La Politica alla Gente.
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La vita dei gruppi di quartiere e di localita'
 
In questa pagina trattiamo i problemi incontrati dai nostri gruppi di quartiere e localita', registriamo i loro progressi, discutiamo delle proposte concrete che emergono dal loro lavoro.



Impresa e Sindacati

Questo e' un contributo inabituale per noi: un verbale del dibattito di un gruppo di discussione non di "La Politica alla Gente". Vi partecipa un nostro amico, Corrado Tomassini.
L'argomento e' di estremo interesse: Impresa e Sindacati. Un argomento che avrebbe potuto benissimo essere scelto da uno dei nostri gruppi.
La trattazione solo apparentemente tende al tecnico: e' solo una questione di linguaggio. In realta' lo spirito con cui si cercano soluzioni a enormi problemi nazionali e' vicinissimo a quello di "La Politica alla Gente": si mettono in comune le informazioni, e quindi ci si basa sul proprio buon senso per esprimere quello che un cittadino onesto e corretto si aspetterebbe venisse fatto.

INVITO AL DIBATTITO
Cari Amici ,
Vi sottopongo gli appunti presi nell'incontro di Martedi' sera sul Tema "Impresa & Sindacati", con ulteriori idee da ridiscutere in una prossima discussione di Gruppo . Vogliate segnalare direttamente al coordinatore Gianni Pascariello vostri commenti e integrazioni.
Grazie per la collaborazione e cordiali saluti
Corrado Tomassini

