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Attualita'
Pur non essendo le cosiddette questioni d'attualita' - soprattutto lo show dei nostri politici - un argomento di interesse corrente per "La Politica alla Gente", riserviamo questa pagina a chi tiene a sottolineare alcuni fatti che e' importante vengano da tutti noi giudicati alla luce dei nostri valori.
Inoltre, sollecitiamo contributi che informino i visitatori del sito su fatti che risultano conosciuti poco - o con gravi distorsioni - anche da chi compie un ragionevole sforzo per tenersi al corrente dei fatti principali, e non si lascia condizionare dallo strapotere dei mezzi di comunicazione di regime.


Lavoratori di serie A e di serie B
[ Pubblicato il 24 aprile 2008. ]
Ho tristemente appreso dai mass media che verra' concesso all'Alitalia un prestito di 300.000.000 di EURO per impedirne il fallimento. Tenuto conto che quelli sono soldi dello Stato (e quindi degli Italiani, visto che lo Stato li preleva dalle tasse) mi domando con che criterio sia stato dato un prestito cosi' ingente, spacciandocelo come un prestito concesso ai tassi di mercato. Quando sono andato in una finanziaria per chiedere un prestito di poche migliaia di EURO, i dipendenti della stessa preposti a ricevere la clientela hanno fatto la radiografia della mia situazione finanziaria, chiedendomi anche se, tra le mie intenzioni, ci fosse quella di mettere su famiglia. A tale domanda, che ai piu' potra' sembrare non pertinente e troppo invasiva della sfera dell'intimita' della mia persona, ho invece risposto senza reticenze perche' so benissimo che, normalmente, la 'conditio sine qua non' per ricevere del denaro in prestito deve essere la capacita' di poterlo saldare: se, dall'oggi al domani, mi dovessi ritrovare a mantenere una famiglia, sicuramente i soldi per rimborsare il mio debito a rate non ci sarebbero.
Ora, se applico questo semplicissimo criterio all'Alitalia, non vedo proprio dove mai un'azienda che e' in fallimento da anni trovera' il denaro necessario per rimborsare un prestito di una portata cosi' enorme. Cosa ancora peggiore e' che tutti quei soldi pubblici non sono stati stanziati in virtu' di un progetto di rilancio aziendale per permettere all'Alitalia di effettuare degli investimenti capaci, nel futuro, di portare il bilancio della stessa nuovamente in attivo, bensi', per tirare a campare per altri otto mesi e, ci e' stato detto, per evitare che 18.000 persone perdessero il proprio posto di lavoro.
Ora, considerando che un pilota Alitalia guadagna circa 6.000 EURO al mese lavorando poco piu' di 12 ore a settimana (quando non e' indisponibile per malattia) e che (grazie ai nostri soldi) continuera' per altri otto mesi a venire al lavoro da Roma a Milano pernottando a spese dell'azienda (pardon, a spese degli Italiani) in costosissimi alberghi, e' facile capire perche' i conti della nostra compagnia "di bandiera" siano cosi' in rosso. Pochi inoltre sanno che, da tre anni a questa parte, anche la durata dell'orario lavorativo del personale di terra, seppur non percepente somme da Amministratore Delegato come quelle percepite da chi guida un aereo, e' stata di recente parificata a quello dei piloti. In poche parole, l'Alitalia e' un carrozzone pieno di gente che lavora poco e percepisce troppo e mi rammarica sapere che persino chi ha fatto della difesa del libero mercato la ragione stessa della sua "scesa in campo" non abbia voluto prendere atto che non puo' esistere un progetto di risanamento capace di salvare questo tipo di posti di lavoro, ovviamente, se l'obiettivo e' quello di rendere competitiva l'Alitalia...
A parte il fatto che tutta questa faccenda e' vergognosa, specie se pensiamo che in Italia e' pieno di persone che lavorano 40 o piu' ore a settimana e hanno uno stipendio da fame che non permette loro di arrivare alla fine del mese, non capisco perche', sempre ammesso che il famoso prestito ponte sia fatto veramente per salvare 18.000 posti di lavoro, debba essere privilegiata un'azienda a scapito di altre.
Quanti milioni di piccole e medie aziende, a causa della tremenda concorrenza imposta da un mercato sempre piu' globale, si sono trovate in difficolta' e sono state costrette a licenziare il proprio personale senza che nessuno dicesse nulla? Tenuto poi conto che queste ultime, nella maggior parte dei casi, sono state costrette al fallimento non per una gestione incosciente e sperperona come quella dell'Alitalia, ma perche' non hanno avuto i mezzi economici sufficienti per rimanere concorrenziali, non era meglio darsi da fare per salvare queste e non un pozzo senza fondo come la nostra compagnia nazionale?
Ricordo a tutti che la giurisprudenza ha coniato il termine di "interesse diffuso" per indicare un interesse supremo, meritevole di tutela ad ogni costo, anche se in suo nome occorra privare altri di un diritto normalmente a loro spettante. Si puo' dire che l'interesse diffuso e' un interesse che appartiene ad una moltitudine di persone che potremmo semplicemente indicare anche come tutti i cittadini di uno Stato. Esiste, per esempio, un interesse diffuso dell'ambiente: se, per ipotesi, un'azienda inquina le acque di un lago, questa deve essere chiusa perche' la tutela dell'ambiente e' un bene che vale di piu' dell'interesse dei dipendenti dell'azienda inquinante a mantenere il proprio posto di lavoro. Nel caso del trasporto, l'interesse diffuso dei cittadini e' quello di poter volare con aerei sicuri e comodi a prezzi il piu' possibilmente bassi: tutto l'opposto di quello che succede prendendo un volo Alitalia
Se accettiamo che le leggi di mercato regolamentino l'economia, e' giusto affermare che un'azienda che non produce utili ma solo perdite non puo' far altro che fallire e, che inevitabilmente, i dipendenti di quest'ultima dovranno cercarsi un altro lavoro. Come avviene di solito, la maggior parte di queste persone verranno assunte da un altro datore di lavoro che opera nello stesso settore in cui operava l'azienda che e' fallita e che ha dimostrato di essere piu' concorrenziale di chi lo ha preceduto. Certo, non tutti saranno cosi' fortunati: altri dovranno completamente cambiare lavoro o altri ancora resteranno disoccupati per chissa' quanto tempo sperando in qualche ammortizzatore sociale...
        Clelio Alex Fiorentini     -     clelio.fiorentini@hotmail.it
24 aprile 2008



