusione e' tutta un'altra cosa, e noi oggi viviamo in un mondo confuso. Forse sarebbe piu' opportuno dare 4.000 euro al mese al ricercatore e 1.500 euro al calciatore, non credete? Questo non e' che un esempio della confusione che regna nella nostra societa', fondata solo ed unicamente sul profitto, in assenza di un minimo di equita' e moralita'. Il tempo delle ideologie e' finito, la gente ha bisogno di certezze, ha bisogno di lavoro, di un'equa retribuzione che le garantisca una vita dignitosa, ha bisogno di sicurezza in strada, in casa, ha bisogno di prestazioni sanitarie serie, ha bisogno di una scuola seria, insomma ha bisogno di vivere. Oggi la gente non si identifica piu' nei partiti o partitini (di destra o di sinistra); la gente e' cresciuta e vuole certezze e sicurezza, vuole ed ha il diritto di vivere con dignita' e serenita', godendosi il frutto del proprio lavoro, dei propri sacrifici.
Se analizziamo la situazione vediamo:
una sanita' pagata dalla gente, al servizio degli amici, un lavoro precario con la futura e fraudolenta appropriazione del T. F. R., con future pensioni ridicole, un esercito elefantiaco che di fatto serve a ben poco. Vediamo tante forze di polizia, ma di fatto siamo senza polizia e la gente, disperata e sfiduciata nelle istituzioni, per difendersi si affida alle ronde private. Abbiamo una scuola con fior di programmi inutili, dove, da tempo, non si insegnano piu' con il rigore necessario le vere basi della cultura. Le cose non vanno, bisogna cambiare rotta, bisogna cambiare questo Paese dove esistono piu' auto blu che in tutti gli Stati Uniti, dove un qualsiasi pinco palla di assessore ha diritto, appunto, all'auto pagata dalla gente e la usa per i propri fini personali.
Abbiamo tante istituzioni inutili, dove ci sono fior di dirigenti, messi li' per generare confusione, che guadagnano fior di stipendi: province, asl, comunita' montane e tanto altro. Insomma il nostro caro Paese ha bisogno di essere rivisto, di essere ristrutturato, riformato, per far si' che sia al servizio del cittadino, della Gente e non viceversa, come oggi accade; perche' oggi, tutti noi siamo al loro servizio, usati ed umiliati.
Ricordiamoci pero' una cosa fondamentale: alla gente non bisogna mai togliere, ad essa bisogna dare, dare lavoro ed una equa retribuzione, in quanto il benessere del singolo e' sinonimo del benessere sociale, cioe' del nostro benessere, e per capire questo non bisogna essere laureati in economia.
Le tasse devono essere si' pagate da tutti, ma in proporzione al proprio reddito reale, in forma equa e con un massimo stabilito per legge; e comunque in funzione di adeguati servizi, che devono essere garantiti dalle istituzioni territoriali e statali. I nostri delegati non devono piu' essere i nostri padroni, ma i nostri dipendenti, e come tali devono essere piu' vicini, disponibili e leali, rispettosi del mandato loro assegnato dagli elettori.
Va bene il libero mercato, non va bene pero' l'anarchia del mercato. Adesso a quanto pare siamo in piena anarchia, un'anarchia devastante, con i prezzi in ascesa libera, senza controllo, insomma in piena pazzia del mercato. Tutti noi pensiamo che sia arrivato il tempo di dare delle regole chiare agli aumenti dei prezzi, in modo che la gente possa nuovamente arrivare a fine mese, insomma possa vivere; perche' di questo si tratta, di vivere, e non mi sembra di chiedere tanto.
Il Governo fa la sua finanziaria, idem i relativi Enti autarchici: regioni, province e comuni. Tutti mettono le mani in tasca alla gente e la gente cosa puo' fare, non puo' che mettersi le mani nei capelli, aspettando tempi migliori. Cari signori se questo e' il nostro futuro, certo che andiamo bene, molto bene, non c'e' che dire. Considerata la situazione, se lor signori non vogliono far cambiare le cose, allora proviamoci noi, decidiamo noi stessi di fare politica, la nostra politica.
Deve essere la riforma di uno Stato vista dalla gente, quella gente che lo stato lo vuol sentire vicino, molto piu' vicino. Uno stato snello e ben organizzato, che dia piu' profitto e causi meno spese, ad esempio uno stato con tre grandi regioni: nord, centro e sud, con comuni costituiti da un minimo di ventimila abitanti, con un esercito snello, ben equipaggiato e preparato, del quale tutti noi possiamo andare orgogliosi; con un'unica polizia senza doppioni che causano una enorme spesa per caserme inutili, senza la classica parola "coordinamento" che suona come una presa per i fondelli per il cittadino. Una sanita' meno esosa e funzionale, dove i medici facciano i medici; una scuola con programmi piu' snelli ma efficaci, collegati con il mondo dell'industria; insomma uno Stato centrale che sia degno di questo nome, funzionale e vigile. Nel nostro paese bisogna tornare al rispetto dei ruoli, ognuno deve esercitare il proprio mestiere, il medico deve fare il medico, l'avvocato deve fare l'avvocato, il poliziotto deve fare il poliziotto ed il militare deve fare il militare, il politico deve fare il politico, cioe' deve essere quell'organo di controllo, in nome del popolo, che verifica l'operato dei dirigenti dello stato e che con mano ferma e decisa deve denunciare gli infedeli e rimuovere gli incapaci. Utopia? Lascio a voi la risposta. Da tempo la Comunita' Europea sanziona l'Italia per il mancato rispetto delle norme comunitarie in materia dei ruoli ed altro, ma a quanto pare non interessa a nessuno cambiare le cose, tanto fino a quando continuera' a pagare Pantalone va sempre bene.
Siamo stufi di citta'-stato dispotiche: le citta' devono tornare alla gente, che ha il diritto di viverle pienamente con serenita', dove possa essere protagonista. Le citta' sono amministrate dai sindaci e dagli assessori, in nome e per conto dei cittadini che devono poterne disporre e viverle in tutta sicurezza, quella sicurezza tanto auspicata da tutti noi che rappresentiamo, appunto, "La Gente", il contribuente, vessato e mal trattato.
La macchina della Giustizia, nel nostro Paese ha ormai tanti ingranaggi inceppati, basta vedere i tempi interminabili dei processi, siano essi in ambito civile o penale. Nella Gente va sempre piu' diffondendosi la totale mancanza nella certezza della pena, con un prevalente senso di impotenza.
In noi, pero', non deve nascere l'idea di rivoluzioni, di lotta selvaggia. Le rivoluzioni hanno sempre dato dittatori che si sono rivelati peggiori dei governi precedenti. L'unico e solo mezzo per il cambiamento e' e restera' sempre il voto, massima espressione di volonta' del popolo, della gente matura e responsabile che prende coscienza della sua forza morale per votare i suoi delegati, la sua gente, quella che lavorera' per soddisfare i bisogni della comunita', di quelli che lavorano con serieta' e dedizione.
Io sono e' restero' sempre un europeista convinto, sono sempre stato pro euro e non credo che il male dell'Italia sia appunto questa moneta. Il male del nostro paese e' stato il frutto di una politica scellerata, fatta da una classe politica che ha portato avanti, appunto, una politica pro feudi e una sconsiderata, scorretta e fraudolenta speculazione dei prezzi, generando la situazione che oggi tocchiamo con mano, la poverta' e la disperazione della gente che non sa come far quadrare i conti, per arrivare appunto alla fine del mese.
Tutti noi, ottimisti per fede, vogliamo dare fiducia al nuovo Governo che si e' appena insediato: cio' non toglie, pero', che saremo attenti e vigili, in quanto, visti i trascorsi, sappiamo bene che le cose non sempre vanno come vorremmo che andassero, percio' dobbiamo prepararci fin da subito a far sentire la nostra voce, la voce della Gente; quella voce che si e' sentita in occasione delle ultime elezioni, per far si' che alle prossime consultazioni questa voce diventi la voce della Politica alla Gente. Tanti furbetti devono capire che non si puo' continuare a predicare bene e razzolare male. Forse comincia a prendere forma la vera forza del "terzo stato", lo stato della Gente, quella gente che sta prendendo veramente coscienza della sua forza. La forza della gente, ripeto, non e' la marcia disperata contro il potere, ma la voce della matita, quella con la quale ha manifestato la sua volonta' nella cabina elettorale, spostando di fatto il suo consenso da una parte all'altra, con la fiducia che in questo Paese possa veramente cambiare qualche cosa. Anche se tutti noi sappiamo bene che in Italia i cambiamenti non sono cosi' facili e scontati; quindi prepariamoci a dare piu' voce alla gente, affiliamo le matite a favore dei nostri futuri delegati alle prossime consultazioni Nazionali, che potranno essere tra uno, due o cinque anni, non importa.
Noi non siamo ne' di destra ne' di sinistra, siamo e resteremo "La Gente", quella che da oggi in poi, se lo vorra', potra' contare molto di piu', potra' diventare protagonista del suo futuro nella politica nazionale.
E, per dirla in breve, ci aspettiamo:
piu' lavoro, piu' salari , piu' servizi, piu' sicurezza, piu' rispetto e meno tasse.
Cari Signori, pensate che questo sia possibile? Bene! Se siete convinti che sia possibile, allora diamoci da fare per consolidare il movimento: "La Politica alla Gente".
Bisogna far si' che per le prossime elezioni, appunto, si possa arrivare pronti, per trarre il massimo profitto dalla predetta matita. Questo significa che "La Politica alla Gente" deve fare quel salto di qualita' che le permetta di contare di piu' nella societa', per far sentire con forza la sua voce, la voce della gente. Bisogna prendere atto che non si puo' piu' continuare a lamentarsi in piazza con il prossimo, urlando al vento la rabbia, illustrando i nostri bisogni, manifestando tutto il malessere per il disagio nella vita quotidiana dove spesso manca l'indispensabile. Con la frammentazione non si ottiene nulla e non si arriva da nessuna parte, bisogna unirsi e diventare protagonisti della propria vita nel quotidiano. Non bisogna piu' continuare a delegare il prossimo, bisogna crescere, diventare responsabili, bisogna decidere da soli le sorti della propria vita, ma per ottenere cio' bisogna organizzarsi, bisogna creare una associazione, "un partito", il nostro partito, il partito della gente. Per fare cio', penso che autotassandoci con un piccolo contributo di almeno un euro al mese (il costo di 12 euro per una tessera annuale), si possano gettare le basi per creare l'Associazione, con la pertinente Direzione Centrale e relativi circoli di quartiere nelle grandi citta' e nei vari comuni del Paese, veri punti d'incontro per discutere, lavorare e diffondere l'idea di politica tra la gente.
E' ovvio che in un movimento popolare come vuole essere "La Politica alla Gente", l'organizzazione debba essere capillare nel territorio, pena il fallimento. Certo non e' una cosa facile, ma con la buona volonta' sono sicuro che l'obbiettivo si possa raggiungere.
Di fatto bisogna dirlo chiaro, bisogna creare questa Associazione, certo diversa dai vecchi schemi di partito, dove ha sempre prevalso l'interesse corporativo, in barba alle necessita' della gente che delegava. La nostra Associazione deve avere come unica finalita' la promozione della politica fatta dalla gente, per la gente, a favore della gente e tutto cio' deve essere ben chiaro nello statuto e nelle pertinenti norme di attuazione, dove la morale deve diventare un punto di forza, i nostri delegati non potranno avere a loro carico pendenze o condanne per reati contro il patrimonio, la persona, ecc. L'immunita' non potra' piu' essere una barriera per farla franca per i predetti reati, salvo il diritto d'opinione che non leda comunque la dignita' ed il decoro della persona nell'ambito della vita privata. Deve finire l'era del politico di professione; il nuovo politico, prima deve essere un lavoratore, poi potra' diventare politico e per una sola legislatura, che sara' la sua missione. Egli non dovra' e non potra' essere certamente strapagato come oggi accade. L'era dei grandi privilegi deve finire. Certo ci rendiamo conto che per fare tante riforme e' necessario mettere mano alla nostra rigida Carta Costituzionale, ma tutto si puo' fare se il fine e' quello di migliorare la vita della gente, non vi pare? Certamente noi vogliamo lavorare per cambiare e migliorare la nostra vita, la vita di tutte quelle persone oneste che si aspettano e meritano di avere una vita decorosa e rispettosa. E se e' vero che la nostra societa', come recita la costituzione e' fondata sul lavoro e sull'uguaglianza, noi tutti dobbiamo far si che questi principi siano rispettati; anzitutto bisogna far si' che ogni cittadino abbia un lavoro ben retribuito, in relazione alle proprie mansione. Bisogna fare veramente il grande patto lavoratori-industriali, vera forza di un grande paese civile dove i ruoli sono ben definiti e le parti si rispettano.
Buon lavoro e grazie a tutti.


ANZITUTTO, E' NECESSARIO CAPIRE
capire l'evoluzione dello scenario politico ed economico
per avviare un nuovo progetto di sviluppo
di  Corrado Tomassini
CAMBIA LO SCENARIO ITALIANO
Stando ai recenti risultati elettorali sembra siano state cancellate le ideologie dell'Estrema Sinistra . E' una realta' di cui tener conto per ripartire con nuovi obiettivi e strategie d'azione. Il futuro Governo non avra' piu' alibi per non fare le riforme programmate e ci attendiamo che Bossi sappia proporre un Federalismo migliore dell'attuale gestione "Feudale" del nostro Territorio, controllato con precise zone di influenza dai cosiddetti "Poteri Forti".
Non ci saranno quindi piu' vincoli ne' limiti per il Governo nel prendere rapide decisioni. Decisioni buone o cattive che siano : oggi e' importante decidere in fretta per far fronte ai problemi che incalzano quotidianamente. Oggi esiste per tutti e con priorita' assoluta il problema della sopravvivenza in un contesto mondiale sempre piu' competitivo , dominato dall'esplosione tecnologica che sconvolge ogni settore : cominciando dalla comunicazione , trasmissione di idee e modelli di vita , rapidita' di trasferimento di persone, merci, capitali in ogni parte del Globo.
ESPLOSIONE TECNOLOGICA E OBSOLESCENZA DELLE ISTITUZIONI
L'evoluzione tecnologica porta progresso e benessere ma anche obsolescenza : riduce il tempo di vita dei prodotti, delle tecnologie utilizzate, di sistemi organizzativi e metodi manageriali. E di conseguenza rischiano di essere obsolete anche le persone per il sistematico ritardo di Scuola e Formazione nell'aggiornare le conoscenze e fornire nuove capacita' professionali.
Anche le Istituzioni diventano obsolete, addirittura un freno allo Sviluppo, se non riescono ad adeguare Strutture e Servizi alle esigenze della Collettivita' e del Sistema Produttivo.
Ogni iniziativa quindi, evento politico, economico, sociale, provoca continue variazioni dello Scenario e nel Villaggio Globale vale il principio che "la ricchezza e il profitto vanno dove sono meglio accolti", come pure le Migrazioni dai Paesi Poveri vanno vero i Paesi ritenuti "del Benessere".
Con una accelerazione dei tempi della Storia , si aprono nuovi Mercati e Nuovi Paesi Emergenti mettono in crisi la Vecchia Europa per le loro crescenti capacita' competitive: costi minori, leggi piu' favorevoli, aggressive politiche commerciali.
Da una indagine svolta su Operatori esteri in Italia i prioritari problemi che noi dovremmo affrontare al piu' presto sono, nell'ordine:
1.Burocrazia 2.Costo Lavoro 3.Sistema Leggi e Giustizia complesso e tempi troppo lunghi 4.Infrastrutture carenti 5.Instabilita' politica 6.Costo Energia 7.Investimenti sul Capitale Umano 8.Cultura Aziendale carente 9.Investimenti sull'Innovazione.
STRATEGIE VINCENTI
Se dovessimo considerare le Istituzioni come una Impresa di Servizio ai Cittadini, dovremmo impostare le seguenti linee d'Azione :
*Rapidita' di presa di decisioni al variare dello Scenario
*Ricerca di Innovazione, creativita', superamento di schemi tradizionali obsoleti, ricerche di mercato e tecnologiche , riconversioni industriali, diversificazioni produttive
*Flessibilita' delle Strutture, "dematerializzazione" dell'Azienda, riduzione dei costi fissi e spostamento su quelli "variabili" (outsourcing e delocalizzazione), privatizzazione dei Servizi Pubblici
*Flessibilita' e mobilita' nel lavoro, riqualificazione e Formazione permanente in rapporto all'evoluzione della domanda del Mercato
*Decentramento delle decisioni e delle responsabilita' piu' vicino al problema, con delega a strutture responsabili di progetto, autonome, autosufficienti
*Comunicazione bidirezionale e Management coinvolgente e partecipativo, Direzione per Obiettivi e valutazione risultati (ROI), incentivazione , cogestione, compartecipazione nell'Impresa
*Creazione Reti di cooperazione e partnership a livello locale e Internazionale: Sistemi Integrati di Area, Distretti Industriali, joint ventures, franchising , Integrazione Aree Regionali per lo sviluppo economico e tecnologico (U.E., NAFTA, Merco Sud, Asean, Lome').
INDICAZIONI DELL' UNIONE EUROPEA
L'Amministrazione Pubblica Italiana dovrebbe quindi orientarsi a prendere decisioni piu' rapide, migliorare efficienza e qualita' di servizi e infrastrutture, in coerenza con quanto gia' l'Unione Europea propone.
E' vero che anche in Europa emergono spinte contraddittorie : ai Grossi Gruppi di potere economico che cercano di centralizzare ogni decisione per mantenere posizioni acquisite, si contrappongono 200 Regioni e Grandi Aree Urbane che mirano invece ad ottenere il massimo decentramento e autonomia dagli Stati Centrali per poter prendere rapide decisioni in rapporto a proprie specifiche esigenze.
Per reggere la competitivita', le Direttive Europee spingono i nostri Paesi verso:
(A) il massimo Decentramento del Potere alle Istituzioni piu' vicine al punto in cui nascono i Problemi della Collettivita' (80% a livello dei Comuni): qualora non si riesca a risolverli, si risale all'Istituzione superiore applicando il principio di Sussidiarieta' (verticale).
(B) la valorizzazione delle Piccole e Medie Imprese . Le Grandi Imprese, favorite in passato da situazioni di Monopolio, non sono piu' competitive, e non creano piu' occupazione. Le PMI sono invece piu' agili, flessibili, pronte a cogliere opportunita' di Mercato, purche' pero' collegate in Reti/Network locali e internazionali.
(C) "Sistemi Paese" e Sistemi Integrati di Area" . Le singole Imprese Europee non sono infatti piu' in grado da sole di essere competitive : oggi il confronto avviene tra "Sistemi Paese" o "Sistemi Integrati di Area" .
Sono vincenti quelle Aree che riescono a far scattare Sinergie tra: Istituzioni Locali, Associazioni di Impresa e Sociali, Scuole e Universita', Centri Ricerca, Istituti Bancari e Finanziari.
(D) lo sviluppo di Sussidiarieta' "orizzontale" con la creazione di "rapporti in presa diretta" tra le Istituzioni e il mondo delle Associazioni : le Associazioni sono infatti il motore del Sistema Italia, identificano per prime le esigenze e i problemi della collettivita' e per prime intuiscono e propongono soluzioni ( sul modello del Comitato Economico Sociale di Bruxelles).