1.
Nella Costituzione rilevo che oltre all'Impresa e alla Rappresentanza dei Lavoratori,(39 Cost.) viene evidenziata la Cooperazione (45 Cost.), aspetto forse finora non abbastanza approfondito.
2.
Mentre per i Sindacati si evidenzia "il conflitto" con l'Impresa , l'interesse dei Lavoratori coincide invece con l'interesse a "collaborare con l'Impresa": obiettivo 1. Sopravvivenza, 2. Sviluppo.
3.
Definizione art.2082 Cod.Civ.: Imprenditore e' chi esercita professionalmente un'attivita' economica organizzata al fine della produzione di beni o di servizi. Azienda (2555 C.C.) e' il complesso dei beni organizzati dall'Imprenditore per l'esercizio dell'Impresa.
4.
Essenziale quindi la caratteristica di Attivita' Economica che significa "con capacita' di autofinanziarsi" per garantirsi sopravvivenza e continuita' nel tempo : nella realta' competitiva attuale stare fermi significa morire , quindi e' condizione indispensabile per l'Azienda/Impresa porsi Obiettivi di crescita e di sviluppo (= Direzione per Obiettivi).
5.
Ogni Azienda differisce dalle altre per (A) risorse possedute ,(B) fattori di successo , (C) aree di debolezza : dalla valutazione e combinazione di questi tre aspetti deriva la scelta della Struttura Organizzativa e il tipo di rapporto tra Imprenditore e Collaboratori.
6.
Nella storia dell'evoluzione aziendale oggi si passa con molta rapidita' da momenti "Product Oriented" (= e' vincente il prodotto), a momenti "Sales e Marketing" (= e' vincente la Commercializzazione), a momenti "Client / Consumer Oriented" (vince la collaborazione / consulenza al cliente).
7.
L'Azienda deve quindi adeguarsi alle pressioni esterne del Mercato e a darsi Strutture ad "Assetto Variabile". La estrema concorrenza riduce infatti il tempo di Vita dei Prodotti e pertanto l'Azienda deve passare rapidamente , anche per singola linea di Prodotto, da un tipo di struttura all'altro .
8.
Ne consegue che i singoli collaboratori devono adeguare le proprie capacita' professionali alle variazioni di Obiettivi e di Strategie se vogliono mantenere un Ruolo Produttivo e sopravvivere nell'Azienda. In caso contrario l'Azienda e' obbligata a "Dematerializzarsi", spostando piu' servizi fuori dall'Azienda : outsourcing, delocalizzazione di proprie funzioni (Produzione, Progettazione, Vendite, Marketing, Amministrazione, ...)
9.
E' indispensabile quindi per il Collaboratore che vuole sopravvivere "restando nell'interno della propria Azienda", essere a conoscenza per tempo dei problemi che l'Azienda deve affrontare e degli orientamenti della Direzione, in modo da adeguare tempestivamente le proprie Capacita' Tecniche Professionali ai nuovi Compiti : Aggiornamento e Formazione mirata e in sincronia con i nuovi Obiettivi e le nuove Strategie Aziendali.
10.
Per favorire l'informazione in tempo reale tra Impresa e Collaboratori risulta di positivo riferimento l'esperienza Volkswagen di inserire rappresentanti dei Lavoratori nel Consiglio di Amministrazione dell'Impresa. Come pure di coinvolgere i Lavoratori nella partecipazione ai risultati Aziendali in rapporto al conseguimento degli Obiettivi Prestabiliti.
11.
L'indagine della Banca Regolamenti Internazionali (Repubblica, 3.5.08) mostra pero' che in Italia dal 1983 ad oggi i profitti delle Imprese sono aumentati (dal 23 al 31% del PIL) mentre le retribuzioni dei Lavoratori sono scese dal 76 al 68%.
12.
I motivi della perdita di livello retributivo sono attribuiti : 1. il progresso tecnologico riduce il peso contrattuale della Forza Lavoro, 2. oltre un miliardo di nuovi lavoratori di Paesi Emergenti sono entrati nell'economia mondiale a disposizione delle Imprese, 3. i profitti crescenti non sono stati ridistribuiti almeno in parte tra i Lavoratori. (ma neppure reinvestiti in Azienda)
13.
Sono cresciute infatti le rendite economiche del Capitale e del Top Management delle Imprese : vedi incredibili Buone Uscite e liquidazioni erogate anche su Aziende in Perdita (Alitalia, Telecom,...)
14.
Da qui la necessita' di una drastica regolamentazione che riduca i "saccheggi" delle Imprese da parte del Top Management , almeno a cominciare da quelle a Partecipazione Pubblica. ( e tutela dei Piccoli Azionisti)
15.
Occorre porre un limite (per legge) al livello massimo di remunerazione di Presidenza e Top Management in un rapporto non superabile di 30 , massimo 40 volte, la remunerazione minima percepita da Collaboratori nella stessa Impresa.
16.
Dovrebbero poter essere erogati Premi di Produttivita' solo se in rapporto a precisi Obiettivi Predeterminati , e con Azienda in Attivo, Premi da ripartire tra tutti i Collaboratori (Top Management e Presidenza inclusi) dell'azienda in proporzione al singolo livello retributivo.
17.
Ritengo che la Rappresentanza dei Lavoratori non dovrebbe essere piu' diritto acquisito di poche Sigle Sindacali ma un Sistema aperto a Rappresentanti eletti in ogni Azienda che poi eleggono a loro volta Rappresentanti dei singoli Settori Economico Produttivi : una specie di Primarie dalla Base dei Lavoratori.
18.
Potrebbero cosi' crearsi i due livelli di rappresentanza elettiva : (A) un primo livello di rappresentanza settoriale e specialistica per la contrattazione a livello Territorio con le Imprese locali , in rapporto a specifiche problematiche , (B) un secondo livello di rappresentanza Politica Nazionale per la promozione di leggi a difesa di principi fondamentali e di generale interesse, a tutela dei Lavoratori su tutta Italia e per ogni Settore Merceologico.
        a cura di Corrado Tomassini     -     tomassini.corrado@tiscali.it
4 maggio 2008