Commenti ai risultati elettorali
[ in corso di pubblicazione ]
Presentiamo le vostre reazioni ai risultati delle elezioni politiche. Vi invitiamo, nello spirito di "La Politica alla Gente", ad essere il meno partigiani possibile; anche se e' normale che non tutti ci riescano. Sta a chi poi legge rimediare con un ulteriore contributo: riportando al centro dell'attenzione, piu' che i sentimenti di una parte, le questioni che riguardano tutti gli italiani.

Governano in modo indecente
[ Pubblicato il 20 aprile 2008. ]
Non vi e' sorpresa per un esito elettorale che era da considerarsi scontato vista l'indecenza di 2 anni di governo Prodi che tutti invece speravamo fosse capace di una inversione di rotta e di un ritorno verso la risoluzione di diversi problemi tangibili soprattutto a vantaggio delle fasce deboli dei pensionati e dei lavoratori dipendenti , categorie stritolate dal feroce ed incontrollato aumento del caro vita.
Nulla di tutto cio', molta filosofia, tante leggi oscene, diversi tentativi di emendamenti successivi e problemi risolti quasi zero. In parallelo crescita dei benefit della odiata e vituperata CASTA , numero di componenti del governo superiore a tutti i precedenti, normative che hanno favorito lobby delle banche e dei petrolieri, tutto all'opposto di quello che veniva chiesto ad un governo di centro sinistra . Infine si scopre che da Gennaio ad oggi, pur essendo il governo non piu' in carica, sono state fatte 120 nuove nomine in tutti gli enti a giurisdizione statale.
La sinistra in questa situazione non poteva raccogliere come consenso nulla piu' di quanto ha raccolto Veltroni.
I vari Mastella e i gruppi dirigenziali della Sinistra arcobaleno si sono meritati l'emarginazione.
Di certo chi spera in uno stato sociale a difesa dei deboli e dei meno abbienti ha poco da sperare nel nuovo governo, che ha obbiettivi e legami con altre classi sociali. Ma la delusione per il tradimento di chi avrebbe dovuto tutelare cio'  secondo me ha impedito di valutare prima del voto che il futuro sara' altrettanto difficile.
          Giorgio Guerresi     -     giorgio.guerresi@bms.com