CAPITALE SOCIALE E EFFICIENZA DELLE ISTITUZIONI
di  Claudio Scotti
Il problema di avere istituzioni efficienti, dove efficienza deve intendersi come la capacita' di venire incontro alle reali esigenze degli amministrati, e' ovunque molto sentito ed e' stato oggetto di molte discussioni e studi.
E' certamente un problema molto complesso e quindi vale il proverbio giapponese secondo cui ogni problema complicato ha una soluzione semplice... e sbagliata. Anche alla richiesta di efficienza delle istituzioni sono state date risposte semplici ma che, alla prova dei fatti, hanno mostrato di non essere in grado di raggiungere tale obiettivo.
E quali sono queste risposte?
La prima e' l'informazione, sulla base di una constatazione, cioe' che i cittadini oggi sono poco informati o sono informati in modo scorretto e di una ipotesi apparentemente ovvia: che una volta ben informati faranno pressione sui loro governi e le loro amministrazioni affinche' agiscano tutelando i loro interessi.
La realta' ha pero' dimostrato che mai come oggi, nel momento in cui l'informazione alternativa, grazie ad internet, ha potuto essere diffusa come non mai, l'efficienza delle istituzioni nel rappresentare e nel servire la popolazione e' stata cosi' bassa.
E si' che l'"altra informazione" dispone di siti di elevatissimo livello informativo quali "comedonchisciotte.org", "luogocomune.net" e "disinformazione.com" che, tanto per citare, hanno preceduto giornali come "Il Sole 24 ore" nel denunciare l'arrivo della crisi dei mutui subprime , ma che tuttavia hanno poche migliaia di iscritti.
Di fatto la voce dei mezzi di informazione "ufficiali" e' molto piu' potente dei mezzi di informazione alternativi perche' dispongono e disporranno sempre di maggiori risorse. Non per nulla e' appena stato eletto a capo del governo il proprietario dell'unica TV privata nazionale.
Da tener presente che oggi siamo in regime di partitocrazia per cui il potere del cittadino, anche informato, e' molto ridotta.
Dalla constatazione che la possibilita' di influenzare le istituzioni e' molto ridotta se non inesistente nasce la seconda risposta: se l'attuale classe (per alcuni casta) politica non e' in grado di fornire i servizi che noi chiediamo, perche' corrotta e legata al mondo clientelare dei partiti, la sostituiamo con noi che siamo indenni da queste pecche.
Questo discorso che e' cominciato anni fa con il partito radicale ed e' proseguito con la Lega, ha fatto la fortuna di alcune persone, si pensi a Rutelli, da tesoriere del Partito radicale a segretario della Margherita, a... ma non ha cambiato nulla, come dimostra la Lega che dalle monetine a Craxi e' passata alla clinica di Bossi pagata da Berlusconi ed ai deputati che si scambiano le mogli come portaborse visto che la legge impedisce di assumerle personalmente.. Non e' un caso che l'unico consigliere comunale ottenuto da una lista degli amici di Beppe Grillo sia stato ottenuto a Treviso dove il sindaco, Gobbo, e' stato uno dei fondatori della Liga Veneta.
Esaurite le risposte facili e, appunto, sbagliate, passiamo a quelle difficili, anzi a quella difficile. Difficile non tanto da trovare, dato che gia' nel 1800 ne parlava Alexis de Tocqueville, quanto da comprendere e da mettere in pratica: il capitale sociale.
Di cosa si tratta? Tutti noi sappiamo di possedere un capitale fisico, costituito da soldi, auto, case,... molti sanno di possedere un capitale personale: la loro cultura, la loro intelligenza,le altre loro doti, ma pochi considerano le loro amicizie, la loro partecipazione ad associazioni un vero e proprio capitale: il capitale sociale.
Il concetto di capitale sociale e' proprio non solo degli individui, ma anche delle associazioni e, in ultima analisi, delle nazioni.
Molte sono le definizioni che ne sono state date in sociologia, a testimonianza della complessita' del problema e dell'interesse suscitato nel tempo:
Mentre il capitale economico e' nei conti bancari della gente ed il capitale umano nelle loro teste, il capitale sociale sta nella tipologia delle loro relazioni. Per avere del capitale sociale una persona deve essere in relazione con altri e sono questi altri ad essere la sua risorsa, fonte potenziale del suo vantaggio.
                  (A.Portes)
Lo stock di capitale sociale posseduto da ciascun individuo dipende da:
a. ampiezza e intensita' delle sue relazioni interpersonali,
b. dalle caratteristiche comuni della totalita' degli agenti, che crea riflessi positivi per i singoli individui (coscienza di classe, cultura, senso civico).
                  (P.Bourdieu)
Il capitale sociale riguarda le relazioni tra gli individui, le reti sociali e le norme di reciprocita' e di fiducia che ne derivano. In tal senso il capitale sociale e' strettamente connesso a cio' che qualcuno ha definito "virtu' civica".
                  (R.Putnam)
Perche' parlare qui di capitale sociale? Perche' Robert Putnam, uno dei maggiori studiosi contemporanei dell'argomento, con una ricerca condotta negli Stati Uniti ha dimostrato come il funzionamento delle istituzioni sia legato (da un punto di vista statistico correlato) al capitale sociale, cresce cioe' al crescere di quest'ultimo.
Si e' constatato, infatti, paragonando fra loro i vari stati degli USA, che dove questo e' piu' alto sono piu' elevati il livello di funzionamento delle scuole ed il livello della salute, e' minore la quantita' di crimini violenti e maggiore la tolleranza fra gli individui.
La solita americanata trasportata in Italia? No, perche', qui la sorpresa, almeno per chi non conosce Putnam, i suoi studi sono partiti proprio dall'Italia, dall'analisi delle differenze fra le regioni italiane ed e' qui che ha messo in relazione (sempre con metodi scientifici basati sulla statistica, il coefficiente di correlazione, appunto) il senso civico nelle varie regioni con il rendimento delle istituzioni.
Nel suo libro "La tradizione civica nelle regioni italiane" egli evidenzia come il rendimento delle istituzioni cresca con il "civismo" e decresca con il clientelismo. E come anche la soddisfazione per la propria vita ed il livello economico siano maggiori dove il capitale sociale e' maggiore.
La relazione ovviamente e' biunivoca, un aumento del capitale sociale, cioe' aumenta il rendimento delle istituzioni, che a sua volta aumenta il capitale sociale creando cosi' un circolo virtuoso.
Uno studio recente di Buonanno/Mastrobuoni ha mostrato come ci sia correlazione addirittura fra la raccolta differenziata ed il capitale sociale, misurato in termini di donazioni di sangue e di partecipazione ai referendum.
Qual e' il meccanismo per cui il capitale sociale dell'individuo si trasforma in capitale sociale della societa'(senso civico)?
Per citare Tocqueville: "quando un'opinione viene presentata da un'associazione assume una forma piu' chiara e precisa. Consente ai suoi sostenitori di contarsi e li coinvolge nella propria causa; li induce a conoscersi fra loro ed il numero aumenta lo zelo".
Vi e' da dire inoltre che nell'associazione e nei rapporti con altri si sperimentano in piccolo i meccanismi di funzionamento delle istituzioni, i pericoli e le opportunita' e si impara ad agire di conseguenza.
Una volta stabilito l'importanza del capitale sociale, interessa conoscere se questa basilare risorsa stia oggi crescendo o decrescendo naturalmente.
I dati riguardano gli Stati Uniti e provengono ancora una volta da Putnam, con il suo libro "Bowling alone" tradotto in italiano "Capitale sociale e individualismo. Crisi e rinascita della cultura civica in America". In questo libro si evidenzia come negli stati Uniti il livello del capitale sociale sia crollato, perche' l'americano medio firma meno petizioni, appartiene ad un numero inferiore di associazioni, conosce meno i suoi vicini ed incontra i suoi amici meno di frequente. Anche i contatti all'interno della famiglia sono minori.
Intermini numerici Putnam denuncia come negli ultimi 25 anni ci sia stato:
   -58% nella partecipazione ad associazioni civili e club
   -33% nelle cene familiari
   -33% nella partecipazione alle funzioni religiose
   -45% nel frequentare gli amici
   -35% nella partecipazione agli incontri pubblici.
Tutto cio' e' dovuto alle variazioni che si sono avute nelle modalita' lavorative - che lasciano meno tempo libero e sono piu' stressanti -, alle condizioni famigliari - aumentato il numero di single - e soprattutto all'utilizzo dei computer e della televisione (questi ultimi responsabili del 40% della diminuzione del capitale sociale). Poiche' gli stessi fenomeni sono accaduti anche in Italia viene logico supporre che il fenomeno sia identico da noi.
Siccome la rassegnazione non e' l'atteggiamento cui siamo portati ci poniamo la domanda su cosa si possa fare per incrementare il capitale sociale.
Il primo passo e', come sempre, riconoscere che la perdita di capitale sociale rappresenta un problema.
Il secondo e' riconoscere l'importanza delle associazioni (di qualunque tipo, sportive, ricreative, politiche,...) e quindi parteciparvi e contribuire a crearne e, all'interno di queste, evidenziare come siano portatrici di capitale sociale, indipendentemente dai risultati ottenuti.
Creare e mettersi in rete, per aumentare il capitale sociale delle singole persone e associazioni.
Prendere parte ai dibattiti pubblici.
Spingere le istituzioni a premiare quelle attivita' che incrementano il patrimonio sociale.
Ed infine, forse la cosa piu' importante ma anche la piu' difficile, limitare l'utilizzo del mezzo televisivo.


PAESE E POLITICA
di  Giuseppe Vitrani
Nessuno di noi ha intenzione di fare discorsi "partitici", ma un discorso politico bisogna farlo. E per politico intendo dire che siamo arrivati al capolinea.
Basta con questi personaggi, basta con persone che non ci rappresentano e che non sanno nemmeno quanto paghiamo un chilo di pane. Mai la politica come adesso e' stata distante dalla gente. Come possiamo avere governanti che guadagnano almeno 15 volte un operaio? Come possono decidere politiche per la gente se non conoscono la situazione reale di chi ogni giorno si alza e porta avanti la sua famiglia con tanti disagi? O la situazione di un autonomo, che porta avanti la sua azienda con sacrificio, professionalita' e impegno massimo? Io non sono per la cosiddetta "antipolitica", ma per una politica consapevole e rispettosa di coloro che lavorano. Come si fa ad andare a votare, se non posso scegliere chi mi rappresenta? Un partito non ha evidentemente bisogno di individui con personalita', fantasia e dignita': ha bisogno di burocrati, di funzionari, di servi.
Secondo me un individualista con fantasia e dignita' non puo' appartenere ad un partito, per il semplice fatto che e' un partito, cioe' un'organizzazione che ha le caratteristiche della cricca, nel migliore dei casi della setta che non permette ai suoi adepti di esprimere la propria personalita', la propria creativita', anzi gliela distrugge o almeno gliela piega.
Comunque, nel nostro paese dal 1948 ad oggi ci sono state 15 tornate elettorali per eleggere il parlamento. Quella di quest'anno e' stata la sedicesima. I governi sono stati assai di piu', ben 56. Cinquantasei governi in 60 anni. Eppure l'Italia in questi 60 anni - non certo negli ultimi 15 - e' cresciuta come pochi altri paesi al mondo.
Il nostro modello vincente? Il caos organizzato si direbbe, a giudicare proprio dalla percezione che abbiamo dell'attivita' dei governi che abbiamo avuto. Giulio Andreotti e' stato presidente del Consiglio per sette volte, per sette volte lo e' stato anche Alcide De Gasperi; Amintore Fanfani per sei volte, Aldo Moro e Mariano Rumor per cinque volte.
Infine arriviamo a Silvio Berlusconi, tre volte presidente del Consiglio, e poi un piccolo esercito di personaggi che lo sono stati due volte: Antonio Segni, Giovanni Leone, Francesco Cossiga, Giovanni Spadolini, Bettino Craxi, Massimo D'Alema e Romano Prodi.
A giudicare da questa carrellata di personaggi, si direbbe che l'Italia non sia un paese difficile da governare. E' vero invece che l'Italia e' un paese complesso da governare, per le grandi differenze geografiche, storiche e culturali che convivono da sempre in questa sorta di minicontinente che e' la nostra penisola.
Chiunque vinca le elezioni in Italia, dovrebbe puntare, ancora piu' che nel passato, sulla nostra incredibile storia. Con tutti i cambiamenti che ci vogliono in quest'epoca cosi' diversa, con la Cina e l'India emergenti, ma certo; pero' non dobbiamo dimenticare la nostra storia, che e' fonte di ricchezza continua per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di nascere sotto il sole del Mediterraneo al di qua delle Alpi. Ci vogliono certo nuove idee; ma ci vogliono sempre ottimismo, impegno, voglia di lavorare.
Chi lavora con entusiasmo ha bisogno di idee nuove, di un Nuovo Rinascimento. Dobbiamo essere piu' seri, e coltivare una nuova autostima.
Voi cosa ne pensate?