L'appello di "La Politica alla Gente"
[ 24 febbraio 2008 ]
Le cose non succedono a caso. Chi oggi partecipa a "La Politica alla Gente", lo fa solo perche' e' stato invitato. Come? Teniamolo presente.
Abbiamo gia' rivolto un appello alla popolazione ben trentadue volte in due anni. Ogni volta, tramite manifestini attaccati ai portoni d'ingresso delle abitazioni di un quartiere.
"INCONTRO PUBBLICO"
"SIAMO CITTADINI COME VOI, CHE NON NE POSSONO PIU'"...
A chi si presenta, abbiamo proposto di costituire nel quartiere un gruppo di politica, del tutto autonomo dai partiti.
Diversi amici vorrebbero ripetere l'incontro nel loro quartiere, per trovare altra gente.
Sono molto d'accordo con loro. Il nostro ideale, "restituire la politica alla gente", si sposa perfettamente con questo tipo di reclutamento. Il manifesto appeso ai portoni attira (per ora) poche persone, ma diversissime tra loro: per classi sociali, formazione e idee politiche. Un nostro gruppo di quartiere di quattro persone riunisce piu' diversita' di uno di venti nella sede di un partito. E con la sua autonomia e' in grado di farsi portavoce egregiamente dell'intera popolazione.
C'e' un solo inconveniente. Organizzare un incontro cosi' costa fatica e - mediamente - un centinaio di euro. Secondo me sono ben spesi... Anche quando va male e si raccolgono solo tre o quattro persone nuove, un po' di fatica e 20/30 euro non sono troppi, per trovare una persona con cui intendersi e lavorare seriamente (NON DA TRATTARE COME UN NUMERO!).
Certo: chi fosse in grado di progettare un modo meno costoso, in termini di fatica e denaro, per organizzare questi incontri, ci darebbe un aiuto serio.  SI ATTENDONO SUGGERIMENTI !
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
24 febbraio 2008



Lavorare in pochi
[ 22 febbraio 2008 ]
Il moderatore di un nostro gruppo, che si e' riunito ieri sera, mi scrive: "Il gruppo e' ai suoi minimi storici: quattro persone."
Poi pero' aggiunge che non erano mai riusciti a lavorare bene come questa volta: hanno iniziato un argomento serio e di notevole portata, e tutti e quattro hanno collaborato con efficacia al dibattito.
Bene, ecco messo in chiaro il nostro compito in questi mesi che ci separano dal convegno di maggio.
Siamo venti gruppi di cittadini, in quartieri di Milano, a Cassina de' Pecchi e a Rozzano. I membri di ogni gruppo praticano autonomamente quello che in precedenza era stato fatto solo grazie all'assistenza diretta di una persona. Cercano la sede dell'incontro. Fissano la data successiva. Scelgono democraticamente il tema da approfondire. Tengono il verbale. Dopo tre/quattro incontri, qualcuno scrive un documento che riunisce le idee di tutti. Tutto in perfetta autonomia.
A maggio le indicazioni dei gruppi ci permetteranno di scrivere un regolamento pratico per diffondere "La Politica alla Gente" in tutt'Italia. Fornendo anche a gruppi lontani precise indicazioni su come avviare in perfetta autonomia la loro attivita'.
Non e' quindi del numero che abbiamo bisogno in questo momento!
Ogni gruppo, anche i piu' piccoli, contiene in se' persone diversissime, che il nostro appello ha raccolto direttamente dalle vie dei nostri quartieri. Assieme, rappresentano tutte le anime del paese. Facciamole esprimere con ordine e costanza: tra qualche mese metteremo a frutto il nostro lavoro.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
22 febbraio 2008



Le "sedi" di La Politica alla Gente
[ 14 febbraio 2008 ]
"La Politica alla Gente" ha tante sedi quanti sono i gruppi - di quartiere o di localita' - che la compongono.
Ovviamente la sede non e' nostra: serve giusto per l'incontro periodico. Niente di simile alle vecchie sezioni di quartiere dei partiti, con tanto di insegna fuori...
Ogni gruppo deve quindi trovare la sede in cui riunirsi. E non e' sempre facile.
Alcuni gruppi hanno avuto fortuna: ci sono amici che ricevono nel loro ufficio, o addirittura nel loro salotto.
Qualche gruppo ha trovato un'eccellente ospitalita' nella sala dove si era tenuto l'incontro pubblico iniziale.
Gli altri devono adattarsi a cercare: e non di rado la ricerca e' avventurosa.
Va detto che Milano (e probabilmente non solo Milano) sta vivendo una grave crisi dei luoghi d'aggregazione.
Soltanto una decina d'anni fa, i bar erano aperti in massa la sera fin oltre le 23. Oggi e' difficile trovarne uno, se non verso il centro. E quelli che resistono, diventano sempre meno.
Un esempio per tutti: a Quarto Oggiaro ha chiuso "La Conquista", storica cooperativa (nata quasi cent'anni fa). Una cosa che fa dispiacere, al di la' della sede perduta per i nostri incontri.
Capita poi di darsi l'appuntamento in un bar aperto sempre fino a mezzanotte, e arrivati li' si scopre che da un mese la proprieta' ha deciso di chiudere tre giorni alla settimana alle otto di sera.
D'altronde, non e' pensabile che creiamo qualche sede in alcuni punti di Milano, e vi facciamo convergere i gruppi. Per ogni gruppo e' essenziale che la sede sia nel suo quartiere!
Quindi.. sopportiamo, in attesa di tempi migliori. O, magari, di qualche volontario che studi seriamente il problema, e trovi il modo di fornire ai gruppi piu' "peregrinanti" qualche utile supporto. Ad esempio, un bell'elenco di sedi di associazioni nel quartiere, da contattare per saggiarne la disponibilita'.
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
14 febbraio 2008