Ora mi auguro scelte sensate
[ Pubblicato il 19 aprile 2008. ]
Come tutti i nostri governi in genere anche il governo Prodi si e' preoccupato di salvaguardare gli interessi dei partiti componenti, tanti e troppi purtroppo. Come conseguenza i vari micro o macropartiti non sono stati capaci di vedere i reali interessi del paese che sono molto diversificati e difficili da perseguire in uno scenario sempre conflittuale nel quale la globalizzazione sta giocando scherzi imprevedibili (mi riferisco all'aumento dei prezzi di tanti prodotti di base). Si va avanti cosi' da tempo, cioe' senza responsabilita'. Le scene dei rifiuti accatastati nelle strade, le "ecoballe" accumulate nelle discariche piu' o meno autorizzate, i servizi televisivi su Bassolino, sulla gestione dei rifiuti con societa' fantasma dove bisogna pagare il personale senza che questo lavori, ecc. hanno danno il colpo di grazie al governo, ivi comprese le vicende di Mastella, del giudice De Magistris, ecc.ecc.
Per il momento ha guadagnato il partito Pdl, ma ha fatto bene Veltroni a sganciarsi dalla estrema sinistra perche' questa e' incapace di accettare un cambiamento graduale nella societa' e seguiro' attentamente i passi che questo partito (cioe' il PD) compira' perche' mi sembra sulla carta piu' affidabile della coalizione di Prodi, specialmente se verra' coinvolto nelle riforme in maniera equilibrata da parte del Pdl. Vedremo... resto in attesa.
Mi dispiace pero' constatare che se nella gente non nasce un senso di orgoglio e di rispetto per la cosa comune (dalla citta' alle aziende) per tutto cio' che e' "comune", ma lo considera egoisticamente solo una fonte di guadagno, qualcosa di cui appropriarsi..., allora non ci sara' partito o governo che ci potranno salvare. Il percorso e' lungo e difficile specialmente per il nuovo centrodestra. Mi auguro che le scelte siano veramente "sensate" .
          Gianfranco Caimmi     -     caimmifava@alice.it

Non hanno dialogato con la gente
[ Pubblicato il 18 aprile 2008. ]
Mercoledi' sera un mio amico consigliere dei Verdi invita amici e simpatizzanti a fare una chiacchierata a ruota libera, sulla disfatta della Sinistra, in zona piazza della Repubblica.
Io non credo che la Sinistra sia scomparsa. Lealmente, Gianfranco Fini ha dichiarato che il prossimo governo del Paese sara' anomalo. Chapeau.
Il fatto e' che la Sinistra non ha piu' dialogato - ma da tempo! - con la gente. Di tutti i generi e tipi, dall'operaio e dall'impiegato al dirigente e all'imprenditore.
Non sono a mio avviso scomparsi gl'ideali della sinistra. Per capirci con banalita' di citazione: non si e' mafiosi se si e' siciliani. Ma i mafiosi si', e' vero che deturpano e traviano i valori della sicilianita' onesta. Quelli solo pero'. Se torna chiaro il concetto, allora non e' difficile rivalutare le sorti della Sinistra senza rintuzzare inutilmente le campane a morte.
La cultura e' fonte di scarsa ignoranza, e ci sono persone sia operaie che imprenditori: illuminati.
Da noi in Italia, la Sinistra ha pero' fatto uno sfogggio, a fronte scoperta e alta, di troppa cultura, quella che io chiamo culturalismo, e cioe' il mettere in mostra - bella, non so - i "muscoli" del pensiero. Con l'aggravante, che molti sono diventati opinionisti del momento, facendosi passare (loro, gli onorevoli) per docenti di dottrine per una miglior vita e dottori di cure utili ed essenziali per curare i mali di un paese, senza capire pero' i paesani.
Ribadisco: a casa. Anzi no. A lavorare! questi arroganti.
Non c'e' tempesta che non segua il sole.
La Sinistra avra' anche le sue stagioni migliori.
Io spero che la vedo.
          Angelo Errico     -     angeloerrico@libero.it

Per i nostri amici di sinistra
[ Pubblicato il 17 aprile 2008. ]
E' difficile, in questi giorni, rivolgerci a quelli fra i nostri amici che sono sempre stati di sinistra. E' difficile ripetere loro quello che "La Politica alla Gente" ripete da due anni: che destra e sinistra sono parole usate per ingannarci, per dividerci; per far trionfare su di noi i profittatori.
Quelli tra noi che vengono dalla destra, oggi senza difficolta' riconoscono che non ci aspetta niente di buono. Col nuovo governo Berlusconi, i problemi resteranno com'erano, e magari anche peggioreranno. Ma gli amici "di sinistra" sono oppressi dalla sconfitta; e per quanto gia' d'abitudine si sentano - come tutti gli italiani - figli abbandonati del proprio paese, in questa circostanza loro si sentono ancora piu' orfani.

Ai nostri amici di sinistra voglio dire solo una cosa: l'unico comportamento degno dell'uomo nell'oppressione, e' combattere. Oggi non e' il momento di abbandonare. Oggi e' il momento di prendere piu' coscienza della nostra condizione; di fare ricorso ai grandi mezzi per porvi rimedio; di coltivare dentro di noi con maggiore intensita' e alacrita' la nostra idea di nazione, di rispetto di noi stessi e della gente, e di impegno civile.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it

Competere per una nuova Italia
[ Pubblicato il 16 aprile 2008. ]
I risultati della competizione elettorale hanno confermato un atteggiamento ormai costante dell'elettorato: nelle ultime 5 elezioni politiche ('94, '96, '01, '06, '08) gli elettori hanno sempre cambiato. Ai loro occhi nessun governo - neanche quelli abbattuti da un ribaltone - merita riconferma.
I problemi del paese sono ormai "marci", e solo chi dimostrasse di affrontarli radicalmente otterrebbe l'approvazione della gente.