Se noi siamo qualcosa... allora meglio dire subito che cosa siamo:
"NOI SIAMO L'INNOVAZIONE"
... siamo... IL NUOVO
di  Lorenzo Lorenzelli
Cari amiche/ci, desidero cercare di chiarire ed esprimere, quanto per me sia significativo il senso e l'orientamento che il movimento "La Politica alla Gente" sta cercando di sviluppare, ormai gia' da qualche anno. Questo movimento e' composto da un insieme di persone volenterose e nasce per portare a tutta la gente la "parola" della politica in un contesto di reciprocita' condivisa e responsabile. Certamente non e' un compito facile, molte sono le difficolta' e le resistenze da superare. L'intento e' di adoperarci per una crescita della politica, per la valorizzazione della Persona, educandoci al senso civico, fatto di onesta' e rispetto tra cittadini. Oggi la politica italiana non valorizza, perche' ha perso il suo valore. La percezione che oggi si ha della politica e' che vige solo l'individualismo, l'interesse privato per il proprio "tornaconto". Lo scopo per noi, invece, e' di fare "il bene" della gente, cercando soluzioni ai vari problemi che attanagliano il nostro Paese e che fanno soffrire molte Persone. Noi agiamo in virtu' di un unico fondamento che e': "IL BENE COMUNE". I nostri politici hanno fatto di tutto e di piu' perche' i cittadini non facessero piu' attenzione alla politica. Hanno voluto creare uno stato di indifferenza, di apatia verso l'opera politica. Ed in tanto i problemi della gente crescono ogni giorno numerosi e spesso insolvibili. Ebbene, noi "partiamo" dal cittadino. Ognuno di noi "tiratesi su le maniche", si mette in gioco in PRIMA PERSONA. Vogliamo che il cittadino riprenda il suo diritto di parola, anzi di piu', vogliamo che agisca. Un agire non a casaccio, ma un agire studiato, elaborato, documentato. Il buon senso e la progettualita' ci aiutano a perseguire i nostri intenti. Riuscire ad agire veramente in gruppo, con lo stesso spirito, ci rende capaci di una forza sperimentata fino ad oggi - credo - solo da pochi.
Il primo valore che ci identifica e ci permette di agire con buon senso e ci rende vincenti, e' la nostra GRATUITA'. Noi non volgiamo il "contraccambio", come e' il "dare per avere". Non mercifichiamo il nostro "fare". Riusciamo a comprendere che nel mentre agiamo per soddisfare i bisogni della gente, lo facciamo anche per noi stessi? Tutto cio' che viene prodotto da questo movimento e' destinato al bene comune cioe' a tutti, nessuno escluso. Noi usiamo l'informazione diretta e corretta. Conosciamo i problemi perche' li viviamo sulla nostra pelle. Quando io mi adopero per salvaguardare un bene primario, quando io mi adopero per risolvere un problema urgente, quando riesco a soddisfare una necessita' per qualcuno, l'ho fatto anche per me stesso.
A ricaduta, tutto quanto viene fatto per la comunita', per la gente, viene fatto anche per noi.
Quando tutti stanno bene, stiamo bene anche noi che agiamo!
Fare attenzione a chi ci e' vicino, usare garbo, buona educazione, ascoltare chi ha bisogno di parlare, aiutare per quanto possibile, chi e' nel bisogno; questi brevi esempi, se praticati adeguatamente, ci rendono "diversi" e ci distinguono dalla "folla"; ci danno una identita' e dignita', esprimono i nostri valori e sentimenti. Questo nostro modo di agire dovrebbe anche aiutare a far comprendere agli altri che l'uso comune che oggi viene fatto dell'informazione spesso e' distorto, non vero. Ed il nostro esempio deve essere un faro per noi e per tutti. Oggi l'individualismo, il menefreghismo, l'attaccamento ai soldi, il sentirsi importante, il voler dominare attraverso l'apparire con la propria visibilita', a tutti i costi, distrugge cio' che politica dovrebbe e potrebbe fare ed invece, purtroppo, non fa. Ebbene, cari amici, questo "luogo comune" del pensare non e' il nostro. Noi non siamo cosi'! Oggi, ci vediamo qui riuniti per "buttare" giu' le basi, a tutela del nostro movimento e per consolidare le nostre idee, i nostri comuni interessi e quelli di coloro che verranno dopo di noi. Oggi non dobbiamo pensare troppo a cosa faremo, ma piuttosto a cosa dobbiamo fare adesso, limitati al numero esiguo di Persone che siamo. Dobbiamo puntare alle priorita' , alle esigenze che il nostro movimento oggi ha.
Siamo davvero pochi, ma brava gente, con tanta voglia di "fare". Ci vuole pero', pazienza, molta pazienza. Certo, una priorita' e' che dobbiamo intanto aumentare di numero. Ma sono fiducioso che riusciremo a crescere, se sapremo orientarci con semplicita' e responsabilita' alle regole del nostro movimento politico, che sono i nostri valori condivisi. Non dobbiamo giudicare nessuno, specie chi ha sbagliato. Sbagliare e' naturale e fisiologico, fa parte del nostro percorso di vita, fa parte della nostra condizione di esseri umani, del nostro DNA. Purche', riconosciuto l'errore, esso sia la spinta motivazionale ad una maturazione per un miglioramento interiore. Dobbiamo saper accettare tutti coloro che nutrano in seno a se' stessi il valore immenso per la vita e che vogliono condividere con noi gli stessi valori. Questo percorso e' senza dubbio la "linea guida" che spinge ciascuno di noi alla realizzazione del vero bene per la gente. E' mai possibile che qualcuno che ami cosi' tanto la VITA possa volere il male di qualcun altro?
Se cosi' fosse, in questo caso, saranno le sedi appropriate a giudicarlo; tribunali e giudici.
"Non possiamo cambiare nulla se prima non cominciamo a cambiare noi stessi dal di dentro".
Per questo abbiamo in aiuto a noi stessi un "metodo di orientamento " molto efficace che e' LA VOCE DELLA NOSTRA COSCIENZA. Molte delle cose oggi perpetrate a danno dei cittadini vengono realizzate proprio in virtu' del fatto che non viene applicata l'attenzione alla propria coscienza, anzi spesso viene falsificata, volutamente cancellata dal modo di agire.
Chi cerca di giustificare tali azioni, giudicandole utili ai cittadini, camuffando il danno in beffa, si prende gioco della credulita' e della buona fede della brava gente e la inganna.
Ecco che in questo modo ci si allontana da cio' che e' il vero BENE COMUNE, ci si inoltra in un cammino di disumanizzazione ed i valori sacri alla vita inaridiscono. Tutto e' relegato all'agire per interesse privato, al puro egoismo. Dobbiamo innanzitutto imparare ad "ESSERE", cioe' ad essere Persone consapevoli e responsabili, dedite al dialogo ed all'ascolto; dopodiche' si potra' cominciare a "FARE", a fare veramente bene le cose che servono a tutti.
Noi amici siamo chiamati ad agire "contro corrente", a fare cio' che gli altri politici avrebbero dovuto fare in modo palese ma che non fanno, non pensano di fare e che mai faranno: "OPERARE VERAMENTE, SENZA SPECULARE E SENZA INTERESSE PRIVATO".
Nel nostro movimento vanno bene distinte poche, ma fondamentali regole, le quali non sono altro che l'essenza stessa del movimento; che sono, senza ombra di smentita, i valori apportati da ciascuno di noi: GRATUITA', LEGALITA' e RISPETTO.
La GRATUITA' e' la "roccia" sulla quale noi costruiamo il presente e il futuro de "La Politica alla Gente". Dove non ci sono i soldi non c'e' corruzione. La gratuita' predilige la serena e libera accettazione delle proprie responsabilita'. Ognuno di noi, infatti, e' presente nel movimento non spinto dal desiderio di fare soldi, ma bensi' dalla voglia di fare e di fare il "bene per la gente". Questa e' certamente generosita', che va al di la' del pensiero corrotto o corruttibile di molti dei nostri rappresentanti politici di oggi; stipendiati in modo abnorme e scriteriato. La politica oggi e' diventata l'occasione per un "posto di lavoro" ben retribuito, altro che voler "fare politica". Il dramma e' che siamo noi cittadini a pagare questa gente, di tasca nostra, con "lacrime e sangue". Quei pochi politici bravi sono costretti ad adattarsi, altrimenti vengono messi a tacere o provocati con false accuse, false ingiurie e possono fare ancora di meno.
Noi siamo per il GIUSTO, per l'EQUO. Ci distinguiamo, siamo persone perbene che fanno e faranno la differenza da qui a qualche anno. Voglio credere in questo! Inoltre, la gratuita' lavora in un contesto di assoluta LEGALITA', non e' possibile per noi operare in modo diverso. Siamo innanzitutto noi i primi a rispettare le regole. Il gusto di praticare la legge, il buon senso, la lealta', sono atti significativi per vivere veramente liberi come cittadini e crescere consapevoli all'ascolto della propria coscienza. Questo nostro modo di essere all'interno del movimento ma soprattutto all'interno della stessa realta' quotidiana, ci porta in maniera diretta al concetto del RISPETTO. Un rispetto inteso come azione vivificante della reciprocita' condivisa. Infatti, pur essendo appartenenti a idee politiche diverse, ci accomuna un grande senso di rispetto degli uni verso gli altri.
Il fatto di essere un movimento eterogeneo non e' un impedimento alla crescita, ma al contrario e' un insieme di ricchezza di pensieri, a volte contraddittori e a volte condivisibili, che ci aiutano a maturare ed a realizzare i nostri progetti. Noi sappiamo mettere la nostra intelligenza al servizio di tutti. Ogni nostro potenziale, fatto di capacita' e di idee, e' risorsa inestimabile per la crescita del movimento e della nostra Nazione.
Siamo "apartitici", non vogliamo sentire parlare di "Partito"!
Il termine partito ci fa risalire ai concetti della corruzione, dell'interesse privato, della malavita organizzata. Noi siamo veramente il nuovo. Siamo l'innovazione, fatta di umilta' ed intelligenza che non vuol dire mediocrita' e tanto meno arroganza gratuita. Siamo coloro che nel tempo cambieranno le sorti della nostra Italia. Sappiamo che non sara' facile, ma lo faremo. Alcuni dei nostri politici, quelli onesti, pur appartenendo a schieramenti diversi, un giorno, se lo vorranno, potranno lavorare insieme con noi, liberi e responsabili.
Una nuova forma di rappresentanza politica sostituira' il vecchio "PARTITO". Il nostro movimento sara' capace di contenere tutte quelle forze che con responsabilita' consapevole sapranno accettare il nostro modo di essere: cioe' autentici "CITTADINI DEL FARE".
Innanzitutto sarebbe cosa utile rileggere la base del fondamento scritto a fronte pagina, sul nostro sito, per capire che lo spirito del movimento e' diverso dal pensiero classico partitico.
La Politica alla Gente nasce con uno SPIRITO ben preciso: valorizzare il cittadino. E per valorizzarlo, partiamo dal cittadino stesso, dalla sua disponibilita' a responsabilizzarsi, contribuendo con quanto puo', col suo prezioso tempo, a farsi carico dei problemi di tutti, in uno scambio di azioni condivise. Noi non siamo un movimento che fa della politica uno scambio mercenario del "DARE per AVERE", come avviene invece per i partiti che oggi ci rappresentano.
Noi siamo PICCOLI GRUPPI DI CITTADINI che vogliono fare della politica una crescita costruttiva, vera, in aiuto al nostro Paese, per un cambiamento di "apertura" ad una nuova cultura. Noi puntiamo ad una autentica e legittima RIVOLUZIONE CULTURALE. Si parla di partire dal basso? Ebbene questo nostro modo di essere e di proporci e' il "partire dal basso". Noi non vogliamo identificarci nella forma e tanto meno nella pratica politica dei nostri rappresentanti politici. Noi al contrario vogliamo, con forza, fare la differenza, con azioni responsabili, in virtu' di un unico interesse che e' solo il bene comune. Anche se sappiamo che dobbiamo ancora attendere. Al momento siamo un SEME, un piccolo seme che deve svilupparsi. Siamo troppo pochi. Noi siamo nati per sostituire il corpo politico della nostra classe dirigente con un sistema innovativo, fatto di Persone giovani, intelligenti e capaci, ma soprattutto CREDIBILI. Il nostro movimento e' nato vincente, perche' i nostri valori sono vincenti, superano le logiche affaristiche di chi ci rappresenta. Tutto potremo fare, purche' fuori dalla logica speculativa ed affaristica, per l'accaparramento di denaro o interessi privati. Qualcuno ci chiede piu' visibilita' per il nostro movimento. Qualcuno crede che ci sia l'esigenza di concretizzare in un obiettivo il nostro operato. Io dico che e' ancora presto. Dico che ci arriveremo a questa meta, sicuramente, ma per "gradi".
Per fare questo c'e' bisogno di un progetto che permetta di metterci in gioco nel modo piu' realistico possibile. Personalmente qualche idea l'ho gia' espressa. Se ne puo' parlare.
Ma prima di parlare di progetti destinati al prossimo futuro, abbiamo un compito primario: "buttare giu' le basi di un "corpo", di una "struttura" che evidenzi alcuni responsabili nel movimento. Penso che, anche qui, dobbiamo indirizzarci ad una "formula" innovativa, diversa da cio' che esiste oggi. Insomma tutto, fuorche' partiti, centri culturali o Onlus. Costruiamo qualcosa che tenendo conto dei valori del nostro movimento - gratuita', legalita' e rispetto - sappia essere visibile e determinante anche agli occhi degli altri che stanno fuori dal movimento: potenziali futuri "Cittadini del fare".
Alcune mozioni che seguiranno presenteranno qualche idea a riguardo.
Il MOVIMENTO ha bisogno di Persone umili, semplici, dotate di buona volonta' e di intelligenza, che sappiano cooperare e operare con onesta' intellettuale. Credo inoltre che coloro i quali indicano il nostro movimento come un insieme di azioni infruttuose, qualunquistiche o anarchiche e niente di piu', finalizzate ad un nulla, abbiamo frainteso la generosita' di coloro i quali spendono il loro tempo a vantaggio di una SPERANZA:
" Dare un futuro ai giovani, a tutti i giovani, ai nostri, ai vostri figli".
Chi non e' capace di sperare e' gia morto in se stesso. Ritengo, infine, che La Politica alla Gente abbia in se' una ricchezza, un potenziale immenso, fatto di buona volonta', di buona gente, che per la prima volta riesce a reagire in sinergia, mettendosi in gioco in prima Persona. Direi sia una cosa rara, che dra'a molto fastidio a molti politici di oggi. Personalmente spero in quei politici che, ancoraanimati da buoni sentimenti, possono essere in grado di apprezzare i nostri intenti. E perche' no, forse potrebbero anche tentare di aiutarci, con la loro esperienza, a migliorare.
Altri di loro, invece, aspirano a demotivare i cittadini verso la politica; perche' cosi', indisturbati, riescono meglio a depredare la nostra economia, affossare meglio il popolo italiano e mantenerlo in un contesto di esplicita sudditanza.
Per essere credibili, dobbiamo imparare a CREDERE in quello che si fa e crederci e con passione, altrimenti perdiamo solo del tempo.
Grazie!
da Lorenzo Lorenzelli, Cittadino Italiano


L'EDUCAZIONE ALL'ANALISI POLITICA DEI PROBLEMI
di  Maria Grazia Calderaro
L'occasione di questo Convegno e la breve esperienza di conduzione di un piccolo gruppo di quartiere di "La Politica alla Gente" mi suggeriscono alcune considerazioni.
L'intervento di un altro di noi, che ascolterete nel seguito, titola: "Adesso vogliamo esserci." Ma la cosa piu' importante e' stabilire "come" e "cosa" intendiamo per "esserci".
Indubbiamente "esserci" non mi sembra possa implicare, almeno per ora, una presenza politica attiva se non a livello individuale; nemmeno potrebbe implicare l'appoggio come "movimento" a questo o quel partito politico.
Quello che ritengo importante e' l'opera di "educazione all'analisi politica dei problemi" che stiamo portando avanti nei confronti sia di noi stessi che delle persone con cui veniamo in contatto.
Oggi, in relazione anche allo stato delle cose, il desiderio di comunicare, scambiarsi opinioni, "mugugnare", ma anche semplicemente parlare si e' fatto sempre piu' pressante; ma manca alla generalita' delle persone l'abitudine all'ordine mentale necessario perche' questi "scambi" possano sfociare in un'analisi completa e consequenziale, tale da portare alla individuazione delle cause e alla indicazione delle soluzioni dei "mugugni". Cosi' galleggiamo su tutta una corrente di parlottamenti che si perde nel vuoto senza che i cittadini si sentano in grado di poter far sentire la loro voce, le loro opinioni e le loro soluzioni: l'isolamento in cui questi "mugugni" nascono, vivono e crescono non porta a nessuno sbocco pratico e utile per i cittadini italiani.
Sono fermamente convinta che l'opera di educazione intrapresa sia l'unico mezzo a nostra disposizione per creare un insieme di persone in grado, una volta raggiunta una certa quota di rappresentabilita', di colloquiare a qualsiasi livello "politico" senza sentirsi incompetenti, e pretendendo quindi di essere attentamente ascoltati.
Altrimenti, rischiamo di passare per altri "grillini", che vengono ascoltati con una certa supponenza e le cui iniziative mi sembra non abbiano portato, almeno finora, a molti risultati.


CINQUE ANNI PER CRESCERE
di  Ottavia Pozzati
Sono sempre stata di sinistra. I miei valori sono di sinistra: amore per l'ambiente, sostegno economico ai piu' deboli, salario adeguato ai lavoratori dipendenti, un tetto per tutti, zero emarginazione sociale, insomma questi valori piu' che di 'sinistra' penso siano 'cristiani'.
Tra i miei piu' disparati interessi c'e' anche lo studio della Bibbia e ho imparato che Dio - per chi ci crede - e' talmente giusto che fa piovere sui giusti come sugli ingiusti, cosi' come per tutti fa splendere il sole. Cosi' io penso che uno Stato giusto dovrebbe garantire lavoro e casa a tutti i suoi cittadini, anche ai 'forestieri'. Invece lo Stato ha sempre risparmiato sulle Politiche Sociali e questa grave negligenza ha originato delle situazioni di degrado sociale, culturale, ambientale, economico, finanziario, religioso eccetera.
C'e' proprio voglia di disfatta totale, in questo piccolo paese che vede in piccolo e se la prende con i pesci piccoli, con gli ultimi della terra. Un paese con un tasso di analfabetismo di ritorno allarmante, direi. E nondimeno, si possono avere due o tre lauree ma essere ignoranti e gretti, perche' in Italia la laurea e' qualche cosa da sbandierare, magari da ostentare, soprattutto quando l'interlocutore la pensa diversamente... In moltissimi casi non e' quindi un riconoscimento di elevazione culturale e spirituale, ma - soprattutto per le nuove generazioni - un trampolino di lancio per master inutili e costosi che quasi sempre gravano sulle spalle di mamma e papa'. Purtroppo abbiamo tantissimi studenti, che dovrebbero essere il futuro del paese, e che invece sono senza identita' sociale; studiano all'universita' ma sono distratti da mille altre cose, sono un po' dei polli da allevamento, buoni per essere inscatolati da un sistema economico che li vuole tutti uguali, senza idee particolari, e soprattutto muti. Ammutoliti davanti al Potere, perche' senza argomenti validi per sostenere la loro battaglia generazionale; per il resto, al telefonino, parlino quanto vogliono.
Rappresentano bene la situazione in cui si trova il paese. C'e' una parte consistente della popolazione che e', spesso inconsapevolmente, la causa dello sbando economico del paese: persone che sono piu' comode dei loro rappresentanti politici e non protestano, non hanno capito che e' il nostro futuro che e' in discussione ogni giorno, che in questo paese si continueranno ad applicare tariffe da far west, che ora stanno arrivando ad intaccare il costo delle cose necessarie per vivere. Ma tanta gente da' l'impressione che questo non sia affar loro... evidentemente hanno i mezzi per provvedere, per il momento... o qualcuno provvede per loro.
Ora, se l'economia del nostro paese e' a crescita Zero e l'aumento del costo della vita e' fuori dal controllo di tutti, come si spiega che i luoghi di svago e divertimento brulicano di gente, le universita' scoppiano di studenti, i grandi stilisti di moda fanno fatturati da capogiro e la telefonia fa affari d'oro perche' hanno tutti voglia di parlare, parlare, parlare... Pare che i mezzi di 'distrazione di massa' , purtroppo, stiano avendo la meglio su una popolazione spaesata e indecisa; e il risultato sotto gli occhi di tutti e' che abbiamo mezza Italia che si da' alla pazza gioia e mezza Italia che piange miseria.
Qualcuno dice: il solito 'chiagni e fotti'.
La risposta e' nell'aria... Sicuramente c'e' mezza Italia che fotte l'altra mezza, e bisogna sempre tenere gli occhi bene aperti! Quindi, in questo clima socio culturale tutto italiano io smetto di farmi domande troppo complicate, tanto a nessun politico interessa che io esisto. Decido di stare con Beppe Grillo perche' e' l'unico che abbia il coraggio di dire le cose come stanno; e a chi dice che e' un 'furbacchione' perche' si arricchisce parlando male del Sistema Italia, mi piace rispondere che intanto e' un comico, e poi con tutti quei soldi dovra' pur difendersi dalle querele... e non devono essere poche!
Per quanto mi riguarda continuo a studiare la Bibbia, perche' mi da' spiegazioni e risposte che nessun umano potra' darmi, e scelgo di dedicarmi alla famiglia.
E poi, decido di tenere una riunione di quartiere di "La Politica alla Gente" ogni quarantacinque giorni, con un gruppo di persone che mi piacciono per la loro apertura mentale. So che nell'immediato non cambieremo niente, ma la nostra sara' una chiacchierata condivisibile con altre persone che vorranno leggerne il resoconto sotto forma di verbale o documento, se interessa...
Abbiamo cinque anni per crescere.
Cinque anni per continuare a sperimentare e perfezionare il nostro metodo, per conoscerci meglio e fare di tanto in tanto il punto della situazione. Chi siamo, dove andiamo, come vogliamo organizzarci per raggiungere il nostro obiettivo. Il tutto pero' senza ansie, senza fretta, senza organigrammi puntigliosi o affrettati, senza forzature.
Abbiamo cinque anni per crescere.
Grazie


MOVIMENTO DEI "LIMONI"...
DALLA PARTE DEGLI SPREMUTI
di  Arturo Cavazzina
Chi sono gli spremuti?
BAMBINI - SCOLARI - STUDENTI - DISOCCUPATI - PRECARI - OPERAI - TECNICI - IMPIEGATI - QUADRI - DIRIGENTI - CASALINGHE - PENSIONATI - DISABILI - AUTONOMI - ARTIGIANI - COMMERCIANTI - PROFESSIONISTI - IMPRENDITORI - IMMIGRATI - CARCERATI
Se vi riconoscete in una di queste categorie, indipendentemente dalla vostra fede politica, voi/noi dobbiamo fare il comune interesse, superando i preconcetti di: sinistra, destra, centro.
Movimento dei "Limoni"... Dalla parte degli spremuti
Statuto
Premessa: il nostro movimento intende mettere al centro del "sistema" la persona, l'elettore/elettrice!
E dichiarandosi interclassista e laico, dichiara pure superati i concetti di centro - destra - sinistra, come pure gli analoghi concetti che si usano in altri paesi: laburisti e conservatori, democratici e repubblicani, e qualsiasi altra etichetta che crei divisioni.
Ecco qualche "articolo" che cambierebbe le regole del gioco...
Art. 1 Chiaramente, tutti gli aventi diritto al voto si possono iscrivere.
Art. 2 Gli iscritti che intendono assumere cariche pubbliche a qualsiasi livello, devono necessariamente presentare il loro certificato penale, che deve essere senza macchia.
Art. 3 Chi intende assumere cariche pubbliche deve risiedere nella circoscrizione in cui si candida, comune, ecc.
Art. 4 Agli eletti si impone che una volta al mese, a data da stabilirsi, si presentino in pubblica assemblea nella loro circoscrizione, per documentare i loro elettori sulle leggi cui hanno dato la loro approvazione, e se queste sono state fatte (e se loro hanno operato) nell'interesse dei loro elettori o piu' nel loro interesse personale.
Art. 5 Al fine di evitare che si creino le spiacevoli situazioni ben note a tutti gli italiani... se almeno sette persone che hanno sostenuto l'elezione di un dato personaggio giudicano che abbia anteposto i suoi interessi personali a quelli dei suoi elettori, motivando e documentando possono chiedere le sue dimissioni.
Art. 6 I membri del movimento dei "limoni", nella persona dei loro rappresentanti, prenderanno atto di quanto sopra e, se l'interessato rifiutera' di sottomettersi alla richiesta dei cittadini, gli chiederanno di presentarsi in luogo pubblico per dire le sue ragioni... Ma sapendo come sono i nostri politici, per evitare spiacevoli e inevitabili malintesi, glielo facciamo fare SOTTO LA MACCHINA DELLA VERITA', SIERO DELLA VERITA', SOTTO IPNOSI !!!
Art. 7 Se il soggetto in questione non accettera' di sottoporsi volontariamente a quanto previsto dall'articolo sei, i rappresentanti del movimento dei "limoni" controfirmeranno le sue dimissioni.
Art. 8 ... dagli articoli sopracitati risulta chiaro ed evidente che, se qualcuno avra' l'intelligenza e l'onesta' per candidarsi chiedendo l'appoggio del movimento dei "limoni", prima di candidarsi firmera' una lettera di dimissioni irrevocabili, in bianco, che in caso di bisogno verra' presentata all'istituzione di competenza!
Art. 9 Ai cittadini che vorranno far parte del movimento dei "limoni" verra' chiesto un contributo di iscrizione di UN EURO, ma precisando che e' un'offerta libera... E tutti gli associati devono avere ovviamente la possibilita' di verificare le entrate e le uscite, al fine della massima trasparenza.
Art.10 Chi aderisce lascia i suoi dati con - importante! - la sua attivita'. Ad esempio: impiegato, statale, libero professionista, ecc. Questo e' indispensabile, per capire meglio i suoi interessi, in base alla categoria di appartenenza. E ovviamente, dichiarera' di aver preso visione del presente STATUTO ...
Si capiscono quindi gli obiettivi del movimento dei "limoni"...
Un movimento cosi' concepito, che altri obiettivi si puo' prefiggere se non la soddisfazione dei bisogni, procedendo per gradi e in modo proporzionale per tutte le singole categorie della societa': bambini - scolari - studenti - disoccupati - precari ecc. ecc.? Con un bel meccanismo che parta dal PIL e lo suddivida in frazioni proporzionali al numero e alle necessita' dei soggetti! Combattendo - e' logico! - gli sprechi, i doppioni di lavoro, lo scambi di voti e tutte quelle problematiche che ci sono cosi' note, tipo "mazzette e tangenti" - tutte cose che ci danneggiano due volte: ci fregano e poi distorcono il funzionamento di tutto.
Dovrebbe essere cosi' semplice!