I cittadini e gli esperti
[ 4 febbraio 2008 ]
Uno scambio di opinioni con Spelta e Pasquariello mi da' lo spunto per ritornare su una questione piu' volte discussa: che ruolo potrebbero avere nei nostri gruppi di quartiere i cosiddetti "esperti".
Ho piu' volte sostenuto che l'"esperto" non deve essere chiamato troppo presto ad intervenire nei nostri gruppi. Quasi sempre infatti porta con se' dei problemi che solo un precedente lavoro autonomo della GENTE COMUNE puo' aiutare a superare. Molti esperti purtroppo si sono "venduti" per monetizzare le loro qualita', e i loro contributi al dibattito risulterebbero deviati a causa degli interessi cui si sono sottoposti. Quanto a tutti gli altri, che voglio credere siano la maggioranza, moltissimi hanno dovuto comunque venire almeno a compromessi per campare della loro professione; sono stati obbligati a modificare le loro posizioni, inizialmente imparziali, perche' fossero accettabili ai potenti. Questo ha prodotto in loro, oltre a qualche deformazione, una forma di scoraggiamento che si esprime di solito nell'invito a non puntare troppo in alto: tanto, e' inutile.
Nei nostri incontri invece i cittadini, dopo aver scelto l'argomento da affrontare, devono essere liberi di sviluppare la loro analisi senza condizionamenti, esprimendo tutta la loro indignazione per come vanno le cose attualmente; e quando passano alle proposte, devono essere liberi di tirare le conseguenze dell'indignazione in modo diretto, attenendosi al piu' sano buon senso: cioe' chiedere che quanto e' inaccettabile venga rimosso senza indugio e che lo stato si affretti a realizzare quello che i cittadini domandano.
In questa operazione iniziale gli esperti non solo non sono necessari ma anzi sono d'inciampo!
I membri del gruppo di quartiere hanno sicuramente il buon senso per trarre dalla loro esperienza di vita indicazioni serie e decisive. Abbiamo osservato, durante un anno e mezzo, che le conoscenze e le convinzioni di quattro o cinque cittadini motivati e di buon senso, messe assieme, sono sufficienti per produrre documenti di eccellente qualita', che in alcuni casi hanno ricevuto lodi da professori universitari e da esperti del settore interessato. Evidentemente gli esperti sanno valutare la qualita' generale di un documento piu' di alcuni di noi, che si lasciano probabilmente impressionare da singoli dettagli che non condividono.
Il ruolo dell'esperto diventera' decisivo nel seguito. Quando gli verra' messa sotto gli occhi la compiuta espressione della volonta' della GENTE, l'esperto potra' allora decidere di accoglierla, e di darsi quindi da fare per correggere le inevitabili imprecisioni tecniche contenute nella proposta formulata dalla gente comune.  RISPETTANDO PERO' LA VOLONTA' POPOLARE contenuta nel documento, la cui espressione libera e genuina e' lo scopo fondamentale del lavoro dei gruppi.
Mi scuso per la prolissita' dello scritto, ho cercato di esprimermi con chiarezza.
Invito tutti, soprattutto chi dissente in parte o in tutto da quanto qui affermato, ad esporre in questa pagina il suo punto di vista!
            Prandoni Sem
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4 febbraio 2008