Molti cittadini si sono felicitati per la riduzione del numero dei partiti rappresentati in parlamento. Meno litigiosita', meno ricatti, e quindi piu' governabilita'.
Ma governare davvero vuol dire volere (e sapere) risolvere i giganteschi problemi di tutti i settori principali della nostra vita civile: dal lavoro alla sanita' alla giustizia alla scuola ecc. ecc. ecc.
Quasi tutti i partiti dichiarano ad ogni elezione di volerlo fare; ma tutti si guardano bene dal prendere impegni precisi e con scadenze temporali ultimative. Una volta al governo, i vincitori di turno fanno flanella come al solito.
Bastano pochi mesi, e la gente si convince che l'oggetto della competizione elettorale non era quello dichiarato, e cioe' chi avrebbe saputo fare meglio per il paese; ma che si trattava soltanto di occupare posti di potere con i relativi vantaggi.

Forse molti elettori della sinistra possono recriminare pensando: "abbiamo vinto due volte le elezioni, ma con maggioranze cosi' ridotte che i partitini ci hanno impedito di governare." La destra non puo' dire lo stesso: tra il 2001 e il 2006 ha avuto una maggioranza schiacciante.
E' convinzione di "La Politica alla Gente" che il problema si risolva non a livello di alchimie partitiche o di maggioranze in grado di governare, bensi' attraverso l'iniziativa dal basso dei cittadini. Abbiamo bisogno di una cittadinanza consapevole, capace di lavorare collettivamente per farsi valere. Una cittadinanza che sappia obbligare i partiti a rinnovarsi sul serio.
            Prandoni Sem
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Dove andiamo a finire?
[ Pubblicato il 30 marzo 2008. ]
Basta leggere il libro "La Casta" di Sergio Rizzo e G. Antonio Stella, edito oltre un anno fa (e non solo quello..), e poi ben 5 articoli in prima pagina (18.3 - 22.3.'08) del quotidiano "Libero" di Vittorio Feltri, dove, con caratteri cubitali, si parla di: Papponi di Stato, Strapagati per dormire, La grande abbuffata, Al mercato dei deputati, Loro volano e tu paghi, ecc. ecc.,   per rendersi conto che, sia pur da ottiche diverse, la denuncia e' costante sul comportamento della nostra classe politica - fatte le dovute eccezioni, in verita' pochissime.
Non esistono piu' i politici, quelli, come si diceva una volta, che sapevano mantenere insolubile, e con alto senso etico, il nesso tra politica e cultura.
Vi sono ormai in Italia, come sostiene Stella, circa 500.000 personaggi - non chiamiamoli politici: si possono meglio definire politicanti - il cui unico scopo e' di plagiare l'elettorato. Spesso bastano circa 80 voti a favore di uno di loro perche' potenzialmente un intero elettorato - o da una parte o dall'altra - puo' solo confermarli. E quand'anche fossero "trombati", meglio ancora per loro, visti (come e' dimostrato in "La Casta") i lauti e migliori trattamenti riservati a quest'ultimi: assegnati ad altri incarichi, sempre pagati dai cittadini.
E allora?
Le ideologie per aggregare i cittadini sono ormai superate, per cui il ruolo dei partiti e' quello di ottenere finanziamenti - si badi bene - non dai loro iscritti bensi' dallo Stato. I media, anch'essi, sono finanziati in gran parte dallo Stato. Le leggi, ammesso che siano adeguate, possono essere tranquillamente eluse in un sistema patrocinante e giudiziario fatto di avvocati e giudici che, unici tra tutti i lavoratori, possono sbagliare senza mai rischiare di essere estromessi dai loro Foro o dalla Pubblica Amministrazione. Ecc. ecc.
Secondo me occorre rivedere la nostra Costituzione: ancora splendida per quanto riguarda la 1a parte sui diritti e doveri dei cittadini, ma alquanto superata per la 2a parte sull'ordinamento della Repubblica.
Ma il problema e': chi deve rivederla? I nostri "politicanti"? certamente no! meglio una costituente fatta di persone preparate, eticamente ineccepibili, nessuna delle quali sia uno dei 500.000 "cortigiani" suddetti.
E' difficile, lo so. Ma e' un impegno al quale non possiamo sottrarci, posto che negli Stati c.d. democratici non si fanno le rivoluzioni.
Se no, dove si va a finire?
            Lalumera Silvio     -     silvio.lalumera@fastwebnet.it
30 marzo 2008