PERCHE' CHIEDERE LA VALIDAZIONE DEL LAVORO FATTO
di  Prandoni Sem
Noi di "La Politica alla Gente" accettiamo l'assoluto scoraggiamento della gente.
Accettiamo che si senta impotente. Che dica NO all'impegno civico. E partiamo da li'.
aderisca solo perche' ha il bisogno fisiologico di sperare anche quando non c'e' speranza, come tutti gli esseri umani. Quindi non pretendiamo che abbia fede ne' cerchiamo di convincerla.
Non abbiamo mai cercato di "vendere" ai membri dei nostri gruppi l'ennesimo movimento-partitino: con tanto di sede, bandierina, tessere, parole d'ordine e via tutti contenti.
Non che siano cose in se' disprezzabili; ma la gente ha ben altri bisogni.
Certo non puo' mancare, nemmeno tra di noi, chi pensa invece che la gente abbia bisogno di una "guida", che la gente debba essere galvanizzata. Ma non condivido questo modo di pensare.
Alla gente vogliamo solo offrire un comportamento serio; quindi un'organizzazione che:
1) sia vicina alle persone, le faccia ragionare a modo loro e le capisca;
2) proponga loro attivita' di qualita', puntando a standard elevati.
Dal 2006 ad oggi "La Politica alla Gente" ha sperimentato nei suoi gruppi di quartiere un'attivita' soltanto, che abbiamo chiamato: la "fabbrica del programma". Cioe' gruppi di cittadini che scrivono, attraverso interventi a giro di tavola verbalizzati, i capitoli di un programma di governo come lo vorrebbero i cittadini (se mai ci sara' un governo degno).
Gli amici che oggi mi hanno preceduto hanno presentato i loro punti di vista e le loro proposte. In quanto responsabile fino ad oggi delle attivita' di "La Politica alla Gente", io ho il diritto di parlarvi solo di cose fatte.
Su quello che abbiamo sperimentato vi faremo ascoltare una serie di relazioni, che rendono conto dei successi come pure degli insuccessi. E porremo alla presente assemblea due domande.
1) La nostra "fabbrica del programma" e' un'attivita' vicina alla gente? Da' modo alla gente di ragionare e disentire a modo suo?
2) L'esperienza fatta ci permette di scrivere un "prontuario"? Siamo capaci di dare indicazioni sicure perche' questo lavoro sia fatto con rigore e qualita'?
Una mozione vi porra' queste domande. Se, in base alle relazioni che adesso seguiranno, risponderete SI', considereremo "certificata" dal vostro voto l'attivita' denominata "fabbrica del programma". Chiederemo, a chi si offre volontario per la commissione che comporre il citato prontuario, di lasciare il suo nome all'uscita.
Se invece vi sembrera' che nelle relazioni prevalgano gli aspetti negativi e risponderete NO, continueremo con pazienza la nostra ricerca, con i gruppi di quartiere che vorranno continuare a farla.
*******
Qualche ulteriore informazione sui nostri gruppi.
Nascono grazie a un incontro pubblico indetto in un quartiere o in un paese. Gli avvisi sono attaccati ai portoni delle case. A chi viene, si propone di costituire un gruppo stabile. Le persone che vengono sono le piu' disparate: la loro diversita' ne fa un perfetto spaccato dell'Italia. Quello che poi scrivono assieme, rappresenta in modo eccellente quello che vuole la cittadinanza.
Ho fatto personalmente da moderatore a dieci gruppi per piu' di un anno. Risultato: 16 documenti finali (su lavoro, casa, tasse, ordine pubblico e sicurezza, trasporti, sanita', politiche sociali, ecc.)   +   un documento sulla scuola con integrato un progetto di intervento nel quartiere   +   14 gruppi di verbali, ancora in attesa di essere elaborati in altrettanti documenti finali.
Da qualche mese, i membri dei dieci gruppi iniziali hanno tentato di far partire autonomamente una ventina di nuovi gruppi. Di questi nuovi gruppi, alcuni hanno lavorato con soddisfazione, altri hanno vivacchiato, altri non sono nemmeno riusciti a partire. Ascolterete una relazione su ognuno di questi casi.    Sono stati comunque prodotti altri quattro documenti finali  +  sei gruppi di verbali in attesa.
Qualunque sia il giudizio su questo lavoro, vi posso garantire tre cose.
Prima e fondamentale: le opposte ideologie non sono MAI state un ostacolo alla ricerca comune. Quindi stiamo mettendo le basi per un'unificazione della popolazione attorno a quello che vuole lei, superando la divisione destra-sinistra che i politici ci impongono per continuare a fare quello che vogliono loro.
Seconda: anche se le assenze hanno creato problemi alla vita dei gruppi, le accettiamo come un fatto normale: siamo cittadini con le loro occupazioni e gli imprevisti sono tanti.
Terza: non facciamo retorica sulla poca partecipazione dei giovani! Anzi: il nostro lavoro di "fabbrica del programma" ha bisogno dei contributi di gente di lunga esperienza di vita: "professori" di come 'disfunziona' la nostra societa'. A mio parere, il gruppo ideale ha 1-2 giovani a dirigerlo, e una decina di 50-70enni che vengono quando possono e imparano a esprimere tutto quello che pensano e che sanno.

La domanda che tutti fanno su questo lavoro e': "e poi?..." "a che serve?"
L'altra obiezione piu' frequente e': ma bisogna iniziare da attivita' di quartiere!!
Chi sostiene che dovremmo iniziare attivita' migliori e piu' produttive, e' accolto a braccia aperte; purche':
1) siano attivita' vere, non distribuzioni di ruoli! smettiamola di creare scatole prima di avere il contenuto;
2) si segua un progetto preciso, e ci sia qualcuno che ci sta dietro per uno o due anni per sperimentarlo! con i "si dovrebbe" non si arriva a nulla.
In ogni caso, secondo me "e poi?" e' una domanda assurda. L'essere umano non e' piu' lui se non si aggrega ad altri. Sarebbe come dire: soffro di inappetenza, quindi non mangio.
L'essenziale e' imparare a stare assieme da cittadini, a interessarci gli uni agli altri, l'uno al modo di pensare dell'altro. Avete sentito la relazione di Scotti sul Capitale Sociale. Quando ci si e' aggregati, poi si va lontano. E il paese progredisce con noi.
Se avessimo avuto 10 gruppi di discussione in zona 2 da 2 anni, l'altro giorno avremmo potuto essere in 100 sulla Martesana, con Antonio che mi ha telefonato angosciato perche' bisognava subito far qualcosa.
Invece appena ci muoviamo vogliamo dei risultati. "Per pieta', almeno un piccolo risultato, per incoraggiarci!.."
Come dire: se mi galvanizzo grazie ai successi con le brutte, poi posso passare alle belle.
No. Questo modo di pensare e' indegno di persone serie. Se sono le belle che ci interessano, bisogna corteggiarle per anni. Niente di peggio che offrire pieta' a se' stessi e agli altri: ci si perde per strada.

"La Politica alla Gente" si pone l'obiettivo di formare un nuovo cittadino italiano che sia abituato ad agire collettivamente. A distribuirsi i compiti in tanti pezzettini: tra cittadini che, senza bisogno di dedicare la vita alla politica, abbiano il diritto e l'abitudine di farsi valere. Cosi' avviene in tanti paesi europei civili.
Noi diciamo: Italia, Italia. Noi vogliamo contribuire a ricostruire un popolo per una vera nazione.
Il nazionalismo vero, e' un comportamento degno di una nazione. Una nazione, se ha bisogno del lavoro di uno straniero, al suo arrivo gli fa trovare un'abitazione, piccola ma che ci sia - ovviamente, dopo averla prima procurata a tutti i suoi cittadini. E sul muro, un foglio con i doveri dell'ospite. E qualche giorno dopo, la polizia che passa a chiedere se tutto e' a posto e se e' chiaro quel che c'e' sul foglio.
Noi vogliamo questo. Con tutto quello che ci sta dietro: una vera rivoluzione civile.


L'ESPERIENZA DEL GRUPPO DI QUARTIERE BARONA SUD
COME FAR FUNZIONARE UN GRUPPO
DI "LA POLITICA ALLA GENTE"
di  Mauro Blasi e Lorenzo Lorenzelli
Un gruppo di Persone del movimento "La Politica alla Gente" e' di estrazione eterogenea, e perche' funzioni deve basarsi su di un metodo sperimentato ed efficace.
La nostra esperienza di vita, ad ascoltare e poi a collaborare con altre persone alla realizzazione di questo o quel progetto, ci ha insegnato che alla base di un qualsiasi metodo ci vuole la pazienza della sperimentazione.
Ma in particolare, nei nostri gruppi, bisogna fare subito CHIAREZZA.
Che cosa si intende per chiarezza? Essa e' la trasparenza con la quale e nella quale le Persone de "La Politica alla Gente" si muovono e agiscono in reciprocita', sfruttando i VALORI cui ci ispiriamo.
Fare CHIAREZZA, vuol dire compiere i passi seguenti.
1) All'inizio dedicare un minimo a fare conoscenza tra i membri del gruppo.
2) Ogni Persona deve presentarsi! Nome e cognome, e se possibile qualcosa di se'!
3) Segue un momento di dibattito libero, per individuare il tema da trattare.
4) Specificare che ogni partecipante ha a disposizione circa 4 minuti per relazionare verbalmente.
5) La clessidra e' lo strumento per eccellenza che insegna a rispettare i tempi di ciascuno.
6) ad ogni incontro, leggere l'ultimo verbale ci aiuta a ricordare e a riordinare le idee.
I nostri VALORI sono:
1) Gratuita'       2) Legalita'       3) Rispetto
Questi valori vanno enunciati subito al primo incontro. Essi fanno parte del nostro modo di essere. Rappresentano lo spirito con cui ogni partecipante fa parte de "La Politica alla Gente". Questi valori vengono percepiti come IDENTITA' e rafforzano l'unione del gruppo.
La Gratuita' implica l'agire del gruppo in modo disinteressato, cioe' senza che qualcuno ne approfitti per qualche interesse personale. Difatti ognuno di noi agisce nella gratuita'. Donando parte del proprio tempo ed impegnandosi alla riuscita di un "progetto" per il bene comune.
La Legalita' viene trasmessa quasi automaticamente, attraverso il nostro agire. Infatti nel formulare idee viene accuratamente trascritto tutto su carta. I verbali sono la prova inconfutabile del lavoro fatto in collaborazione, in sussidiarieta', sfruttando le potenzialita' di ciascun membro del gruppo.
Il Rispetto viene dal saper interagire tra amici, con garbo e pazienza.
Comprendendo che l'idea di uno puo' contribuire a sviluppare altre idee in un altro, con questo metodo si lavora in armonia.
Il Moderatore e' colui che ha la responsabilita' di dirigere il gruppo permettendo la continua discussione con ordine e serenita'. Egli stesso deve essere Persona paziente ed incoraggiare i partecipanti al gruppo al rispetto dei "tempi di parola".
Ha anche il compito di trascrivere (o far trascrivere, se e' fortunato..!) tutti i contributi di ciascun membro.
I verbali, cioe' i documenti prodotti da questi incontri di discussione politica, saranno inviati a ciascuna Persona del gruppo. Dopo il 3 o 4 incontro, il moderatore e/o chi per lui, trascrive i contenuti sviluppati compilando un'unica relazione. Essa rappresenta l'obbiettivo di progetto raggiunto fino a quel momento; viene successivamente pubblicata sul nostro sito Internet de "La Politica alla Gente", cosi' chiunque puo' accedere e leggere i nostri lavori.
La felice esperienza alla Barona Sud ci ha maturati. E ci vede ben disposti a "proiettare" il nostro PENSIERO ad altre realta' territoriali. Non sarebbe sbagliato cominciare ad avere contatti in altre citta' d'Italia.


L'ESPERIENZA DEL GRUPPO DI QUARTIERE PRECOTTO DI "LA POLITICA ALLA GENTE"
MOTIVAZIONI E OBIETTIVI
di  Gianfranco Caimmi
In questi 3 mesi di attivita' del gruppo di Precotto e' stata fatta una prova di lavoro congiunto in modo del tutto simile a quanto sperimentato in precedenza per il gruppo di Gorla. Non era piu' Sem il coordinatore, ma il sottoscritto; cambio non facile, perche' tutti noi aderenti al movimento "La Politica alla gente" finora abbiamo goduto della sua esperienza e capacita'. A tale proposito posso esprimere queste considerazioni di fondo.
Un "prontuario" che dia delle indicazioni precise a qualunque gruppo voglia svolgere questa attivita' e' la via che il nostro amico Sem vuole percorrere per risolvere i problemi dei gruppi. Ma questo e' solo uno strumento, una guida utile ma non sufficiente: la materia prima su cui lavorare e' la "qualita' delle persone", queste qualita' fanno la differenza.
Si possono evidenziare questi due aspetti del problema:
a) La motivazione dei partecipanti: cosa attira o raffredda l'interesse dei partecipanti?
b) Gli obiettivi dei partecipanti
Gli elementi che incidono, a mio avviso, sulla motivazione sono, in ordine di importanza :
1. l'aspetto psicologico che condiziona la partecipazione delle persone all'incontro
2. il tema della discussione
3. l'aspetto logistico dell'incontro
4. la conoscenza o l'esperienza che i componenti il gruppo di lavoro hanno sul tema trattato
5. l'aspetto relazionale e sociologico che si crea fra componenti il gruppo
6. la situazione socio-economica dei componenti e quindi la loro disponibilita'.
1. Aspetto psicologico: la preoccupazione che la motivazione dei ns. incontri non sia chiara, o addirittura oscura fa si' che gli eventuali aderenti abbiano dei sospetti e si avvicinino con molta cautela.
2. Il tema della discussione: sembra che le tematiche legate al territorio, i cosiddetti problemi del quartiere, le necessita' dei comitati su interventi specifici quali traffico, ambiente, servizi locali godano di maggiore interesse rispetto alle tematiche "filosofiche".
3. Aspetto logistico. Esiste una obiettiva difficolta' ad avere una sede per incontrarsi (i bar alla sera in genere sono chiusi) e una bacheca dove esporre le informazioni necessarie: per il gruppo di Precotto, un punto dove esporre un volantino informativo potrebbe essere dietro l'edicola centrale presso lo SMA. Il telefono e la e-mail sono ancora lo strumento migliore per comunicare le informazioni indispensabili.
4. Il grado di conoscenza e di preparazione sul tema dell'incontro condizionano lo svolgimento della discussione: di qui la necessita', secondo me, di aver consultato una adeguata fonte documentale sul tema, nel caso in cui l'esperienza diretta non sia sufficente. La non conoscenza puo' creare disagio nel partecipante e quindi ne spegne l'entusiasmo e il grado di partecipazione.
5. Aspetto relazionale e sociologico: l'empatia e la sintonia che si creano fra i partecipanti. Come coordinatore dell'incontro, e' molto importante l'aspetto gestionale: come far parlare in maniera ordinata i singoli, come stimolarne le idee facilitandone l'espressione, come relazionare l'incontro.
6. La situazione e la disponibilita' che esiste nei componenti: trattandosi di un impegno di volontariato culturale sia pure minimo (una volta al mese), questo deve conciliarsi con gli altri impegni sociali della persona, al di fuori di una eventuale attivita' lavorativa. Per questo un pensionato, libero da impegni di lavoro, e' piu' facilitato nella partecipazione.
Il secondo elemento che incide sul grado di partecipazione sono gli obiettivi dei partecipanti.
Segnalo a titolo di esempio questi obiettivi all'interno del mio gruppo. Lucia: Arricchirmi culturalmente, e umanamente; una tematica ampia e generale, cioe' non specifica, puo' migliorare la mia visione politica.
Emiliano: Confrontarmi con le idee politiche degli altri, in modo da ottenere maggiore incisivita' nel tessuto sociale avendo acquisito una piu' ampia coscienza politica.
Antonio: "Non nel mio giardino" e' il pensiero comune. Abituarmi a pensare in modo diverso dalla gente comune, cioe' "essere piu' responsabile e competente" e' il mio scopo. La capacita' di interloquire in modo efficace con gli enti decisionali (ad es. la Regione) si basa su una maggiore competenza da parte del cittadino. La creazione di un semplice comitato di cittadini destinato a risolvere un problema di quartiere ha un impatto limitato verso l'esterno.
Gianfranco: "L'incontro con le persone del gruppo e l'esperienza del dialogo in gruppo" e' una palestra di formazione per me a livello umano, sociale e personale. Rappresenta una crescita graduale, anche se un po' faticosa, verso il modello di cittadino ideale. Indirettamente, la soddisfazione di essere migliore e anche piu' abile.
Conclusioni
Vedo principalmente una crescita individuale sul piano culturale, civile e sociale, un arricchimento mentale, che ci aiuta pero' a valutare meglio, a essere critici, e quindi a scegliere meglio fra coloro che si presentano sulla scena, a valutare meglio i politici che ci governano.
Vedo questa attivita' dei gruppi di quartiere come un "percorso di formazione nel dialogo e nel reciproco aiuto a chiarirsi le idee", quindi di speranza nel nostro miglioramento: un miglioramento fine a se stesso, cioe' che esaurisce gran parte dei suoi scopi in se' stesso. Ma cio' nonostante ci apre la via ad altri guadagni che non si vedono ma si possono toccare: se sono un uomo piu' consapevole, piu' informato e piu' aperto, potro' affrontare delle sfide piu' difficili e soprattutto saro' in grado di aiutare altri come me, che non hanno ancora visto la luce fuori dal tunnel...
Grazie dell'ascolto


INCHIESTA INFORMALE SUI GRUPPI DI QUARTIERE DI "LA POLITICA ALLA GENTE"
PERCHE' ALCUNI GRUPPI NEMMENO INIZIANO
di  Clelio Fiorentini
Dopo un giro di telefonate, sono riuscito a raccogliere qui di seguito le impressioni a caldo di chi, per un motivo o per un altro, non e' riuscito a portare avanti il proprio gruppo..
Alcuni di loro sono stati molto dettagliati, altri, invece, un po' meno.
Ecco il "succo" dei loro discorsi.
Massimi Sergio - Zona 4
"Il gruppo non parte perche' la gente, speranzosa di trovare un luogo che possa fungere da cassa di risonanza per le proprie istanze, dopo solo 3 riunioni capisce che l'unica attivita' pratica che viene fatta e' un documento che verra' cestinato... Questo modo di agire e' troppo "sterile" e la gente perde subito interesse a venire. A mio avviso si dovrebbe presentare il nostro documento a tutti i partiti (a maggior ragione adesso che al Parlamento ne sono rimasti solo 6) e attendere una risposta da questi ultimi per un tempo considerevole (ma non piu' di 3 mesi). Se questo non accade, bisognerebbe organizzarsi e fare qualcosa di concreto in segno di protesta, come, ad esempio, mettersi in 100 persone sulle strisce pedonali e bloccare il traffico per far capire al nostro sindaco che siamo contrari all'eco-pass."
Miserandino Guido _ Zona 4
"Il gruppo non parte perche' manca la gente!!!"
Caccia Giuliano - Basiglio
"I gruppi non vanno avanti perche' manca un obiettivo comune. Ogni gruppo umano deve identificare un obiettivo comune, altrimenti il gruppo in quanto tale crolla. Parlare tra di noi di politica limitandoci a scrivere un documento che verra' letto solo da noi stessi rende il tutto una mera discussione "da salotto" e, di conseguenza, le persone fuggono."
Mazzocchio Alfio - Piazza Napoli
"Scrivere un programma che nessuno poi leggera' non e' certo un'attivita' facile da far fare alle persone.
E comunque ai politici queste cose non interessano. L'abbiamo verificato quella volta in cui ci siamo addirittura recati a Roma, per verificare se un piccolo partito politico (non si dice quale) fosse disposto a leggere e approvare il programma scritto da noi.
Abbiamo poi commesso un errore con il sito Internet. Avrebbe potuto coinvolgerci in tanti. Invece quando abbiamo cominciato a lavorarci, la gente si e' fatta un sacco di problemi su cosa poter scrivere, temendo che le proprie parole potessero venire lette da qualcuno che, sentendosi offeso, ci querelasse.
Alla fine, quando si e' trattato di iniziare un gruppo nel mio quartiere, inizialmente ho fatto lo sforzo di accettare, ma poi non mi sono sentito per niente motivato."
Armando Galluzzo - studente universitario di Sordio (LODI)
"Una delle mie principali difficolta' era la mancanza tempo: non ne avevo a sufficienza da dedicare per far nascere un gruppo.
Inoltre, devo dire che ho trovato scarsissima ricettivita' da parte dei cittadini di Sordio: tutte le persone alle quali ho proposto di partecipare al progetto de "La Politica alla gente" mi hanno risposto che non erano interessate."
De Mucci Rosalba - Forze Armate:
"Il gruppo non e' partito perche' non ho potuto dedicarvi tempo per motivi di famiglia.
Mio fratello abita fuori Milano ed e' malato, e ho anche una figlia cui dedicare le giuste attenzioni. Appena avro' risolto i problemi attuali, potro' cimentarmi come moderatrice; spero presto."