Com'e' difficile la nostra "mission "!
[ 3 febbraio 2008 ]
E' dura.
Ho pensato: sicuramente e' colpa mia. Voglio dire: non ho fatto quei corsi di psicologia spicciola che insegnano a manipolare le coscienze, a persuadere le persone, a convincerle quasi sempre a fare un acquisto. Eppure non voglio vendere qualche cosa, non voglio manipolare coscienze e non devo persuadere le persone per chissa' quale scopo losco. Semplicemente accidenti voglio coinvolgerle nel nostro grande disegno non utopistico di democrazia vera, partecipata, un governo fatto di persone che lavorano, pagano le tasse, vogliono cose "normali" come una casa, una vacanza ad agosto, dei figli.
A volte ci provo, anzi spesso. Pero' e' davvero difficile convincere uno che, dall'alto dei suoi circa 60 anni e della sua esperienza mi pizzica dicendomi "signorina, sogna ad occhi aperti! ma non hai ancora capito che in Italia comanda chi ha questi?" (i soldi)
Un altro mi dice: "bella signora, come sei illusa! ti fanno vedere che sono divisi su tutto ma poi mangiano insieme e ti preparano anche il menu'"...E io che mi agito per far capire loro che non sono da sola!
Che dire? sapete quante volte mi portano argomenti che per me sono disarmanti? Ma non e' che io perda entusiasmo per la politica alla gente, semplicemente penso, tra me e me: "ma a che serve parlare con uno che marzullianamente si fa le domande e si da' le risposte liquidando con due parole di commiserazione tutto il nostro edificante lavoro? a che serve pregare uno cosi' di venire ai nostri incontri?" e penso tutto questo mentre continua a parlare, disilluso, disperato, arrabbiato con il mondo intero, sbuffante, poi no, gli scappa una fragorosa risata perche' siamo noi che non abbiamo capito niente. Noi chi? ma se non ci conosce neanche!...(ma perche' la gente parla senza conoscere?)
A un certo punto ci rinuncio, e' inutile parlare, cercare di trattenerlo, parlargli del nostro sito, del nostro lavoro. Pero' peccato...sembrava una persona intelligente. Invece come gli ho detto che ci incontravamo presso il circolo ARCI di zona ne ha fatto subito una questione di bandiera politica e ha esordito cosi': "io sono leghista, perche' io prima votavo la buon'anima!...adesso ha visto cos'ha fatto questo governo? e lei pensa che dopo sara' meglio? sara' peggio, molto peggio! diventeremo come l'America latina! e voi volete cambiare il mondo? ma in Italia comandano questi? vede? questi!" (i soldi).
Peccato. Sapete quanti parlano cosi'? e mi dispiace perche' e' pieno di persone che si parlano addosso e non cercano il confronto, vogliono imporre agli altri il loro punto di vista, vogliono avere ragione, e cosi' il dialogo diventa inutile. Eppure bisogna essere tanti per essere politicamente influenti. E queste persone, se volessero ragionare insieme ad altre potrebbero fare qualche cosa di utile per il Paese, invece preferiscono ragionare davanti a uno solo, che magari da' loro ragione perche' e' la persona sbagliata e non ha voglia di approfondire la questione, o sta pensando ad altro...
Noi abbiamo sempre ribadito che ci interessano le soluzioni ai problemi, piu' che una petulante elencazione, ma se uno viene ad una nostra riunione per la prima volta e ha voglia di sfogarsi non e' che lo cacciamo via! basta che poi si adegui al nostro metodo di lavoro.
Alla fine questo signore ha detto: "Lo sa cosa ci vuole per l'Italia? eh? ci vorrebbe STALIN!".
Ah, ecco...ma non era leghista? (sigh!)
Questo spiega perche a Montecitorio c'e' quella frammentazione politica che impedisce al Paese di andare avanti, ma soprattutto questo "trasformismo"...questo strano animale politico che fa trasformare un socialista in leghista e poi in comunista bolscevico!
Ciao
            Pozzati Ottavia
              329 1690210 - ottaviapozzati@libero.it
3 febbraio 2008