Cittadini onesti ai seggi
[ Pubblicato il 28 marzo 2008. ]
Scusatemi se insisto nell'invitarvi - se ne avete la possibilita' - a essere presenti ai seggi come rappresentanti di lista.
E' vero che queste elezioni sono sotto molti aspetti deprimenti. E' vero che entrambi i contendenti principali non hanno preso con i cittadini nessun impegno serio e verificabile, e quindi possiamo gia' dedurre che comunque non cambiera' gran che.
Ma dobbiamo pur sperare che un giorno si potra' andare a votare per cambiare l'Italia davvero. Teniamoci aperta questa possibilita', proteggiamo l'istituzione del voto: non lasciamola invischiare nel degrado generale.
La presenza ai seggi di numerose persone oneste, dovunque nella penisola, e' oggi piu' che mai necessaria. I brogli si diffondono sempre di piu' anche in "serissimi" paesi stranieri; c'e' quindi da temere che da noi andra' sempre peggio.
Non importa tanto che lista rappresentare: quel che conta e' che ci sia una persona onesta in piu' ai seggi.
Come ho gia' scritto qualche giorno fa, ripeto che:
SONO PERSONALMENTE DISPOSTO A METTERE CIASCUNO DI VOI IN CONTATTO CON IL PARTITO CHE PREFERISCE, E DI PROCURARGLI LA NOMINA A RAPPRESENTANTE DI LISTA.
E' meglio che vi affrettiate: scrivetemi o telefonatemi entro la prossima settimana; meglio nei prossimi giorni! Ah, dimenticavo: bastano nome cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza. Vi verra' consegnata l'apposita delega.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
28 marzo 2008



Un servizio civico alle elezioni
[ Pubblicato il 17 marzo 2008. ]
Ognuno di noi dovrebbe valutare se puo' essere presente ai seggi come rappresentante di lista.
Non importa per quale lista. L'essenziale e' che ci sia gente onesta in grado di verificare cosa succede ai seggi; e magari anche fuori dai seggi.
Lo so che e' un compito gravoso, ed e' molto piu' comodo starsene a casa ad aspettare i risultati elettorali.
Non ci aspettiamo da nessuna delle due parti il cambiamento radicale di cui l'Italia ha disperato bisogno; quindi, perche' prendersela? Cosi' ragionano quasi tutti. Al piu', si incollano al televisore il lunedi', e fanno il tifo per la "loro" parte. Terribile ma vero, siamo ridotti cosi': le elezioni sono un'occasione di intrattenimento in piu'; e poi via, mercoledi' si torna al campionato di calcio.
Dovremmo riflettere, almeno noi amici di "La Politica alla Gente", che se oggi ci pare di essere al punto piu' basso, ogni ulteriore degrado rendera' piu' difficile la risalita.
In Italia le elezioni, fino a poco tempo fa, erano abbastanza protette dai brogli. Ci volevano trucchi sofisticati come la scheda bianca sottratta e consegnata gia' votata all'elettore, all'esterno del seggio: l'elettore doveva mettere nell'urna la scheda gia' votata e portare fuori ai mercanti di voti la scheda bianca ricevuta dal presidente del seggio.
Oggi l'acquisto dei voti si fa istantaneamente con tutta facilita': si fa entrare l'elettore con un nuovo telefonino e questi deve fotografare la scheda dopo averla votata. E' stato fatto davanti a molti seggi due anni fa, e c'e' da scommettere che il fenomeno si allarghera' questa volta. Non c'e' nessuna disposizione che lo impedisca, dopo che i telefonini sono diventati macchine fotografiche silenziose ed efficienti anche senza flash.
Ci vorrebbe una legge che al posto delle attuali cabine preveda delle postazioni dove viene "coperta" dagli sguardi solo la scheda, ma non la persona: cosi' da permettere al personale del seggio di impedire le fotografie.
Comunque sia, la presenza di cittadini onesti ai seggi, in rappresentanza di qualunque partito, e' un servizio che si fa al paese. Un giorno - non sappiamo quando, ma succedera' - alle elezioni avremo la possibilita' di votare per cambiare il nostro paese. Non lasciamo degradare questo istituto che fonda ovunque la democrazia: andiamo a verificare come viene gestito e cerchiamo di accorgerci dei problemi che ci sono.
SONO PERSONALMENTE DISPOSTO A METTERE CIASCUNO DI VOI IN CONTATTO CON IL PARTITO CHE PREFERISCE, E DI PROCURARGLI LA NOMINA A RAPPRESENTANTE DI LISTA. Scrivetemi se siete disponibili.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
17 marzo 2008



Sempre, sempre  a carico nostro
[ 7 marzo 2008. ]
Vorrei evidenziare come la politica rappresenti una "casta" di comodo, impegnata a fondo ad evitare che vengano denunciati - e quindi largamente conosciuti - alcuni aspetti gravi e veramente inconfutabili della vita quotidiana, cioe' della vita di tutti i cittadini.
A questo contribuiscono con impegno i giornali, come dice correttamente Beppe Grillo. Difendendo interessi di potere, hanno rinunciato da tempo alla funzione di denuncia delle verita' che pesano.