REGOLE CERTE PER CRESCERE
di  Marco Spelta
Secondo me e' doveroso darci delle regole. Non e' bene continuare a lungo in modo del tutto informale, senza un'organizzazione precisa. E' necessaria una struttura adeguata, altrimenti la gente aderisce con difficolta' alle nostre iniziative.
Per questo ritengo fondamentale registrare presso un notaio il nome del nostro movimento, "La Politica alla Gente", con un adeguato statuto. A tal fine propongo che il congresso nomini una Commissione formata da max 9 persone che abbia il compito di redigere lo statuto, in modo che possa essere presentato ad una nuova assemblea generale da tenere quest'autunno.
Una volta approvato, secondo me lo statuto deve diventare subito esecutivo: cosi' "La Politica alla Gente" avra' delle regole ben precise per organizzare al meglio tutta la sua attivita'.
Inoltre, a mio modo di vedere l'attivita' propria a "La Politica alla Gente" deve essere espressamente politica. Quindi chiedo che il congresso del 24 maggio nomini una segreteria politica, composta da max 5 persone, che abbia il compito di decidere la linea politica e tutte le iniziative collegate al movimento. Una decisione in questo senso secondo me sarebbe utilissima. Senza indirizzi precisi le persone che vogliono lavorare con noi hanno l'impressione che si resti sul vago. E quindi si scoraggiano, non credono piu' che si possa arrivare a qualcosa. Per essere ancora piu' chiari, la segreteria politica dovrebbe poi nominare di sua iniziativa una Direzione del movimento: un personaggio che abbia un compito di controllo sulla linea politica adottata dalla "Politica alla Gente".
Un'altra figura fondamentale per un movimento e' rappresentata dal Responsabile Organizzativo: propongo che presieda una commissione formata da max 5 persone, con il compito di coordinare e organizzare tutte le attivita'. Se ne sente un gran bisogno: non e' difficile constatare che a tutt'oggi si lavora in modo poco coordinato, e che qualche volta i risultati sono al di sotto delle aspettative.
Al Responsabile Organizzativo va attribuita, con approvazione di questo convegno, anche la delega relativa alla comunicazione... Ahime' ho toccato un punto dolente: se vogliamo crescere e' necessario fare autocritica e decidere gli accorgimenti idonei a risolvere i problemi di comunicazione che quotidianamente riscontriamo nel movimento. Secondo me bisogna puntare molto sulla comunicazione via Internet: puo' avvicinarci molte persone disposte ad impegnarsi, e puo' farci conoscere anche fuori dalla provincia di Milano.
Il blog creato da Sem e' stato un tentativo per cominciare a conoscerci e per abituarci ad usare il nostro sito; ma secondo me bisogna che il nostro sito si impegni di piu' a pubblicizzare la nostra piattaforma e le nostre iniziative: in questo modo sono convinto che possa conquistarsi molti piu' contatti giornalieri.
Un altro problema spinoso e' rappresentato dall'aspetto finanziario. E' un fatto di innegabile importanza, non possiamo nasconderci dietro a un dito.
Secondo me e' meglio andare subito al dunque: propongo una tessera associativa nominativa annuale, il cui importo sia stabilito dal convegno e valga per ciascun partecipante a "La Politica alla Gente". Inoltre propongo di vagliare tutte le proposte atte a reperire risorse; ivi compresa quella di far si' che sia possibile devolvere il 5 per mille a "La Politica alla Gente": ci vuole molto tempo per essere riconosciuti idonei, ma se non si incomincia mai...
Per raccogliere fondi, quando si e' lasciato fare alle iniziative estemporanee dei singoli, i risultati sono stati cattivi, almeno a mia conoscenza. Per questo bisogna assolutamente cambiare rotta.
Per concludere, vorrei fare una considerazione sui gruppi di quartiere. Devono essere rafforzati in termini numerici: ogni gruppo dovrebbe contare su un numero minimo di partecipanti regolari - almeno sette - per garantirne la continuita'. Inoltre secondo me e' auspicabile che gli argomenti vengano proposti dalla Commissione Organizzativa, perche' i diversi gruppi lavorino in modo armonico e complementare.
Inoltre, parlo per mia esperienza personale, le persone non sempre accettano volentieri di scegliere un dato argomento, e poi di lavorarci su in piu' incontri successivi, con regolarita'. Ripetutamente i partecipanti avviano la discussione su argomenti di attualita' politica. Sarebbe il caso di imparare seriamente a spiegare il perche' e le motivazioni di fondo del lavoro dei nostri gruppi.


ORGANIZZARCI SI', MA RESTARE NOI STESSI
di  Bruno Bertini
Dare forma a un progetto innovativo, come e' il nostro, e' un intento arduo.
Ogni cosa nasce imperfetta, per poi essere migliorata nel tempo grazie all'esperienza che si matura nella pratica dell'utilizzo quotidiano.
La prima automobile, per esempio, o il primo telefono o anche le prime squadre sportive che piu' di un secolo fa cominciavano a praticare il gioco del calcio, paragonate con quelle odierne ci appaiono inadeguate, insufficienti nel rendimento, e possiamo ben capire come allora nessuno avrebbe immaginato quanto quelle idee, col passare degli anni, avrebbero cambiato il mondo.
Allo stesso modo, anche il progetto de "La politica alla gente" puo' contribuire a cambiare la societa' in cui viviamo.
E' la nostra speranza, ma dobbiamo avere anche pazienza.
Non dobbiamo dimenticare che e' una realta' ancora giovane, rispetto ad altri sistemi di aggregazione [finalizzati a un'azione civica di governo del territorio].
LPaG deve ancora crescere, migliorare, ed evolversi, prima di potersi confrontare con una classe politica che oggigiorno e' sterile nei contenuti, ma dannatamente esperta nel difendere e mantenere il proprio potere [e la propria egemonia sulle questioni che ci riguardano direttamente].
Noi tutti non dobbiamo cedere alla tentazione di accelerare i tempi, dandoci un'organizzazione simile a quelle di tanti altri partiti e movimenti, per non affrontare la fatica e gli errori, che sono inevitabili quando si vuole trovare e sperimentare una soluzione che sia davvero nostra.
Esiste, invero, una innegabile esigenza di stabilire delle regole, ed e' saggio pensare fin da ora a come organizzarci; ma limitare la possibilita' di sperimentazione e crescita dei gruppi di LPaG sarebbe un errore irrimediabile. [perderemmo quel qualcosa che ci differenzia da tutti gli altri]
La soluzione e' nel procedere per obbiettivi ben precisi, a piccoli passi, dotarci della struttura piu' idonea alla gestione dei problemi pratici dell'oggi, e far si' che ogni singola esperienza non vada persa, ma sia valorizzata e usata per migliorare l'operativita' dei gruppi per il perseguimento di obbiettivi futuri.
Per far questo e' sufficiente un gruppo di persone con compiti specifici, non molto numeroso (massimo 3 o 4), che si rendano disponibili a supervisionare il processo di creazione e consolidamento dei gruppi tramite i metodi sperimentati fino ad oggi. Questo gruppo farebbe da riferimento comune, e avrebbe anche l'onere di favorire l'individuazione, da parte dei singoli gruppi, di persone adatte a essere mediatori tra i gruppi stessi. Cosi' potremo avere dei rappresentanti, espressi dai gruppi nel modo piu' orizzontale possibile, che sperimenterebbero in prima persona sia i metodi necessari a far cooperare piu' gruppi tra loro, sia la gestione dei rapporti tra LPaG e il territorio in cui un gruppo di quartiere opera.
Tutto questo, sempre e comunque sotto la supervisione del gruppo di coordinamento che dovra' raccogliere in qualche modo le singole esperienze e sottoporle all'attenzione di tutte le persone che aderiscono a LPaG, col fine ultimo di ricavare quelle regole che ci permetteranno di evolvere ed acquisire forza grazie ad una organizzazione piu' definita.
Inoltre, questa struttura semplice e "leggera" permettera' di liberare importanti risorse umane, da impiegare in uno sviluppo di LPaG anche al di fuori della provincia milanese. Per questa attivita', il gruppo di coordinamento potra' individuare le persone piu' idonee a esportare in altre realta' italiane i metodi e i principi fondamentali che noi tutti condividiamo.
Per dare una prima struttura a LPaG, che venga sperimentata per alcuni mesi fino al prossimo convegno o assemblea generale, propongo quindi le seguenti mozioni.
Mozione 1.       (diventata 9b. e 9b.1, nell'elenco attuale: NdR)
L'assemblea del convegno nomina, fino alla prossima assemblea del novembre '08, un gruppo di coordinatori di "La Politica alla Gente. Tale gruppo sara' composto da 3 / 4 persone animate da un unico SPIRITO.
I coordinatori affiancheranno i gruppi di quartiere di LPaG con consigli, supervisionando le loro attivita' e offrendo un supporto organizzativo per divulgare informazioni e/o preparare meeting nei quartieri, allo scopo di valorizzare il lavoro svolto in base alle indicazioni degli stessi gruppi. I coordinatori avranno anche il compito di aiutare i gruppi di quartiere a scegliere i propri moderatori.
Il gruppo di coordinatori, infine, promuovera' e sosterra' la formazione di nuovi gruppi.
A tal fine, quando necessario, potra' affidare a una o piu' persone idonee il compito di esportare i metodi e i principi alla base di LPaG in altre zone d'Italia.
Mozione 2.       (diventata 5. e 6, nell'elenco attuale: NdR)
Attraverso questa assemblea, si invitano vivamente i gruppi di quartiere a interagire tra loro, scambiarsi le esperienze e lavorare a progetti comuni. Individuando, con l'aiuto dei coordinatori, una o piu' persone del gruppo interessate a dialogare con le realta' locali o a coordinarsi con altri gruppi di LPaG per attivita' comuni. Nel momento in cui viene individuata un'attivita' di interesse comune che lo richieda, ai coordinatori devono essere segnalati i membri di ogni gruppo piu' disponibili: potranno cosi' aiutarli a organizzare e promuovere tali attivita' presso tutti i gruppi interessati.


2.       INTERVENTI   LIBERI

PERCHE' LE ASSOCIAZIONI POSSANO INCIDERE
di  Armando Rinaldi
Presidente dell'Associazione di Promozione Sociale ATDAL Over40
Intervengo con piacere e questo convegno e ringrazio gli organizzatori per l'opportunita' che mi e' stata offerta.
La nostra Associazione di volontariato opera da oltre 6 anni sul territorio nazionale con l'obiettivo di dare voce e tutelare gli interessi e i diritti di chi perde il lavoro in eta' matura (over40), vittima di espulsione individuale dal ciclo produttivo attraverso metodi che vanno dal licenziamento, all'incentivo alle dimissioni, alle cosiddette dimissioni volontarie spesso estorte ricorrendo alla famigerata pratica del mobbing.
Siamo impegnati quindi a rappresentare una particolare categoria di disoccupati considerati "troppo vecchi per lavorare ma troppo giovani per la pensione", composta da madri e padri di famiglia, impossibilitati a ricollocarsi a causa dell'eta', privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito, abbandonati a se stessi spesso con una famiglia da mantenere, figli ancora in eta' scolare, impegni economici cui fare fronte. Sto parlando di oltre 1,2 milioni di nostri connazionali a lungo ignorati dai media, dalla politica e dalle Istituzioni. Uomini e donne che finiscono per cadere in depressione, per ricorrere agli psicofarmaci o all'alcool, famiglie che si disgregano, ecc., e tutto questo in un paese che da oltre 15 anni chiacchiera della necessita' di riformare il nostro sistema di welfare senza che le chiacchiere si siano mai tradotte in provvedimenti dignitosi, simili a quelli in essere nella maggior parte dei paesi industrializzati della UE.
L'esperienza accumulata in questi sei anni di attivita' mi porterebbe a parlarvi della necessita' di cominciare a confutare quei dati Istat sull'occupazione che da anni ci rassicurano presentandoci un progressivo e costante calo della disoccupazione. E questo nonostante nel nostro paese, esempio unico al mondo, il PIL sia da sempre in sofferenza, la produzione industriale caratterizzata da costanti alti e bassi, le delocalizzazioni industriali in continuo aumento, i consumi in calo e mentre il numero degli individui che vivono al di sotto della soglia di poverta' ha superato la poco invidiabile cifra di 7,5 milioni. Potrei dilungarmi sul fatto che se l'Istat sommasse al numero dei disoccupati quello degli "scoraggiati", cioe' di coloro che non cercano piu' lavoro perche' convinti di non avere possibilita' di trovarlo, il dato percentuale della disoccupazione passerebbe da quello "ufficiale" di poco sotto il 7%, a quello ben piu' realistico del 12-13%.
Potrei cercare di spiegare che mentre la "questione immigrazione" viene oggi affrontata solo ed esclusivamente sotto il profilo della sicurezza, ben altri problemi si affacciano all'orizzonte. Troppo presi ad occuparci del fenomeno delinquenza e a dare per assodato che coloro che vengono a cercare lavoro in Italia sono uomini e donne che possono al piu' occupare posti da bandante o da muratore. Eppure, nel corso del 2007, nella Provincia di Milano (una Provincia che crediamo costituisca un punto di riferimento importante nel paese) ben 180.000 immigrati, in maggioranza provenienti dai paesi dell'Est, sono stati assunti nelle piccole, medie e grandi imprese. Di questi 180.000 il 40% e' costituito da laureati e il 30% da diplomati e ben il 60% del totale e' stato assunto con contratto a tempo indeterminato.
Da una indagine condotta tra le aziende della nostra Provincia e' emerso che questi lavoratori sono considerati piu' preparati e piu' disponibili al sacrificio. In altre parole questi lavoratori sono competenti, professionali e, soprattutto, disposti a ignorare norme e diritti sanciti dai nostri contratti e dallo Statuto dei Lavoratori pur di poter avere una occupazione. Per questi motivi nel corso del 2007 i nuovi occupati di origine italiana, assunti in Provincia di Milano, solo nel 30% dei casi hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato.
Appare quindi quanto meno superficiale ridurre il fenomeno dell'immigrazione a mero problema di ordine pubblico e di domanda di rispetto delle leggi in un paese in cui sono gli italiani in primo luogo ad avere deciso che le leggi non vanno rispettate ma, al piu', interpretate a proprio uso e consumo.
Appare irresponsabile non capire che la pura scelta di misure repressive non ha e non puo' avere alcuna reale possibilita' di successo in un contesto di libero mercato, che nel nostro paese si traduce in una totale assenza di regole, nel quale imprese e imprenditori andranno comunque a cercarsi la mano d'opera laddove questa sia piu' conveniente, pescando nell'immenso bacino dei paesi del terzo mondo. Pianificazione di interventi strategici, finanziamenti mirati a sostegno di programmi virtuosi, programmi di rilancio e valorizzazione delle competenze, sostegno alle imprese che alla scelta di votarsi a logiche puramente finanziarie preferiscono rimanere ancorare alla vocazione industriale e produttiva. Tutte scelte di prospettiva che purtroppo non trovano spazio nei programmi della politica e del sistema industriale del paese e che fanno razionalmente pensare che il possibile declino della nostra economia sia qualcosa di piu' che la visione catastrofica di qualche iettatore. Mi sto pero' accorgendo che pur avendo dichiarato di non voler parlare di temi a me particolarmente familiari ho finito per farlo.
Provo quindi a correggere la rotta per concentrarmi su di un punto di carattere piu' generale e, credo, piu' congruente con le ragioni che hanno portato alla convocazione di questo convegno.
Mi riferisco al tema della PARTECIPAZIONE, del coinvolgimento della societa' civile, un elemento a mio avviso fondamentale se si vuole dare concretezza ad un sistema democratico contribuendo a far si che una democrazia rappresentativa sia anche una democrazia partecipativa.
L'Italia vede ormai da decenni la presenza di migliaia di realta' associative, di forme di organizzazione autonoma di cittadini che sulla semplice base dell'impegno personale e disinteressato vogliono poter contribuire al miglioramento di un contesto sociale che presenta situazioni non degne di un paese civile.
Tra le tante indagini statistiche che ci capita di leggere ve n'e' una piuttosto recente secondo la quale l'Italia e' un paese depresso, con il morale sotto i tacchi, caratterizzato da masse di giovani e meno giovani che, pur essendo tutti dotati di regolare telefonino cellulare, dichiarano di non avere speranza per il futuro, di non essere in grado di pianificare una famiglia.
Siamo un paese nel quale, per la prima volta nella storia, i figli rischiano di avere un futuro peggiore di quello dei padri, un paese nel quale a giovani e meno giovani e' stato in molti casi sottratto il diritto al sogno, piccolo o grande questo sogno possa essere.
Eppure basta osservare, basta essere capaci di cogliere tanti segnali attorno a noi, per capire che esiste una grande realta' in movimento, una realta' fatta di persone come noi e come voi che rifiutano di rassegnarsi ad uno stato di cose che appare incomprensibile.
Chi di noi ha la possibilita' di viaggiare oltre confine e' stanco di tornare in Italia frustrato dall'aver visto come funzionano le cose in altri paesi, dall'aver percepito la scarsa considerazione di cui gode il nostro paese all'estero. A chi ha ormai raggiunto una certa maturita' anagrafica puo' tornare alla mente il giudizio che un grande capo di Stato come De Gaulle diede dell'Italia quando affermo' che il nostro "non e' un paese povero ma un povero paese".
A questa idea, a questo giudizio che pure ancora oggi e' condiviso da molti paesi che fanno parte della UE io credo noi possiamo e dobbiamo ribellarci anche contro la piu' disperante evidenza.
Dobbiamo e possiamo fare qualche cosa e lo potremo fare se cominceremo a farci sentire in modo diverso e piu' incisivo.
Ne abbiamo piene le scatole di discorsi che esaltano la realta' italiana del volontariato, un volontariato che toglie tante castagne dal fuoco all'insipienza e all'incapacita' pubblica e privata di fornire risposte ai bisogni della societa'. Ne abbiamo piene le scatole di riconoscimenti formali generosamente elargiti a patto che nessuno di noi abbia la pretesa di essere considerato parte integrante nei programmi e nelle politiche del paese.
Il manovratore, sia esso politico, industriale, opinion leader, giornalista tuttologo e via dicendo e' disponibile al confronto a patto che da esso non nasca la pretesa che la societa' civile chieda che le sue proposte vengano prese in seria considerazione. Il confronto salottiero e' sempre gradito a patto che non si pretenda qualche cosa di piu' perche' questo rischierebbe di disturbare il metabolismo delle tante caste sulle quali si perpetua lo scandaloso stato di cose che caratterizza il Bel Paese.
E allora ? E allora occorre alzare il tiro. Occorre capire che noi rappresentiamo una grande realta', viva, ricca di idee, una realta' che ha dalla sua l'immenso vantaggio di essere disinteressata e quindi non ricattabile.
In questi anni di duro impegno posso assicurarvi che mi sono trovato di fronte a molti interlocutori che occupano posti di responsabilita' a vari livelli pubblici e privati e che si trovano improvvisamente spiazzati di fronte a qualcuno che non chiede favori, non pretende raccomandazioni e meno che mai denaro.
E' un approccio che sfugge alla comprensione di chi ha fatto dell'intrallazzo una logica di vita, di chi vede nel voto di scambio, del favore da ricambiare, l'unica strada percorribile.
In un certo senso le realta' come la nostra e la vostra rovesciano un paradigma che nelle stanze del potere sembra essere immutabile e questo elemento e' il nostro comune punto di forza.
Si tratta di capire come questa nostra immensa forza, oggi dispersa in mille rivoli, possa essere trasformata progressivamente in una realta' che nessuno possa piu' ignorare. Non possiedo una ricetta e credo che abbiamo davanti a noi ancora molta strada da fare per arrivare a questo obiettivo ma sono certo che non esistano alternative rispetto alla necessita' della responsabilizzazione e dell'impegno personale di ciascuno di noi.
Questo e' l'augurio che mi sento di fare a voi e a me stesso.
Grazie


PUNTI FERMI  PER LA NOSTRA FORZA
di  Armando Antonelli
Punto 1.
Sono COMPLETAMENTE CONTRARIO alla formazione di un partito o qualcosa di analogo. Sarebbe un grosso errore, e pure un gesto di arrivismo.
Punto 2.
Caso mai, e sembra un'utopia: SI' a un nuovo partito che abbia l'UNICO SCOPO di contrastare le mafie in ogni modo, anzitutto dal loro interno. E per "mafie" intendo tutte le corporazioni, in primo luogo quella ecclesiastica con i suoi immensi e ingiustificati privilegi.
Punto 3.
La nostra forza deve consistere nell' OTTENERE DAI GOVERNI DI TURNO quello di cui il cittadino ha veramente bisogno, al di la' delle ideologie.
Punto 4.
Bisogna lavorare alla nascita di un cittadino italiano diverso, responsabile! Qui invece si continua a distrarre il popolo ad esempio con le "imprese" calcistiche, sempre in primo piano nella mente e negli interessi giornalieri di tantissimi elettori. E' una tecnica distraente collaudata sin dall'epoca romana: in particolare dopo la costruzione del colosseo...