Iniziare dal nostro marciapiede,
pensare alla nazione
[ 31 gennaio 2008 ]
Quanto segue e' dedicato ai nostri gruppi di quartiere, che tengono i primi incontri in questi giorni.
E' all'inizio che troverete l'ostacolo piu' grosso.
Prima di tutto: non e' facile rinunciare a parlare a ruota libera, di qualsiasi cosa ci passi per la mente (come siamo TUTTI abituati a fare!); darsi un ordine, un metodo, anche parlando di politica.
Ma il piu' difficile, e' che vi chiediamo di scegliere all'inizio dell'incontro l'argomento del dibattito. (E poi di dedicare ad esso due, tre o quattro incontri, a seconda delle necessita'.)
L'argomento che scegliete:
1) bisogna che interessi ai presenti;
2) bisogna che sia di interesse generale, possibilmente nazionale.
Infatti:
qualcuno puo' essere scandalizzato dal tombino rotto davanti al negozio; ma forse gli altri non hanno altrettanto da dire al riguardo.
Allora, partendo dal tombino, bisogna ALLARGARE il tema: cosi' il primo potra' esprimere tutto quello che ha dentro, ma anche gli altri potranno tirar fuori cose interessanti.
Restando in quest'esempio, ci si potrebbe mettere d'accordo su un titolo tipo: I lavori pubblici in Italia.
Ecco cos'e' successo in passato, in due occasioni.
Marzo 2006, si sceglie l'argomento a Quarto Cagnino. Proposta di tutti: il traffico in via Novara. Tema poi sviluppato (e' disponibile il documento finale): Trasporti e Traffico in Italia.
Gennaio 2008, Lambrate. La proposta e': necessita' di un calmiere dei prezzi nelle grandi citta' (Attenti! accettando questo titolo, il problema sarebbe gia' presentato con la soluzione!!!). Tema adottato e in corso di trattazione: Il Carovita.
Seguendo questi esempi, il vostro gruppo scelga liberamente un argomento che lo interessi davvero. Ma punti a farne il titolo di una sezione del PROGRAMMA nazionale di cui vogliamo costruire la FABBRICA.
            Prandoni Sem
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31 gennaio 2008



Il cittadino sovrano
[ Pubblicato il 20 gennaio 2008. ]
Nei nostri gruppi di quartiere tutti i partecipanti sono invitati a intervenire a "giro di tavola": cioe' seguendo l'ordine con cui sono seduti.
Ovviamente nessuno e' obbligato a parlare; ma si osserva che il semplice fatto di porre questa regola, fa si' che nessuno si sottragga.
Cosi' va a finire che ognuno dice la sua, senza differenze tra chi e' piu' istruito e chi meno, tra chi e' piu' abituato a parlare e chi ha l'abitudine di ascoltare.
Ho avuto piu' volte occasione di notare che molto spesso sono proprio quelli che di solito non parlano mai  a fare gli interventi piu' utili, che fanno avanzare il dibattito.
Mi e' venuto da pensare: non e' che i paesi democratici siano quelli in cui PACIFICAMENTE si da' peso al cittadino in quanto tale; mentre in quelli "borbonici" la scena e' riservata ai politici in carriera o "in erba"?
Sarebbe un motivo in piu' per dire:  se e' vero - come e' vero!! - che ogni popolo ha il governo che si merita..., non c'e' altra via d'uscita se non aiutarci tutti ad essere un popolo diverso.
Un popolo che "SI MERITI UN GOVERNO DIVERSO", sarebbe composto da cittadini:
- che imparano a contare personalmente e a far valere il proprio contributo, nel rispetto di tutti;
- che bacchettano sulle dita chi vuole far spiegare le cose da chi "sa", e alla gente lascia il compito di dire si' o no.
Pensiamo al ruolo che ci siamo assunti; a quanto lontano ci puo' portare se siamo coerenti e ci diamo da fare.  E ... non vi sembra che imboccare certe scorciatoie vorrebbe dire darci la zappa sui piedi?
            Prandoni Sem
              02 26995273 - 348 8098927 - sem.prandoni@lapoliticaallagente.it
Pubblicato il 20 gennaio 2008.


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