Entro dettagliatamente in un caso specifico che mi sembra molto significativo.
Nessuno degli schieramenti politici fa menzione:
- degli interessi enormi e degli ingenti guadagni di questi ultimi anni dei petrolieri
- del maggior afflusso di denaro nelle casse dello stato per via delle accise.
Esattamente un anno fa la situazione era la seguente:
prezzo del greggio al barile $ 70 - rapporto euro/dollaro 1,2 .
Attualmente:
103 $ al barile, ma: rapporto euro/dollaro 1,53 .
Pagando i prodotti petroliferi in dollari, l'aumento del prezzo al barile avrebbe dovuto essere compensato quasi totalmente dalla maggior forza della moneta europea.
Cosa che non e' successa.
Ovvero: viene permesso alla lobby dei petrolieri di arricchirsi ogni giorno di piu', mediante una gigantesca "devoluzione" cui ogni cittadino e' obbligato a contribuire.
Quanto alle accise: i politici sono ridicoli nel proporre la riduzione di 1-2 centesimi di euro al litro. Solo nell'ultimo anno, con l'aumento del 20% dei carburanti, le entrate per lo stato in relazione a queste voci sono aumentate di UN'ANALOGA PERCENTUALE : il che corrisponde ad un aumento di imposte di 25 centesimi per litro ( su 1,1 euro al litro).
Malgrado cio', nessuno di lor signori della politica ha avanzato l'ipotesi di limitare le entrate statali per far scendere il prezzo alla pompa.
Questo dimostra che possono cambiare le aggregazioni, gli schieramenti e le alleanze, ma le regole malate della politica continuano ad opprimere ed a impoverire sempre piu' gli onesti lavoratori a beneficio dei salotti buoni della finanza: cioe' di gente che aumenta a sproporzione i suoi guadagni senza aumentare in alcun modo i servizi.
        Giorgio Guerresi     -     giorgio.guerresi@bms.com
7 marzo 2008



Un consumo diverso - una societa' diversa
[ 3 marzo 2008. ]
Delocalizzazione.
Le industrie chiudono.
Siamo fatti!
Non c'e' speranza, non ci sara' risalita.
In Italia restera' solo il terziario.
.............
Arriva la Cina; e l'India. Magari tra non molto anche l'America Latina, e poi l'Africa. Molti pensano che in Italia per il lavoro "vero", per il lavoro che produce le cose che servono, sia la fine.
E' un errore.
Un paese che ha conosciuto lo sviluppo industriale come il nostro, ha due ampi settori in cui la produzione non potra' essere delocalizzata.
Primo: molte produzioni tecnologicamente avanzate e qualitativamente elevate. Quelle per cui non basta la mega-organizzazione, ma ci vuole profonda competenza del personale che esegue il lavoro, uno "skill" artigianale. Vale per molti prodotti tecnologici avanzati, vale anche per alcuni prodotti tradizionali ma difficili da "insegnare" ad altri. Un esempio: in Veneto si producono il 70% delle pompe a immersione di tutto il mondo: una tradizione in cui il saper fare anche dell'operaio e' importante. I giapponesi hanno comperato alcune delle ditte piu' grosse, ma non si sono sognati di spostare la produzione da loro.
Su questo primo punto pero', pur importantissimo, qui non voglio soffermarmi; preferisco oggi affrontare il secondo.
Secondo: le produzioni vincolate al territorio. L'edilizia, tanto per incominciare. Ma, a un livello piu' profondo, le riparazioni. Se invece di acquistare, piegandoci supinamente alla volonta' delle multinazionali, milioni di automobili nuove che ci costano una buona fetta dei nostri redditi, noi tenessimo le vecchie facendole riparare; se lo stato favorisse con sussidi opportuni questo cambiamento; allora ci sarebbero tantissimi meccanici ecc. in piu' che lavorerebbero in Italia, e non pagheremmo il lavoro di altri paesi con una valanga dei nostri quattrini. Idem per gli elettrodomestici; idem per tanti altri generi che vengono consumati e gettati ancora quasi nuovi perche' anche "la piccola riparazione non conviene".
Un atteggiamento diverso verso il consumo, sobrio e teso al recupero del lavoro accumulato negli oggetti, invece di praticare il disprezzo del lavoro buttando gli oggetti, contribuirebbe tra l'altro a ridurre l'inquinamento globale legato al consumo di energia: produrre un'auto nuova costa una quantita' enorme di energia; trasportarla fino al cliente contribuisce all'inquinamento dovuto ai trasporti, ecc.
Ma poi si libererebbero enormi quantita' di reddito per pagare lavoro legato al territorio: lavoro in Italia. Per pagare chi fa i ricuperi e le riparazioni. E per pagare servizi che dovrebbero sostituirsi a tanti inutili e sotto tanti aspetti spregevoli consumi di oggetti: assistenza alle persone, a partire dai bambini per i quali dovremmo fare dieci volte quello che lo stato fa adesso; e poi agli anziani, agli handicappati ecc. E poi i servizi culturali: la formazione per elevare il livello delle persone, anche come standard produttivo e cosi' renderle capaci di contribuire alle categorie di produzione "avanzate" accennate all'inizio
Sento gia' arrivare obiezioni tipo: le auto vecchie inquinano, ecc. Al 95% e' propaganda di chi sul consumo frenetico guadagna l'ira d'Iddio. E noi ci caschiamo. Anche se le auto "euro0" annerivano i polmoni e facevano venire la bronchite, mentre le "euro5" mandano le particelle direttamente nel sangue e fanno venire il cancro.
Siamo schiavi di una mentalita' che distrugge: l'ambiente, la cultura, le persone piu' deboli a partire dai bambini, e il nostro lavoro. Usa e getta: ma che schifo!
Mi piacerebbe intavolare un dialogo su queste questioni, che non sono lontane come sembrano dai temi di "La Politica alla Gente".
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
3 marzo 2008