I testi di alcune relazioni devono ancora pervenirci! Questo vale in particolare per numerosi interventi "LIBERI". Vedremo di raccoglierli e di presentarli su questa pagina appena possibile.
(a cura dell'Organizzazione del Convegno)






Dibattito sulle
mozioni al voto dell'assemblea
nel Convegno di
"La Politica alla Gente"
MILANO,   24 MAGGIO 2008 

Gli ultimi commenti e
il testo  CORRETTO  delle mozioni
(seconda versione)

ULTIMI COMMENTI E CRITICHE RICEVUTE
          ( inviare le osservazioni a: info@lapoliticaallagente.it )

Esprimo il mio parere contrario alla mozione numero 10 sul tesseramento: in quanto ritengo che chi intenda partecipare alle attivita' del gruppo non sia chiamato a doverlo fare a fronte del versamento di un corrispettivo in denaro ancorche' alla portata di ogni tasca.
Propongo, quindi, che sia lasciata alla libera iniziativa di ciascun aderente, simpatizzante etc. la decisione di versare o meno un contributo in favore dell'associazione senza che vigano condizionamenti, imposizione ne' obblighi di sorta, e senza che tale versamento maturi dei diritti!
Reputo inoltre che tale spirito permetta di differenziarci rispetto a tutti quei movimenti e/o organizzazioni politiche e non, che sostengono che il tesseramento rappresenti lo strumento di identificazione e di appartenenza ad un gruppo: poiche' sono convinto che quest'ultima si identifichi prevalentemente nella partecipazione intellettuale e operativa di ciascuno.
       [ Alessio Nesi   -    alessiosimone.nesi@virgilio.it    -    22 maggio 2008 ]

Di fronte all'insieme delle mozioni proposte, ecco come vedo le cose.
La prima possibilita': si "taglia la testa al toro", rinunciando a un'organizzazione accurata, quindi lasciando le cose come sono ora: ci sono i gruppi, e chi ha buona volonta' fa da collegamento. Ma si precluderebbe la via delle alleanze con altre aggregazioni: chi ci prenderebbe sul serio? Tra l'altro non siamo tanti, e i nostri gruppi non sono cosi' capillari da costituire un forza consistente.
La seconda possibilita': si puo' creare una compagine funzionale, che rispetti il gruppo, che possa farsi ascoltare dai moderatori ma che sia fortemente controbilanciata dal basso dei gruppi: come esposta, se qualcosa non va, a una sorta di sfiducia immediata!!
Facciamo un esempio: un insegnante mette la nota agli alunni ma i genitori tramite il preside possono diffidarlo. Osservate il giro:
alunni-->insegnante da' la nota-->gli alunni si lamentano-->i lamenti
arrivano ai genitori-->vanno dal preside-->il preside provvede
tutto per dire che, se si cadenzano bene le cose, le iniziative sono bilanciate: anzi 3/5 vengono dal basso (genitori e alunni).
Secondo me si sta per scegliere tra:
1) organizzarsi per contare anche tra i partiti e le associazioni
2) stare nel mezzo difendendo posizioni oltranziste di pura opposizione, cercando semplicemente di non lasciare la strada vecchia per la nuova....
Un consiglio; la verita' non sta sempre nel mezzo, "l'arciere alza il tiro per centrare il bersaglio".
       [ Armando Galluzzo   -    archrall@gmail.com    -    21 maggio 2008 ]

Ho qualcosa da dire sulla mozione 9a di Spelta.
E' bene che i gruppi di "La Politica alla Gente" abbiano persone di riferimento, ma ritengo sbagliato che queste persone vadano a formare una segreteria politica.
1.
La richiesta di mominare un Presidente o un Segretario con attorno una ristretta cerchia di collaboratori e' tipico di chi vuole fondare un partito. Piu' di una volta abbiamo affermato che questa non e' la nostra intenzione.
2.
Se l'assemblea approva la formazione di una segreteria politica, poi deve nominarla: sarebbero 5 persone con il compito di "stabilire le priorita' del movimento".
Ma quali saranno le "priorita' del movimento"? Puo' benissimo darsi che le priorita' care a questi 5 non siano affatto care alla maggioranza delle persone che fanno parte di "La Politica alla gente"... Votare una mozione che parla di "fissare le priorita'" e poi (inevitabilmente!) nominare subito dopo un gruppo di persone "paracadutate dall'alto", senza nemmeno sapere cosa intendono fare, significherebbe ripetere cio' che succede nei congressi di partito, dove la segreteria (gia' decisa nelle stanze del potere) viene semplicemente approvata per "acclamazione".
Secondo me, se passasse la mozione della "segreteria politica", allora CHIUNQUE sia presente al convegno deve potersi proporre o proporre un suo gruppo, indicando nel contempo le sue priorita': l'assemblea potra' cosi' scegliere il gruppo che maggiormente ne incarna le aspirazioni. Non regge la giustificazione che le persone starebbero comunque in carica per pochi mesi: bastano pochi mesi per fare disastri e rovinare il lavoro di decenni.
3.
Dati i tempi che corrono, uno degli elementi che ci caratterizza deve essere la gratuita'. Ma se istituiamo una segreteria politica con tanto di tesseramento "soci" cosi' da recuperare i fondi per mantenerla, andiamo contro la sensibilita' generale. Come pure nominando un "leader" attorniato da una squadra di fedelissimi che decidono cosa deve fare la gente a loro sottoposta, andiamo contro la ripulsa generale verso chiunque sia interessato a ricoprire cariche di potere.
Invece, se l'assemblea nomina un coordinamento di 4 o 5 persone alle quali spetta solo di aiutare i gruppi gia' formati ad andare avanti e a far si' che nuovi gruppi possano venire alla luce, le cose sono diverse.
Primo: "coordinare" i lavori e' cosa ben diversa da "dirigere" i lavori.
Secondo: un gruppo che coordina non ha la bisogno di pagare una sede da dove dettare i propri proclami, basta che si sentano spesso tra loro e con i mediatori degli altri gruppi.
Voglio inoltre mettere tutti in guardia da un possibile errore. Se passa la mozione 8, si nominano 9 persone per preparare lo Statuto. Se passa anche una delle due mozioni 9a o 9b, si nomina un gruppetto di 5 "saggi" per dirigere/coordinare i gruppi.
Allora bisogna prevedere una incompatibilita' tra i due compiti: non dobbiamo dare spazio ai tuttofare che vogliono contare solo loro...
       [ Clelio Fiorentini   -    clelio.fiorentini@hotmail.it    -    21 maggio 2008 ]

Ecco le mie osservazioni alle mozioni per il convegno del 24 maggio.
Sono d'accordo sul creare un ente riconosciuto, scrivere uno statuto e trovare forme di finanziamento. Nessuna organizzazione puo' farne a meno.
Non mi e' pero' chiaro l'obbiettivo finale di questa organizzazione.
Condivido che si e' creata una frattura tra i partiti e la gente, ma non su come superare questo.
In tutte le mozioni si cerca di favorire un ruolo decisionale o propositivo alla "gente", come se fosse possibile, senza imposizioni o manipolazioni dall'alto, ottenere su alcuni argomenti unanimita' di consensi. Quasi ci fosse una entita' unanime la "gente" e una frazionata che ci governa.
Io credo che la gente condivida per lo piu' una inadeguatezza della casta che ci governa, ma poi su qualunque argomento non possa trovare un accordo unanime. Direi per fortuna, non purtroppo, perche' per me democrazia vuol dire pluralita' e unanimita' vuol dire populismo o fascismo.
Gli obbiettivi dell'organizzazione di "Politica alla gente" che condividerei sarebbero:
1.  trovare il modo di aiutare i cittadini di qualunque idea politica a confrontarsi fattivamente con i partiti che li rappresentano;
2.  dare spazio a idee minoritarie o fuori della linea dei partiti;
3.  promuovere confronti di gruppi dove persone di idee diverse riescano a discutere di problemi pratici senza posizioni preconcette imparando a rispettarsi e ad ascoltarsi;
4.  se poi si trovano punti di accordo prevalente, anche non unanime: presentare proposte alle istituzioni o ai partiti con la forza di una organizzazione riconosciuta.
Sulla base di questi obbiettivi dovrebbe essere costruito lo statuto e l'organizzazione del movimento.
Grazie dell'attenzione e arrivederci
       [ Carlo Alberto Longo   -    carloalbertolongo@virgilio.it    -    18 maggio 2008 ]

"La Politica alla Gente" e' nata dall'intuizione che, prima delle differenze tra le idee politiche intese come "ideali" e "immagini della societa'" che ognuno vorrebbe, vengono le elementari esigenze di una corretta amministrazione. I servizi fondamentali per la collettivita': scuola, casa, sanita', lavoro, giustizia, sicurezza ecc. vanno anzitutto gestiti seriamente, poi si potra' discutere se orientarli secondo certe idee o certe altre.
Abbiamo pensano che nell'attuale "disastro Italia" i cittadini siano capaci di accordarsi con semplicita' sulle questioni essenziali, lasciando per il momento da parte le divergenze "ideologiche": non perche' non abbiano senso, ma perche' oggi l'urgenza in Italia e' quella della serieta', di stabilire una base minima perche' si possa "cominciare a parlarne"!
L'Italia e' da anni avviata al disastro, ma non crediamo che il destino della "gente" debba per forza essere quello dei capponi di Renzo. L'esperienza di due anni di dibattiti nei quartieri, assieme a cittadini di opposte idee politiche ma sempre disponibili a trovare posizioni unitarie, ci conforta in questa convinzione.
       [ a cura di Sem Prandoni   -    sem@cilea.it ]


PRESENTAZIONE
Prosegue l' "esercizio di democrazia" !!!
Ripetiamo quanto detto: ai problemi che stiamo affrontando, ci impegnamo a dare una soluzione a nome di tutti e non solo nostro. Per questo continuiamo a coinvolgervi... chiedendo le vostre osservazioni su questa nuova versione delle mozioni per il Convegno del 24 maggio.
La nuova presentazione rispetta le intenzioni di chi ha proposto le singole mozioni e nel contempo tiene conto delle indicazioni che alcuni di voi ci hanno inviato.
Ricordiamo che, alle mozioni 8. e 9., si "fronteggiano" due proposte per la nostra organizzazione che deve nascere.
1.  Costituire un ente riconosciuto; scriverne lo statuto, originale negli scopi ma per il resto simile agli statuti in uso corrente.
2.  Permetterci solo un coordinamento leggero, costituito da persone al "servizio" di tutti e che evitino di prendere decisioni obbliganti per altri.
Ci state a discuterne con noi, e ad inviarci le vostre osservazioni nei prossimi giorni?  Fino alla vigilia del convegno, le passeremo a chi ha scritto ogni mozione, invitandolo a tenerne conto.
Aspettiamo nuovi contributi.
Grazie!
          ( inviare le osservazioni a: info@lapoliticaallagente.it )


I NUOVI TESTI DELLE MOZIONI

Mozione 1.
"La Politica alla Gente", in tutte le strutture che si vorra' dare e in ogni suo membro, continui ad operare con un solo fine: restituire al cittadino la piena capacita' e possibilita' di svolgere compiutamente il suo ruolo civico, e quindi di prepararsi ad assumere decisioni e responsabilita'. E lo faccia attraverso i suoi gruppi di quartiere e di localita', di cui si auspica il consolidamento; come pure si auspica la costituzione di nuovi gruppi.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini - Spelta)
Mozione 2.
L'Assemblea del Convegno di "La Politica alla Gente", sentite le relazioni dedicate ai due anni di esperienza della "fabbrica del programma" di un governo come lo vorrebbero i cittadini, ritiene di:
a) approvare l'attivita' di "fabbrica del programma" e disporre che venga certificata come attivita' standard che fa parte di quelle consigliate ai gruppi di "La Politica alla Gente", in particolare ai nuovi che si aprono;
b) affidare a una commissione di volontari, provenienti dai gruppi che hanno sperimentato la "fabbrica del programma" nei primi mesi del 2008 sia con risultati positivi che con risultati negativi, la scrittura di un breve "prontuario", che dia indicazioni precise a qualunque gruppo voglia svolgere questa attivita'; prontuario da completare entro il 15 giugno 2008;
c) accettare - anzi favorire - proposte di fondare nuovi gruppi, anche lontano da Milano.
(a cura di Sem Prandoni)

Tenuto conto che:
1) il lavoro di un gruppo deve essere finalizzato ad uno scopo preciso, altrimenti la partecipazione rischia di essere poco convinta e responsabile;
2) presentare regolarmente le proprie richieste ai partiti instaura una "prassi corretta" nei rapporti tra cittadini e istituzioni;
... Mozione 3
SI CHIEDE CHE
la tradizionale attivita' denominata "Fabbrica del Programma" preveda la possibilita' - vivamente raccomandata! - di inviare ai segretari cittadini di tutti i partiti politici (o alle autorita' cui spettano le decisioni al riguardo) il documento finale elaborato dal gruppo, una volta rivisto dai partecipanti e previo consenso unanime degli stessi. Il documento in questione dovra' essere accompagnato da una lettera scritta firmata da tutti i membri, in cui verra' chiesto all'istituzione interpellata di fare propri i provvedimenti previsti dal documento o di motivarne il rifiuto.
ARGOMENTAZIONE A FAVORE
Una prassi simile all'inizio non portera' certamente frutti, ma contribuira' a formare un terreno su cui far crescere la cittadinanza responsabile.
(a cura di Sergio Massimi)
... Mozione 4
SI CHIEDE CHE
la tradizionale attivita' denominata Fabbrica del Programma sia portata avanti come segue.
A quello che e' finora stato il documento finale elaborato dal gruppo deve seguire la redazione di una proposta di legge che punti al raggiungimento dei punti programmatici indicati nel documento.
Tale proposta di legge dovra' venire trasmessa a tutti i gruppi affinche' la discutano e propongano eventuali modifiche. Spettera' poi a chi e' incaricato del coordinamento promuovere la costituzione di un'opportuna commissione che riassuma tutte le modifiche in unico testo di legge, che dovra' poi essere votato (anche tramite Internet) da tutti i membri del movimento. Una volta che la proposta di legge sara' stata approvata dalla maggioranza dei gruppi, si procedera' alla raccolta di firme necessarie per poterla inviare direttamente al Parlamento.
In una prima fase, si propone ai gruppi con maggiore esperienza d'iniziare a sperimentare questo nuovo metodo incominciando a redigere le proposte di legge che recepiscano gli obiettivi proposti nei loro documenti finali.
... Mozione 4a
"La Politica alla Gente", al fine di ottenere presto dei risultati concreti, cerca l'aiuto di gruppi a lei vicini e strutturalmente piu' numerosi e organizzati, ad esempio i grillini; collaborando con essi per redarre le proposte e raccogliere le firme necessarie alla presentazione in Parlamento.
ARGOMENTAZIONE A FAVORE
La presente mozione aspira al raggiungimento di un traguardo ambizioso. Non e' infatti pensabile, per ogni proposta prodotta dai gruppi, che si raccolgano le 50.000 firme richieste per presentare la relativa proposta di legge: ci vorrebbe un'enorme organizzazione con gli alti costi.
L'obiettivo finale e' quello che si arrivi davvero a restituire la politica ai cittadini: cioe' che si riescano a far crescere i gruppi che elaborano le proposte fino a raggiungere il numero di 50.000 estensori, e non semplici firmatari!
Finora le pochissime proposte di legge d'iniziativa popolare presentate in Parlamento non sono mai giunte sui banchi della Camera o del Senato perche' non sono mai state poste all'ordine del giorno: 50.000 firme non sono in grado d'impensierire chi ci governa. Ben diversa cosa sarebbe una legge redatta da 50.000 o piu' estensori che possono riproporla a pie' sospinto: l'insieme di queste persone diventerebbe un gruppo di pressione simile a quelli gia' esistenti in Germania, assai piu' temuto dai partiti oggi esistenti perche' capace di "inondare" il Parlamento di proposte, determinando una vera e propria "rivoluzione" dell'intero sistema politico sospinta dal senso civico.
Finalmente il Parlamento si sentirebbe addosso "il fiato sul collo degli Italiani", con una forte spinta ad operare nell'interesse dei cittadini e non piu' nel proprio.
(a cura di Clelio Fiorentini)
Mozione 5
Allo scopo di sperimentare la collaborazione tra i gruppi e verificare gli eventuali frutti positivi che potrebbero scaturirne, si invitano vivamente i gruppi di quartiere a interagire tra loro, scambiarsi le esperienze e lavorare a progetti comuni.
Mozione 6
L'assemblea del Convegno lancia un appello ai gruppi con piu' esperienza, affinche' inizino a tradurre il loro lavoro (che e' stato fin qui di formazione) in un approccio sistematico alle realta' locali, anzitutto per conoscere i problemi e le risorse del territorio. anzitutto per capire i problemi e le risorse del territorio.
Mozione 7
L'assemblea del Convegno lancia un appello a volontari che si offrano per valorizzare, nel nostro sito Internet, la parte che dovrebbe essere fondamentale: ovvero la descrizione della vita dei singoli gruppi (gia' oggi prevista alla voce "Notizie dai Gruppi"), con l'ausilio di fotografie, ecc.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
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Mozione 8
L'assemblea di questo convegno, riunito in data 24.5.08 a Milano, delibera che il movimento "La Politica alla Gente" compia tutti i passi necessari per costituirsi in un ente riconosciuto, a partire dall'adozione di uno statuto e dal deposito di nome e simbolo.
A tal fine approva la costituzione di una commissione formata da max 9 persone che avra' il compito di redigere una proposta di statuto, da sottoporre alla prossima assemblea del movimento, che va convocata entro e non oltre la fine di novembre 2008.
(se approvata: viene proposta e nominata la commissione)
(a cura di Marco Spelta)
Mozione 9a.        punto di vista (1)
L'assemblea di questo convegno nomina una segreteria politica composta da max 5 persone, per stabilire le priorita' del movimento. Restera' in carica fino alla prossima assemblea generale, da tenere entro il novembre '08.
(se approvata: viene proposta e nominata la segreteria)
(a cura di Marco Spelta)
Mozione 9b        punto di vista (2)
L'assemblea di questo convegno affida il movimento "La Politica alla Gente" a un gruppo di 3-4 persone animate da un unico SPIRITO, con un ruolo esclusivamente di coordinamento e non direttivo. Resteranno in carica fino alla prossima assemblea generale, da tenere entro il novembre '08. Sara' loro cura evitare che i cittadini che partecipano ai gruppi di quartiere e localita' subiscano imposizioni dall'alto: come invece succede in tutte le organizzazioni che adottano le forme dell'attuale sistema rappresentativo in crisi.
( se approvata: viene proposto e nominato il gruppo di coordinamento, e vengono ammesse al voto le mozioni seguenti, 9b.1 e 9b.2 )
Mozione 9b.1        punto di vista (2)
Al gruppo di coordinamento del movimento spetteranno le seguenti funzioni:
a) curare che ogni gruppo abbia un moderatore adeguato;
b) affiancare i gruppi fornendo loro consigli e valorizzando il lavoro da loro svolto basandosi sulle indicazioni fornite dagli stessi;
c) trovare i modi per sostenere chi vuole formare nuovi gruppi;
d) tenere le fila delle diverse attivita' in corso, divulgando info, preparando meeting nei quartieri e delegando chi dovra' estendere "La Politica alla Gente" fuori Milano.
Mozione 9b.2        punto di vista (2)
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che dia mandato a chi lo scrivera' di conformarsi, oltre che alle indicazioni adottate costituendo il gruppo di coordinamento, anche ai seguenti principi.
1) Gratuita': nessuno deve "guadagnarci", men che meno chi assume qualche responsabilita'.
2) Rispetto: sia incoraggiato il rispetto piu' pieno di tutti i membri del gruppo, evitando strutture in cui il cittadino piu' "acculturato" e "ciarliero" possa prevalere sugli altri; e il rispetto delle leggi vigenti.
3) No al verticismo: al centro di La Politica alla Gente non ci deve essere un direttivo che decide, bensi' i gruppi di quartiere. Le decisioni spettano a loro, chi coordina e' al loro servizio.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)
Mozione 10.
L'assemblea di questo convegno delibera che a partire dal mese di settembre 2008 si dia il via libera al Tesseramento a "La Politica alla Gente" per la stagione 2008-2009.
Ogni iscritto dovra' corrispondere una quota associativa il cui importo sara' stabilito da questa stessa assemblea.
La tessera da' il diritto di voto per tutte le decisioni che il movimento assume nelle sue assemblee ordinarie e straordinarie, in particolare riguardanti tutte le attivita' che il movimento organizza.
(a cura di Marco Spelta)
Mozione 11.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che la proposta di statuto venga discussa sul sito di LPaG e per posta elettronica con tutti i partecipanti al presente convegno che si suppongono interessati, e in generale con chi partecipa al 'movimento'.
A tal fine, una prima bozza di proposta deve essere disponibile alla "circolazione" un mese e mezzo prima della data dell'assemblea di novembre.
Mozione 12.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che lo Statuto sia provvisorio. Una successiva assemblea lo amendera' e decidera' di depositarlo.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)


(FINE)
        a cura dell'Organizzazione del Convegno
( inviare le osservazioni a: info@lapoliticaallagente.it )
17 maggio 2008



        a cura dell'Organizzazione del Convegno

Primi commenti alle mozioni

Ecco le mie osservazioni. Non sono d'accordo con la proposta tradizionale. L'idea di: tesseramento, statuto, organi che decidono e quant'altro possa assomigliare alla costituzione di un partito mi sembra in contrasto con le idee e le motivazioni fino ad ora perseguite. Ci siamo sempre vantati della nostra apartiticita' e non mi sembra il caso di abbandonarla proprio ora che i veri partiti proliferano a dismisura. Per quanto riguarda la sperimentazione, che mi sembra piu' opinabile, penso che ormai di sperimentazione vera non possiamo piu' parlare per cui si potrebbe cercare una sintesi tra le due proposte: va bene uno statuto "leggero", va bene una associazione a quota minima, va bene renderci "pubblici" ma qui ci si deve fermare. Ci siamo e ci facciamo vedere, ma le decisioni si rimandano all'assemblea e il nostro compito finale e' pur sempre l'educazione alla politica perche non vogliamo essere un "partito rigido" e se vogliamo fare politica ci iscriviamo dove vogliamo; cosi' potremo anche meglio essere il "seme" di una buona educazione politica per tutti quelli con cui avremo a che fare. Ne riparliamo e a presto. Maria Grazia
       [ Maria Grazia Calderaro   -    chicco.calderaro@alice.it    -    13 maggio 2008 ]

L'idea fondante, quella delle discussioni aperte indipendentemente da specifiche posizioni politiche o ideologiche, e' certamente valida e interessante.
Detto questo io diffido dall'assemblearismo e della discussione permanente. Si definisca un gruppo dirigente e lo si lasci dirigere, visto che le premesse sono condivise.
Il gruppo dovra' mettere in atto una organizzazione precisa con una linea che non voglio chiamare politica ma di comportamento. Se La Politica alla Gente deve avere una qualche incidenza nel sociale deve anche essere costituita come organizzazione.
Poche parole caro Sem ma spero chiare.
       [ Lucio Ferri   -    lucio.ferri@tiscali.it    -    13 maggio 2008 ]

Ho letto le mozioni presentate per il Convegno. Il testo che piu' mi convince di piu' e' quello B: il punto di vista (2). Nella mozione 3. Sezione 2: L'organizzazione, mi lasciano leggermente perplesso i punti Gratuita' e Rispetto.
Per quanto concerne la finalizzazione della "Fabbrica del Programma", credo che nella mozione 1 non debba essere lasciata al singolo gruppo la iniziativa delle richieste ai partiti, ma che questa si debba concordare insieme ad altri gruppi. Sulla Mozione 2 arrivare ad una proposta di legge mi sembra un traguardo troppo ambizioso (fare solo proposte ai partiti mi sembra piu' semplice e sensato per avere un obbiettivo raggiungibile). Ciao
       [ Gianfranco Caimmi   -    caimmifava@alice.it    -    13 maggio 2008 ]

Grande Sem, finalmente c'e' un gruppo non partitico che inizia a parlare seriamente di democrazia dal basso (la stessa cosa la stiamo facendo noi dei meetup dei grilli in Italia). Se non ci saranno impedimenti ci vediamo sabato 24 maggio. ciao
       [ Luciano Luca Pasetti   -    lucianoluca.pasetti@libero.it    -    12 maggio 2008 ]

A.
Anzitutto bisogna evitare di presentare all'assemblea proposte che si contraddicano.
Quindi se una mozione contiene parti compatibili con le altre mozioni e parti non compatibili, bisogna verificare se queste ultime sono essenziali oppure se possono essere eliminate.
Nel caso non possano essere eliminate, bisogna scorporare la mozione.
In generale, se non si possono evitare posizioni contrapposte, e' bene limitare l'oggetto del contendere con precisione: in questo modo l'assemblea potra' prendere posizione piu' facilmente. In alcuni casi dopo lo scorporo si scopre che le parti rimaste di due mozioni sono piu' o meno uguali. Si evitano cosi' anche tante ripetizioni, evidenti nel testo delle mozioni che avete presentato.
B.
In generale, e' bene evitare che una mozione presenti nel suo corpo proposte troppo disparate.
Anche questo aiuta l'assemblea a capire cosa le viene chiesto e ad esprimersi nel merito.
Ed evita che due mozioni contengano parti rilevanti identiche.
C.
Soprattutto, e' importante che si proceda con una sequenza logica di proposte.
- Se volete proporre la stesura di uno statuto da registrare presso un notaio (e mi sembra che non ci siano opposizioni assolute a questa proposta), partite con una mozione che chiede semplicemente quello.
- Poi segue, logicamente, la nomina della commissione incaricata di redigerlo.
- Poi c'e' la proposta di nominare una segreteria politica e, opposta ad essa, quella di un semplice coordinamento ("no al verticismo").   N.B.: va sempre precisata la lunghezza del mandato.
- Quindi viene nominata la segreteria o il coordinamento, in base ai risultati del voto precedente.
- Infine si propone il tesseramento, sull'opportunita' del quale ci sono chiaramente posizioni differenti.
- E infine si decidono le modalita' e i tempi per l'entrata in vigore dello statuto.
D.
Un'altra osservazione che mi sembra importante.
Le mozioni della terza parte, sull'approvazione del lavoro fatto e sui suoi sbocchi, dovrebbero essere discusse PRIMA delle mozioni sull'organizzazione.
Far votare l'assemblea sulle attivita' fatte e da fare, darebbe un impulso alla votazione delle mozioni che riguardano l'organizzazione utile per svolgere meglio tali attivita'.
E.
Una piccola nota riguardo alla lunghissima mozione 2 della sezione "Finalizzare il programma".
Ad un certo punto viene proposta la collaborazione con altri movimenti e in generale con gruppi esterni che abbiano finalita' simili a quelle di "La Politica alla Gente".
Di solito questa e' una questione importante e delicata, e andrebbe votata a parte.
(ho allegato il testo originale con le mie correzioni; ho evidenziato le posizioni contrapposte e le ripetizioni)
      [ redazionale, in seguito a conversazione con Armando Galluzzo
    (Sordio LO), studente di Scienze Politiche    
      archrall@gmail.com    -    14 marzo 2008   ]
La stesura mi sembra precisa e coerente, ottima!!!
Al piu' presto penso di mandarti anche una tabella excel dettagliata, ieri sera mentre la scrivevo la tabella ho notato anche i legami indiretti delle mozioni cioe', ad es., un eventuale coordinamento politico o le semplici pressioni, i meeting e tutto non si puo' fare senza un tesseramento o comunque senza un largo auto finanziamento (il primo caso prevede una mozione contraria, come puoi leggere nelle mozioni, invece nel secondo caso di finanziamento senza una predisposizione ad un LARGO autofinanziamento si rischia di dividersi).
       [ Armando Galluzzo   -    archrall@gmail.com    -    15 maggio 2008 ]

        a cura dell'Organizzazione del Convegno

Il testo delle mozioni - prima versione

PRESENTAZIONE
Cari amici che avete la pazienza di seguirci in questo "esercizio di democrazia",
alcuni di voi si domanderanno certo: ma perche' queste cose le decidono in pubblico? Perche' non se le risolvono tra di loro? In fondo, sono loro problemi...
Ebbene, dal momento in cui ci chiamiamo - e vogliamo essere - "la politica restituita alla gente",  ci impegnamo a vivere nel nostro movimento i problemi che si pongono tutte le persone sensibili all'impegno civico.
E quindi ci impegnamo a darvi una soluzione a nome di tutti e non solo nostro.
Per questo e' del tutto naturale che anche persone che ci conoscano sommariamente possano - se lo vogliono - decidere assieme a noi.
Ma siccome la teoria e' bella ma in pratica bisogna sapere cosa si vota, ecco il motivo di questa presentazione di tutte le mozioni in pubblico e in anticipo, sul presente sito e attraverso gli scambi di posta elettronica.
(E al telefono, per i "non informatizzati"!)
Ci sono questioni aperte.
Volentieri le affrontiamo assieme a voi.
Per "andar giu' in soldoni", come si suole dire, si "fronteggiano" due proposte per la nostra organizzazione che deve nascere.
1.  Una proposta tradizionale.
Costituire un ente riconosciuto; scriverne lo statuto, originale negli scopi ma per il resto simile agli statuti in uso corrente.
La fase "sperimentale" e' durata abbastanza (due anni). Ora, se si vuole andare lontano, bisogna affrontare problemi tradizionali: chi prende le decisioni, come finanziarsi, ecc.
2.  Continuare a sperimentare.
Permetterci solo un coordinamento leggero, costituito da persone al "servizio" di tutti e che evitino di prendere decisioni obbliganti per altri.
Finche' non troviamo davvero un'uscita dal tunnel in cui si e' infilata da tempo la nostra politica, uno statuto "fisso" limiterebbe la libera ricerca.  A meno di "mettere i puntini sulle i..."
Ci state a discuterne con noi, e ad inviarci le vostre osservazioni (anche distruttive!...) nei prossimi giorni?  Le passeremo a chi ha scritto ogni mozione, invitandolo a tenerne conto.
Grazie!
          ( inviare le osservazioni a: info@lapoliticaallagente.it )


I TESTI DELLE MOZIONI


A.  Il punto di vista (1)
Mozione 1.
Il movimento "La Politica alla Gente" deve innanzitutto registrarsi presso un notaio e depositare nome e simbolo.
A tal fine, si propone che l'assemblea di questo convegno, riunito in data 24.5.08 a Milano, nomini una segreteria politica composta da max 5 persone, per stabilire le priorita' del movimento. Inoltre, approvi la costituzione di una commissione formata da max 9 persone che avra' il compito di redigere una proposta di statuto, da sottoporre alla prossima assemblea del movimento, che va convocata entro e non oltre la fine di novembre 2008.
L'assemblea del convegno inoltre sostiene la prosecuzione dei gruppi di quartiere e auspica la costituzione di nuovi gruppi.
Mozione 2.
L'assemblea di questo convegno delibera che a partire dal mese di settembre 2008 si dia il via libera al Tesseramento a "La Politica alla Gente" per la stagione 2008-2009.
Ogni iscritto dovra' corrispondere una quota associativa il cui importo sara' stabilito da questa stessa assemblea.
La tessera da' il diritto di voto per tutte le decisioni che il movimento assume nelle sue assemblee ordinarie e straordinarie, in particolare riguardanti tutte le attivita' che il movimento organizza.
(a cura di Marco Spelta)

B.  Il punto di vista (2)       

Sezione 1: I principi
Mozione 1 -  (ovvero le "esigenze" da non disattendere)
Chiediamo che "La Politica alla Gente", in tutte le strutture che si vorra' dare e in ogni suo membro, continui ad operare con un solo fine: restituire al cittadino la piena capacita' e possibilita' di svolgere compiutamente il suo ruolo civico. Vogliamo che i cittadini possano prepararsi ad assumere decisioni e responsabilita' senza subire imposizioni dall'alto, come invece succede in tutte le organizzazioni che adottano le forme dell'attuale sistema rappresentativo in crisi.
Mozione 2 -  (ovvero sul ruolo centrale dei gruppi di quartiere e localita')
Cuore pulsante de "La Politica alla Gente" sono i gruppi di quartiere e di localita' che la compongono, all'interno dei quali i cittadini si formano all'attivita' civica per il raggiungimento del bene comune.

Sezione 2: L'organizzazione
Mozione 1.
Il convegno nomina, fino alla prossima assemblea generale, da tenere indicativamente nel novembre '08, un gruppo di coordinamento composto da 3-4 persone animate da un unico SPIRITO, alle quali spetteranno le seguenti funzioni: a) curare che ogni gruppo abbia un moderatore adeguato;
b) affiancare i gruppi fornendo loro consigli e valorizzando il lavoro da loro svolto basandosi sulle indicazioni fornite dagli stessi;
c) trovare i modi per sostenere chi vuole formare nuovi gruppi;
d) tenere le fila delle diverse attivita' in corso, divulgando info, preparando meeting nei quartieri e delegando chi dovra' estendere "La Politica alla Gente" fuori Milano.
Mozione 2.
Allo scopo di sperimentare la collaborazione tra i gruppi e verificare cosi' gli eventuali frutti positivi che potrebbero scaturirne, si invitano vivamente i gruppi di quartiere a interagire tra loro, scambiarsi le esperienze e lavorare a progetti comuni.
Mozione 3.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che dia mandato a chi lo scrivera' di fondarlo sui seguenti principi:
1) Si garantisca in ogni modo che il cittadino possa liberamente prepararsi ad assumere decisioni e responsabilita' senza subire imposizioni dall'alto, come invece succede in tutte le organizzazioni che adottano le forme dell'attuale sistema rappresentativo in crisi.
2) Gratuita': nessuno deve "guadagnarci", men che meno chi assume qualche responsabilita'.
3) Rispetto: sia incoraggiato il rispetto piu' pieno di tutti i membri del gruppo, evitando strutture in cui il cittadino piu' "acculturato" e "ciarliero" possa prevalere sugli altri; e il rispetto delle leggi vigenti.
4) No al verticismo: al centro di La Politica alla Gente non ci deve essere un direttivo che decide, bensi' i gruppi di quartiere. Le decisioni spettano a loro, il coordinamento e' al loro servizio.
Mozione 4.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che la proposta di statuto venga discussa sul sito di LPaG e per posta elettronica con tutti i partecipanti al presente convegno che si suppongono interessati, e in generale con chi partecipa al 'movimento'.
A tal fine, una prima bozza di proposta deve essere disponibile alla "circolazione" un mese e mezzo prima della data dell'assemblea di novembre.
Mozione 5.
NEL CASO L'ASSEMBLEA DEL CONVEGNO DECIDA DI DOTARE "La Politica alla Gente" DI UNO STATUTO, si chiede che lo Statuto, una volta approvato dall'assemblea di novembre, non sia subito depositato, ma "provato" per sei mesi. Una successiva assemblea lo amendera' e decidera' di depositarlo.
(le sette mozioni sono a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)


C.  Altre mozioni

La validazione della "Fabbrica del Programma"
Mozione
L'Assemblea del Convegno di "La Politica alla Gente", sentite le relazioni dedicate ai due anni di esperienza della "fabbrica del programma" di un governo come lo vorrebbero i cittadini, ritiene di:
a) approvare l'attivita' di "fabbrica del programma" e disporre che venga certificata come attivita' standard che fa parte di quelle consigliate ai gruppi di "La Politica alla Gente", in particolare ai nuovi che si aprono;
b) affidare a una commissione di volontari, provenienti dai gruppi che hanno sperimentato la "fabbrica del programma" nei primi mesi del 2008 sia con risultati positivi che con risultati negativi, la scrittura di un breve "prontuario", che dia indicazioni precise a qualunque gruppo voglia svolgere questa attivita'; prontuario da completare entro il 15 giugno 2008;
c) accettare - anzi favorire - proposte di fondare nuovi gruppi, anche lontano da Milano.
(a cura di Sem Prandoni)

Finalizzare la "Fabbrica del Programma"
Mozione 1.
Tenuto conto che:
1) il lavoro di un gruppo deve essere finalizzato ad uno scopo preciso, altrimenti la partecipazione rischia di essere poco convinta e responsabile;
2) presentare regolarmente le proprie richieste ai partiti instaura una "prassi corretta" nei rapporti tra cittadini e istituzioni;
SI CHIEDE CHE
la tradizionale attivita' denominata "Fabbrica del Programma" preveda la possibilita' - vivamente raccomandata! - di inviare ai segretari cittadini di tutti i partiti politici (o, se possibile, alle istanze cui spettano le decisioni al riguardo) il documento finale elaborato dal gruppo, una volta rivisto dai partecipanti e previo consenso unanime degli stessi. Il documento in questione dovra' essere accompagnato da una lettera scritta firmata da tutti i membri, in cui verra' chiesto ai rappresentanti delle forze politiche interpellati di fare propri i provvedimenti previsti dal documento o di motivarne il rifiuto."
ARGOMENTAZIONE A FAVORE
Una prassi simile all'inizio non portera' certamente frutti, ma contribuira' a formare un terreno su cui far crescere la cittadinanza responsabile.
(a cura di Sergio Massimi)