Bella roba!!!!
[ 18 febbraio 2008. ]
Questo articolo, breve ma dettagliato, circola in rete da oltre un mese. Lo riportiamo come esempio "riassuntivo", per chi non abbia letto ne' "Mani Sporche" di Barbacetto-Gomez-Travaglio ne' "La Casta" di Rizzo-Stella. Va precisato che nessuno dei figuri citati in quest'articolo si e' sognato di sporgere querela o anche solo di smentire.
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino e' sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in piu'. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i piu' informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realta' vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che fara'? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, fara' un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E cosi' ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi?
Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma e' sempre lui, penserete! Che c'entra? Se e' bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognera' essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sara' necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella e' appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papa' e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.
Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono piu' stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perche' e' cominciata la curiosita' del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalita', che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro:Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprieta' di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioe' una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquita'.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto e' stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto e' stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.
Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS
BISOGNA FARLE GIRARE STE COSE x TUTTI SIA A DESTRA CHE SINISTRA... GRAZIE
        a cura di Massimi Sergio     -     annagaviorno@libero.it
18 febbraio 2008



Un modulo a chi abortisce:  "Seppellisce lei il feto?"
[ 17 febbraio 2008 ]
Su quanto e' successo in questi giorni, voglio porre una questione di principio: secondo me ci sono comportamenti che devono valere per tutti, al di la' di quello che ognuno puo' pensare della legge attuale sull'aborto.
Essendo l'aborto legale, l'azienda sanitaria non ha il diritto di usare violenza psicologica contro le donne che hanno fatto questa scelta; pertanto lo Stato (cioe' noi) dovrebbe adoperarsi per agire contro quei primari/medici/infermieri improvvisatisi legislatori o giustizieri che sottopongono arbitrariamente dei moduli che pongono la paziente di fronte alla scelta di seppellire il feto o buttarlo tra i rifiuti organici (a chi voglia verificare, posso indicare il sito che presenta tali moduli).
Se il Papa e altri ministri della Chiesa che si pronunciano sull'ingiustizia (legale) dell'aborto sospendessero ogni giudizio umano e morale e leggessero piu' Bibbia... Invece persiste il giudizio umano e morale, e condiziona pesantemente. Se dicessero da subito la Verita' alla gente (visto che ce l'hanno in tasca), e cioe' che il Giudizio finale e' di Dio, direbbero una cosa giusta e capace di "lavorare" nella coscienza dei fedeli. Se a questo aggiungessero che Dio sa essere persino piu' giusto di tanti obiettori di coscienza che anonimamente telefonano alla piu' vicina centrale di polizia e fanno arrestare una paziente che ha appena abortito... perche' nella Bibbia e' scritto, per l'appunto, che Dio sa leggere i nostri cuori; ma questo e' un dettaglio, qui si parla di politica e societa'.
Posso capire l'amarezza di un medico che si trovi a dover effettuare un raschiamento, ma non si dovrebbero mettere a servizio degli obiettori di coscienza! Per fortuna oggi leggo su l'Unita' che la Turco ci e' arrivata, meglio tardi che mai. Chissa' da quanto tempo andava avanti questa storia dell'obiettore di coscienza che tormenta la paziente.
Mi sembra il caso che "La Politica alla Gente" produca un documento destinato al Parlamento che vieti questa forma di violenza psicologica nel rapporto medico-paziente.
E per quanto riguarda il fatto di cronaca della paziente arrestata, dice Giuliano Ferrara che il feto era affetto da una sindrome guaribilissima, che non avrebbe pregiudicato la salute fisica e mentale del nascituro; ma, accidenti, il medico che ha diagnosticato questa sindrome al nascituro non avrebbe dovuto mettere quella donna in condizione di scegliere se abortire o no, avrebbe dovuto tacere. E se la signora fosse tornata per protestare, l'azienda ospedaliera le avrebbe spiegato ogni cosa. Ma siamo in Italia, c'e' bisogno di dirlo?...
            Pozzati Ottavia     -     ottaviapozzati@libero.it
17 febbraio 2008



Unita' ritrovata ..!
[ 1 febbraio 2008 ]
Mentre prosegue la crisi di governo, e' bene mettere quotidianamente in evidenza come il comportamento dei nostri politici, il loro modo di portare avanti le trattative, siano lontani le mille miglia dai sentimenti autentici dei cittadini.
Solamente due mesi fa l'on. Silvio Berlusconi annunciava con toni trionfanti la nascita di un nuovo Partito, capace di rompere l'equilibrio delle vecchie alleanze, e consumava strappi significativi nell'alleanza del Centro Destra. Poco tempo dopo incontrava l'on. Valter Veltroni con la speranza di raggiungere un'intesa per modificare la legge elettorale attualmente in vigore; intesa che avrebbe tagliato fuori i vecchi alleati.
E' bastata invece la sfiducia al Governo Prodi, su iniziativa dei cosiddetti "partitini" del centro moderato (vedi Dini e Mastella), per cambiare o meglio trasformare l'umore dei grandi partiti.
Attualmente i partiti del centrodestra hanno una gran fretta di andare a votare. Non tengono conto del fatto in caso di vittoria risicata dovrebbero affrontare e gestire tutte le difficolta' incontrate dal centro sinistra nella scorsa legislatura. Inoltre sanno benissimo che pur di vincere con l'attuale legge elettorale, entrambe le coalizioni saranno costrette ad alleanze consistenti dal punto di vista numerico ma disomogenee nei contenuti.
Provo a pensare alla coalizione di centro-destra nel caso di scioglimento anticipato delle Camere: ai soliti nomi Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Lega Nord andranno aggiunte le nuove entrate: Udeur di Clemente Mastella, Pensionati, La Destra, Alessandra Mussolini, ecc.
Insomma il quadro esatto di una coalizione che vuole solo battere la coalizione opposta e poi quello che sara' sara'... come si e' visto in questi due anni con il centro-sinistra. Come al solito i problemi dei partiti vanno a ricadere sui cittadini, visto che chi paga e' Pantalone.
            Spelta Marco     -     natalino1760@libero.it
1 febbraio 2008



La paura dei referendum
[ 30 gennaio 2008 ]
La situazione politica in Italia e' molto instabile, non passa settimana senza che i partiti politici cambino strategie per conservare il loro potere, il degrado della politica ha raggiunto picchi vertiginosi, i cittadini sono stanchi, annoiati di assistere ogni giorno a nuove sceneggiate; e in questo modo cresce a dismisura anche l'instabilita'. La scorsa primavera piu' di 800.000 elettori compreso il sottoscritto hanno firmato la richiesta dei tre quesiti referendari per contribuire sia a ridurre il numero globale dei partiti sia a migliorare la serieta' e la qualita' della politica. Da quando i tre quesiti referendari sono stati ammessi dalla corte costituzionale, si e' assistito a un cambio di strategie soprattutto dei piccoli partiti, che temendo i referendum hanno trovato dei pretesti per togliere la fiducia al governo Prodi, contribuendo in misura determinante alla sua caduta. Questo hanno fatto sia Dini, che rappresenta i liberaldemocratici, sia l'UDEUR di Clemente Mastella, con pretesti piu' o meno vaghi.
Lo scossone e' stato provocato a mio avviso dalla convocazione dei referendum. Questi chiedevano di raddoppiare il quorum d'ingresso necessario per accedere alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, e di eliminare la possibilita' di far eleggere gli amici con il gioco delle cosiddette opzioni: circa un quarto dei parlamentari attualmente in carica sono stati ripescati, una volta non eletti, con il sistema delle preferenze decise dalle segreterie dei rispettivi partiti.
E' parere della larga maggioranza degli italiani che in questo momento prima di indire nuove elezioni e' necessario modificare la legge elettorale attualmente in vigore, definita da tutti i partiti una porcata, e risolvere anche qualche problema urgentissimo del paese.
Una volta che si sara' dato adempimento allo spirito della costituzione facendo svolgere regolarmente i referendum, allora potranno essere sciolte le camere e indette nuove votazioni.
            Spelta Marco     -     natalino1760@libero.it
30 gennaio 2008



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