Mozione 2.    (armatevi di coraggio: non finisce mai!)
Tenuto conto che:
a) il lavoro finora svolto all'interno dei gruppi serve ai cittadini perche' imparano a lavorare assieme per raggiungere l'obiettivo comune di restituire la politica alla gente;
b) e' precisa richiesta dei cittadini che all'interno dei nostri gruppi hanno lavorato alla "Fabbrica del Programma" trovare delle forme d'azione concrete che possano portare al raggiungimento dell'obiettivo che ci si e' posti, altrimenti la partecipazione rischia di essere poco convinta e responsabile;
c) e' necessario instaurare una prassi corretta nei rapporti tra cittadini ed istituzioni per contribuire a formare un terreno su cui far crescere la cittadinanza responsabile;
d) presentare le proprie richieste ai vari partiti per fare in modo che facciano propri i provvedimenti previsti dai documenti finali elaborati dai gruppi e' una prassi corretta ma che rischia di non portare ad alcun risultato concreto, perche' questi ultimi non sono affatto affidabili;
e) la Costituzione prevede nella gerarchia delle fonti normative non soltanto il Parlamento o il Governo (e quindi i membri dei partiti politici che siedono alla Camera, al Senato o a Palazzo Chigi) ma anche tutti i cittadini mediante proposte di legge d'iniziativa popolare supportate da almeno 50.000 firme di sottoscrittori della stessa;
C H I E D I A M O
che la tradizionale attivita' denominata Fabbrica del Programma debba proseguire come segue.
A quello che e' finora stato il documento finale elaborato dal gruppo deve seguire la redazione di una proposta di legge che punti al raggiungimento dei punti programmatici indicati nel documento finale.
Tale proposta di legge dovra' venire trasmessa a tutti i gruppi affinche' la discutano e propongano eventuali modifiche. Spettera' poi alla commissione coordinamento riassumere tutte le modifiche in unico testo di legge che dovra' poi essere votato (anche tramite internet) da tutti i membri del nostro Movimento. Una volta che questa proposta di legge sara' stata approvata dalla maggioranza dei gruppi, si procedera' alla raccolta di firme necessarie per poterla inviare direttamente al Parlamento in modo che possa porla all'ordine del giorno e pronunciarsi su di essa: in tal modo non dovremo aspettare, come finora si e' fatto, che sia chi ci governa a risolverci i problemi ma forniremo noi le soluzioni per farlo.
In questa prima fase, si propone ai gruppi con maggiore esperienza d'iniziare a sperimentare questo nuovo metodo incominciando a redigere le proposte di legge che recepiscano gli obiettivi proposti nei loro documenti finali.
Nell'attesa che il nostro Movimento raggiunga un cosi' elevato numero di membri, al fine di ottenere subito dei risultati concreti, si potra' richiedere l'aiuto di gruppi a noi vicini e strutturalmente piu' numerosi e organizzati, come ad esempio i grillini, di fare loro le nostre proposte di legge (anche partecipando alla loro redazione seguendo il metodo da noi proposto) e demandando a loro il compito di raccogliere le firme necessarie a presentare tali proposte in Parlamento.

ARGOMENTAZIONE A FAVORE DELLA MOZIONE
La presente mozione aspira al raggiungimento di un traguardo ambizioso, che non e' quello di riuscire a raccogliere per ogni nostra proposta di legge le 50.000 firme richieste per presentare cosi' il nostro programma (dato anche l'enorme organizzazione e gli alti costi che una simile operazione richiederebbe di volta in volta).
L'obiettivo finale e' quello che si propone il nostro Movimento e cioe', restituire la politica ai cittadini passando attraverso il risveglio delle coscienze degli Italiani stessi: riuscire a far crescere i nostri gruppi fino a raggiungere (e perche' no, superare) il numero di 50.000 estensori e' uno strumento per arrivare a questo risultato.
Finora le pochissime proposte di legge d'iniziativa popolare presentate in Parlamento non sono mai giunte sui banchi della Camera o del Senato perche' non sono mai state poste all'ordine del giorno, decadendo per decorrenza dei termini previsti e rendendo cosi' vani gli sforzi di chi si era occupato di raccogliere le firme a sostegno delle stesse.
Questo e' potuto succedere perche' una legge scritta da pochi e supportata da sole 50.000 firme non e' mai stata in grado d' impensierire chi ci governa, mentre ben diversa cosa sarebbe una legge redatta da 50.000 o piu' estensori che possono riproporla a pie' sospinto: l'insieme di queste persone diventerebbe un gruppo di pressione simile a quelli gia' esistenti in Germania, assai piu' temuto dai partiti oggi esistenti perche' capace di "inondare" il Parlamento di proposte, determinando una vera e propria "rivoluzione" dell'intero sistema politico sospinta dal senso civico.
Un qualsiasi Parlamento, indipendentemente da che colore abbia maggioranza in seno ad esso, una volta sommerso da proposte di legge, non potra' piu' esimersi dal prenderle in considerazione perche' supportate dal consenso di un'ampissima fetta della popolazione, determinando, nel lungo periodo, un miglioramento del modo stesso di fare politica: infatti, se i partiti che siedono in Parlamento cominceranno a sentirsi addosso "il fiato sul collo degli Italiani", saranno cosi' costretti ad operare veramente nell'interesse dei cittadini e non piu' nel proprio.
(a cura di Clelio Fiorentini)

Stimolare l'iniziativa dei singoli gruppi

Mozione 1
L'assemblea del Convegno lancia un appello ai gruppi con piu' esperienza, affinche' inizino a tradurre il loro lavoro (che e' stato fin qui di formazione) in un approccio sistematico alle realta' locali, anzitutto per capire i problemi e le risorse del territorio.
Mozione 2
L'assemblea del Convegno lancia un appello a volontari che si offrano per valorizzare, nel nostro sito Internet, la parte che dovrebbe essere fondamentale: ovvero la descrizione della vita dei singoli gruppi (gia' oggi prevista alla voce "Notizie dai Gruppi"), con l'ausilio di fotografie, ecc.
(a cura di Lorenzelli - Bertini - Fiorentini)


(FINE)
        a cura dell'Organizzazione del Convegno
( inviare le osservazioni a: info@lapoliticaallagente.it )
8 maggio 2008



Programma del
SECONDO CONVEGNO MILANESE
DEI GRUPPI DI QUARTIERE DI
LA POLITICA ALLA GENTE

SABATO  24 MAGGIO 2008    ORE 15.00 - 19.00
SALONE PIO XII - VIA S.ANTONIO 5  MILANO
(via S.Antonio collega via Larga con via Festa del Perdono)

ore 14.30: registrazione e incontro tra i gruppi di quartiere
ore 15: benvenuto e introduzione ai lavori (Selvaggio Vincenzo)

ore 15.15: relazioni invitate
SEZIONE 1 : RIPARTIRE DALLA GENTE
Mura Ignazio :        La gente: le sue necessita' - le sue idee - la sua forza
            ( "La Politica alla Gente" Corvetto-Bonomelli)
Tomassini Corrado :          Anzitutto, e' necessario capire
Scotti Claudio :          Il capitale sociale
Vitrani Giuseppe :          Paese e politica
            ( "La Politica alla Gente" Cassina de' Pecchi)
Lorenzelli Lorenzo :          Il nuovo
            ( "La Politica alla Gente" Barona Sud)
Calderaro Maria Grazia :        L'educazione alla analisi politica dei problemi
            ( "La Politica alla Gente" Barona Nord)
Pozzati Ottavia :           Cinque anni per crescere
            ( "La Politica alla Gente" Turro)
Arturo Cavazzina :          Dalla parte degli spremuti
            ( "La Politica alla Gente" Mac Mahon)

SEZIONE 2 : VALIDARE IL LAVORO DEI GRUPPI DI QUARTIERE
Prandoni Sem :        Perche' chiedere la validazione del lavoro fatto
            ( "La Politica alla Gente" Intergruppo)
Blasi Mauro :          Come far funzionare un gruppo
            ( "La Politica alla Gente" Barona Sud)
Caimmi Gianfranco :          Motivazioni e obiettivi
            ( "La Politica alla Gente" Precotto)
Fiorentini Clelio :          Perche' alcuni gruppi nemmeno iniziano
            ( "La Politica alla Gente" Casoretto)

SEZIONE 3 : ORGANIZZARSI - L'ESEMPIO DI "LA POLITICA ALLA GENTE"
Spelta Marco :         Regole certe per crescere
            ( "La Politica alla Gente" Mac Mahon)
Bertini Bruno :          Organizzarci ma restare noi stessi
            ( "La Politica alla Gente" Corvetto-Bonomelli)
Pasquariello Domenico :         Adesso vogliamo esserci
            ( "La Politica alla Gente" Mac Mahon)

ore 16.45: pausa
ore 17.00: interventi liberi
ore 18.00: voto delle mozioni
ore 18.45: Conclusioni (Garofalo Mario)

Iscrizioni via e-mail: info@lapoliticaallagente.it
per telefono: 02 26995273 (No segr. telefonica) - 348 8098927
14 aprile 2008



 
Possiamo qui riportare le vostre osservazioni e i vostri commenti riguardo al convegno che ci prepariamo a tenere.
Seguono poi (per documentazione) i precedenti annunci.








AL CONVEGNO DI
"LA POLITICA ALLA GENTE"

I gruppi di quartiere di "La Politica alla Gente" tengono il loro secondo convegno in centro Milano :
SABATO  24 MAGGIO 2008    ORE 15.00 - 19.00
SALONE PIO XII - VIA S.ANTONIO 5  MILANO
(via S.Antonio collega via Larga con via Festa del Perdono)

Il convegno sara' suddiviso in tre sezioni:
1) GENERALE:    che fare perche' la politica riparta davvero dalla gente?
2) ORGANIZZATIVA:    il nostro piccolo "movimento" si da' una struttura
3) DI VALUTAZIONE:    si "certificano" le attivita' svolte dai gruppi di quartiere.
La parte preponderante sara' la (1).
Abbiamo concluso la raccolta delle relazioni e mozioni, riguardanti tutt'e tre le sezioni.
Verranno accettati anche gli interventi di chi si iscrivera' a parlare direttamente al convegno.
Quanto alle MOZIONI ammesse al voto, sono state raccolte con molto anticipo. Tra qualche giorno inizieremo a discuterle su questo sito e a trasmetterle via mail (o per telefono) a tutti quelli che si iscrivono al Convegno: cosi' che siano informati e possano partecipare alle votazioni con cognizione di causa.
Chi e' interessato quindi  SI ISCRIVA PRESTO!  e verra' informato di tutto passo a passo, via via che il 24 maggio si avvicina.
Per info e iscrizioni:
Segreteria di "La Politica alla Gente"
02 26995273 (no segret. telefonica) - 348 8098927
info@lapoliticaallagente.it  oppure  sem@cilea.it
6 aprile 2008



Scadenze per il Convegno !

     entro  fine aprile
1. Chi vuole presentare una relazione al Convegno del 24 maggio, deve farcela avere con un mese di anticipo. Verra' inserita nella presentazione ufficiale del Convegno come RELAZIONE INVITATA, e distribuita ai partecipanti.
N.B. Altre relazioni potranno essere presentate successivamente; verranno esposte dopo le relazioni invitate.
2. Anche chi vuole presentare una mozione e chiedere che il Convegno la voti, deve presentarla con un mese d'anticipo. Le mozioni presentate verranno portate alla conoscenza di tutti, anche con l'aiuto del presente sito; affinche' tutti sappiano in anticipo cosa vengono a decidere il 24 maggio.

     24 maggio
Secondo Convegno di "La Politica alla Gente", ore 15.00 - 19.00, in via S. Antonio 5 (vicino alla sede di via Festa del Perdono dell'Universita' Statale di Milano).
Per la prima volta, il Convegno e' aperto al pubblico (cioe' non solo ai partecipanti alle attivita' di "La Politica alla Gente"). Chiunque puo' estendere l'invito ad altri: e' gradito!

ATTENZIONE !  Si raccomanda la massima partecipazione ai gruppi di quartiere (vedi Calendario), da qui al 24 maggio. La testimonianza delle esperienze autonome dei diversi gruppi sara' decisiva per le scelte che fara' l'assemblea del Convegno.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
21 marzo 2008



Relazioni e Mozioni per il Convegno!

CONVEGNO DI "LA POLITICA ALLA GENTE"
24 MAGGIO 2008    ORE 15.00 - 19.00
SALONE PIO XII - VIA S.ANTONIO 5  MILANO
(via S.Antonio collega via Larga con via Festa del Perdono)

Si avvicinano le scadenze per presentare le "RELAZIONI INVITATE" al convegno (ovvero: che compariranno nel programma ufficiale) e le MOZIONI che verranno votate nel finale del convegno. Devono pervenirci entro:
FINE   APRILE .
Le relazioni al convegno saranno di tre tipi:
1) GENERALI, su quello che si dovrebbe fare perche' la politica riparta davvero dalla gente;
2) ORGANIZZATIVE, per strutturare il nostro "movimento" (statuto, coordinamento, finanziamento, ecc.);
3) SULLE ATTIVITA' SVOLTE NEI QUARTIERI: per valutarle.
Le mozioni seguiranno, sugli stessi tre punti: mozioni di principio, mozioni organizzative, mozioni di valutazione della nostra "fabbrica del programma".
Verranno accettati anche gli interventi di chi si iscrivera' a parlare direttamente al convegno.
Invece per le MOZIONI siamo tassativi: dovranno pervenirci entro fine aprile. Vogliamo discuterle su questo sito e trasmetterle via mail (o per telefono) a tutti quelli che si iscrivono al Convegno: cosi' che siano informati in anticipo e possano partecipare alle votazioni con cognizione di causa.
Chi e' interessato quindi SI ISCRIVA PRESTO! e verra' informato di tutto passo a passo, via via che il 24 maggio si avvicina.
Per info e iscrizioni:
Segreteria di "La Politica alla Gente"
02 26995273 (no segret. telefonica) - 348 8098927
info@lapoliticaallagente.it  oppure  sem@cilea.it

Ricordiamo che al Convegno si incontreranno anzitutto i nostri 20 gruppi di quartiere e di paese, di Milano e dintorni.
Ma e' invitato il piu' vasto pubblico!!
Infatti, dopo due anni di oscuro lavoro in "cantiere", vogliamo procedere al varo della nostra barchetta.
Per questo, sia le relazioni che le mozioni le chiediamo anzitutto gli amici che da tempo stanno seguendo questo faticoso percorso, ma non solo a loro. Possono contribuire tutte le persone sensibili alla necessita' di ripartire dalla gente, per una politica nuova. Vogliamo fare un convegno apertissimo, dove la parte generale (la 1) sia preponderante e permetta a gente nuova di entrare in "La Politica alla Gente". E magari presto (perche' no?) prendere il nostro posto; perche' piu' ricca di idee e piu' capace.
Fatevi avanti!!
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
21 aprile 2008



Iscrivetevi al Convegno del 24 maggio !
ISABATO 24 MAGGIO, ORE 15.00 - 19.00
SALONE PIO XII - VIA S.ANTONIO 5
(tra via Larga e via Festa del Perdono)

Il motivo principale per iscriversi subito e' il seguente: stiamo raccogliendo con largo anticipo le relazioni che verranno presentate, e le mozioni che verranno votate. Faremo circolare le relazioni e le mozioni tra tutti gli iscritti , perche' tutti sappiano in anticipo di cosa si parla e cosa possono votare.
Quindi fateci sapere che ci sarete, e vi informeremo puntualmente di ogni novita', cosi' da aiutarvi a partecipare al convegno nel modo migliore!
Tenete presente che ognuno di voi puo' presentare una relazione o una mozione , purche' riguardi l'ambito in cui si muove "La Politica alla Gente", cioe': "quello che i cittadini dovrebbero fare, dal basso, per cambiare la politica italiana". E purche' lo facciate entro il 24 aprile! Relazioni presentate in seguito verranno accettate e il relatore le esporra' al Convegno; ma non entreranno nel programma ufficiale. Invece per la consegna delle mozioni il 24 aprile e' una data ultimativa.
Come sempre, il costo della sala sara' ripartito tra i partecipanti: pensiamo di proporre all'ingresso un contributo tra 1 e 2 euro a testa.
Per le iscrizioni, potete scrivere direttamente alla redazione del sito: cliccate su parte pubblica qui in alto a sinistra e poi sul bottone Scrivi alla Redazione .
Oppure telefonate direttamente a me:
02 26995273 ufficio    -    348 8098927 .
        a cura di Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
15 aprile 2008



Conciliare le nostre diversita'
[ Pubblicato il 26 marzo 2008. ]
Siamo solo agli inizi di "La Politica alla Gente"; non e' ancora chiaro cosa faremo da grandi. Normale che le nostre idee al riguardo siano diverse. Normale che ciascuno si tenga la sua e la sostenga, anche animatamente.
Il Convegno del 24 maggio sara' l'occasione, per quelli di noi che sono convinti della bonta' delle proprie idee, di esprimerle di fronte a un piu' ampio pubblico. Ciascuno potra' presentare non solo una relazione, ma anche una mozione, in cui avra' cercato di tradurre le sue idee in proposte concrete. Nel chiedere ai presenti di approvare le sue proposte, fara' bene - secondo me - ad allegare anche disposizioni pratiche per realizzarle.
Il Convegno sottolineera' anche fortemente le idee che ci uniscono, prima e piu' di quelle che legittimamente ci possono dividere. Anzitutto siamo risoluti ad agire conformemente al nome che ci siamo dati: "La Politica alla Gente" non diventera' mai "La Politica per la Gente". Cioe': il nostro compito e' di riportare la gente alla politica, non di farla al suo posto.  Poi siamo fortemente convinti che gli elementi essenziali della nostra organizzazione siano i gruppi di quartiere e di localita': gruppi sufficientemente piccoli perche' ogni membro conti e possa essere valorizzato, senza perdersi nel "numero".
Mi limito a questi due "principi", che mi sembrano prova inconfutabile dell'originalita' di quanto stiamo facendo. Nessuno di noi li mette in discussione; nemmeno chi sostiene che, se vogliamo fare sul serio, dobbiamo darci delle regole e un'organizzazione degna di questo nome.
Ci prepareremo al Convegno lavorando assieme e confrontandoci: su questo sito, per posta elettronica e - se necessario - per telefono. Il 24 maggio contiamo di prendere decisioni concordi, con l'aiuto degli amici che stiamo invitando e che vorranno essere presenti.
Colgo l'occasione per ricordare la scadenza per la presentazione di relazioni e mozioni: il 20 aprile.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
26 marzo 2008



24 maggio 2008 :
il nostro Convegno
[ Pubblicato il 5 marzo 2008. ]
Come promesso fin dall'autunno scorso, ci sara' presto un'occasione di incontro, in centro Milano:
- per tutti i partecipanti ai gruppi di "La Politica alla Gente"
- per gli amici che ci seguono con simpatia
- in generale per chi vuole capire dove possono portare i nostri sforzi, e magari aiutarci con la sue riflessioni.
Il convegno e' fissato per il 24 maggio prossimo, dalle 15.00 alle 19.00.
Se ci sono amici che hanno da obiettare sulla data, ce lo segnalino subito: confermeremo definitivamente data e orari entro una settimana.
Entro una settimana verra' stabilito anche il titolo del convegno: mettera' a fuoco un tema preciso ma nello stesso tempo sara' abbastanza "comprensivo" da permettere contributi molto diversi. Lo comunicheremo al piu' presto.
Offriremo a chiunque la possibilita' di presentare una propria relazione su tale tema. Ci impegniamo a far circolare molto prima del convegno le relazioni piu' significative, cosi' da attivare un dibattito che ci faccia giungere all'appuntamento meglio preparati.
        a cura di Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
5 marzo 2008



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